30 marzo 2025

Rimpianti.

Non so se ragiono bene o male ma è quello che penso. 

Non mi piacciono i rimpianti se per rimpianti si intende ricordare il passato con tristezza, per qualcosa che non è successo o che si non si è realizzato. Non mi piace in generale ripensare al passato lamentando la sfortuna o un destino avverso. Non mi piacciono i "se avessi fatto", "se avessi avuto", "se avessi detto". Non è stato fatto, non è stato ottenuto, non è stato detto. Punto. Quello che è successo è successo e non si può più cambiare. Lamentarsi è inutile, è solo uno spreco di energie. 

Il passato è passato e rimane come tesoro di esperienza, per non ripetere gli stessi errori, se di errori si è trattato. Il passato racchiude tutte quelle esperienze che ci hanno portato fino al nostro “qui e ora” attraverso un processo ben delineato. È un baule pieno di ricordi felici e tristi, di decisioni sbagliate e fortunate, di sorprese ed eventi, di persone che hanno preso parte e poi sono uscite dalla nostra vita.  

Capisco che ripensare con nostalgia ai tempi che non appartengono più alla vita attuale può essere un dolce rifugio, un tuffo in un mondo nostalgico che conosciamo bene e che ci ha segnato nel profondo. Ma vivere ancorati al passato è un modo per perdere di vista il presente. E' come un fantasma che distoglie l’attenzione e l’energia che potremmo impiegare nella quotidianità e, silenziosamente, imbriglia, lega e incatena. 

Si può invece prendere come ricchezza, un'esperienza che insegna e che non perderemo mai perché si rivela una risorsa preziosa e può aiutare a migliorare la nostra condizione in vista di nuove possibilità non ancora conosciute.

Quello che conta è il presente, quello che si può realizzare guardando avanti con i mezzi che si hanno a disposizione contando sulle forze che si possono mettere in campo in quel momento. Decisioni da prendere, problemi da risolvere, sono tutte cose che vanno analizzate con concretezza pensando a ciò che è realmente possibile programmare per raggiungere un obiettivo senza perdersi in riflessioni sulle precedenti condizioni. 

Mi rendo conto del mio pragmatismo, forse eccessivo, ma a questo mi ha portato il mio passato e adesso lo uso per andare avanti. Non mi dimentico di niente ma nemmeno rimpiango niente. 

E' il passato, e come tale può solo insegnarmi a vivere il presente. Ripensarci lamentandosene è inutile. 






 

28 marzo 2025

Silenzi.

Ci sono molte parole per definire il silenzio. Nel vocabolario la parola silenzio è riferita o all’assenza di parola o in senso figurato alla presenza del gesto. Se si cerca su internet la parola silenzio si viene bombardati da centinaia di articoli.  

Come strumento di ascolto può favorire la percezione del proprio spazio interiore, acuisce la sensibilità, la capacità di sintonizzarsi sul respiro, di ascoltare il corpo. Può essere uno strumento potentissimo per entrare in relazione con i nostri pensieri, giudizi, opinioni. Può favorire l'osservazione, la percezione del mondo circostante, la sensibilità al suono e l'ascolto di sé stessi.  

Come modalità comunicativa può indicare di tutto sebbene si tratti di un caso limite di comunicazione, ambigua, regolata dal contesto. Tra i significati negativi del silenzio c’è la frustrazione, l’estraniamento, l’impotenza, l’infelicità, l’affermazione del proprio potere. La possibilità di fraintendimento è maggiore in caso di silenzio anche perché spesso indica cose che non si possono dire per dissenso o disprezzo. 

E' comunque sempre un messaggio, ma come interpretarlo? Perché alcune persone scelgono di rimanere in silenzio piuttosto che discutere?

Tutto dipende dalle circostanze e dal modo di ragionare della persona in sé e non credo che esista una sola risposta valida. Chi adotta questa modalità può farlo per diversi motivi. Può non sentirsi capito, e quindi trova inutile parlare a chi non sa ascoltare. Oppure può essere offeso dal nostro atteggiamento e vuole che siamo noi a capirlo da soli. Ci sono mille possibilità che possono essere più o meno importanti a seconda delle persone interessate.

Le cose si complicano quando a rimanere in silenzio è una persona con cui c'è un rapporto di una certa importanza ma che non ha tutti i crismi della normalità. Parlo di me, ovviamente, di un rapporto con una persona con cui ho avuto un legame sentimentale importante circa quarant'anni fa, che si è rifatta viva dopo tanto tempo, ma che ancora oggi come allora, ha qualche restrizione di tipo matrimoniale (sono bravissima a incasinarmi la vita!)

Sia chiaro che ho smesso da tempo di soffrire di pene d'amore, quelle forti passioni fanno parte dei bei ricordi a cui tornare con tenerezza. Questo suo riaffiorare dal passato mi ha fatto piacere, ho ritrovato la sintonia che ci univa, la piacevolezza del dialogo e un affetto persistente. Niente di più. Niente stravolgimenti amorosi e nessun obiettivo. Solo ed esclusivamente il piacere di un'amichevole frequentazione quando possibile.

E' logico che le nostre comunicazioni, vista la sua situazione ancora in atto, subiscano gli effetti dell'ingiustificata gelosia della moglie e si svolgano principalmente su WhatsApp. Non amo particolarmente questa modalità, quelle faccine usate con tanta generosità non possono sostituire il suono della voce da cui si possono intuire inflessioni e umori. Però pare che non sia possibile fare altro e quindi mi adeguo. 

E allora si mandano messaggi, si aspetta la spunta blu e la risposta. Per un po' di tempo questo dialogo virtuale è stato frequente e veloce, segno di un interesse comunicativo in atto, ma ora qualcosa è cambiato. E' più di una settimana che aspetto una risposta ad un messaggio assolutamente innocente e dall'altra parte c'è il silenzio.

Mi servo di questo spazio (in fondo è il mio diario personale no?) per rivolgergli una domanda, anche se non credo la leggerà o anche se la leggesse non mi risponderà. La domanda è: perché questo silenzio?

Sono a conoscenza delle mille difficoltà che stai incontrando a gestire la tua vita, delle persone e delle decisioni che dipendono da te e della tua non semplice condizione. Capisco tutto e sono ben lontana dal pretendere qualcosa. Ma due secondi per digitare sul cellulare un semplice: "Scusami, ho dei problemi, ci sentiamo appena mi sarà possibile" lo dovresti trovare abbastanza facilmente. Anche senza emoticon, non ti preoccupare, capisco lo stesso. Non lasciare che mi sorga il dubbio di una mancanza d'interesse o del desiderio di chiudere la frequentazione. Che mi starebbe anche bene, ho vissuto senza la tua presenza per tutto questo tempo e non mi cambierebbe niente, l'importante è che lo sappia. E' il non sapere che mi mette in difficoltà.




Aggiornamento. Comincio a pensare che la telepatia esista davvero. Stavo scrivendo questo post ed è arrivata la risposta che aspettavo. 

Ci sono problemi. Ok, mi dispiace , ma adesso che lo so non mi farò più tante domende. Ci voleva tanto?

Ti voglio bene. Per quello che c'è stato e per quello che c'è. 






14 marzo 2025

Salve!

E' da tempo che non vengo più da queste parti e pensavo che come me nessuno avesse più interesse a farlo e invece vedo che le visite non mancano. Sono a livelli molto modesti ma mi bastano per ripensarci e anche se non ci fossero sarebbe lo stesso, faccio quello che ho voglia di fare e adesso ho voglia di tornare qui. 

Riprendo dopo tanto ma non sono stata senza far niente, non ho perso la voglia di scrivere, non so se giustificata o meno, ma è una cosa che mi gratifica. Quindi non ho smesso di farlo, l'ho fatto in altri modi, ho perfino scritto un paio di storie (le chiamo così un po' presuntuosamente forse). 

Le ho scritte per me, si dice sempre così, ma sono stata contenta di farle leggere a qualcuno. Perché è vero che il binomio scrittore-lettore è imprescindibile e ogni tanto fa piacere se qualcuno mi dice che vale la pena farlo. Ho avuto anche qualche incoraggiamento, non so se sincero o meno, però a me piacciono e l'importante è questo.

Mi piacerebbe anche metterle in rete, senza pensare a pubblicarle, sia chiaro, non ho ambizioni del genere, mi piacerebbe solo che rimanessero in giro, così, a disposizione di chi si vuole fermare a leggerle. Dovrò pensare a come fare. 

Intanto il mondo intorno a me continua la sua corsa inarrestabile verso il declino più totale. Sembra proprio che siamo destinati ad estinguerci, lo stiamo facendo con tutte le nostre forze. Credo sia inutile parlare di quello che sta succedendo, non c'è nessuno che non lo sappia e tutti hanno la propria opinione. Anch'io ce l'ho e l'ho espressa tante volte anche in questo blog, ma ora basta. 

Ora vorrei solo indagare i sentimenti, vorrei pensare ad amare e ad essere amata, commuovermi di fronte ad un tramonto o ricordando un momento felice. 

E farò questo ritornando ogni tanto da queste parti, racconterò di pensieri semplici, di giornate particolari come quelle che ogni tanto succedono inaspettate e colorano il grigiore incombente. Perché sono vecchia ma sono ancora capace di amare.

A presto...credo...spero.