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Visualizzazione dei post da 2018

Gli anni finiscono, gli anni iniziano.

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Ognuno di noi, nell'imperitura chimera che quell'ultimo foglietto staccato dal calendario segni una spallata al passato, spera in qualcosa che possa somigliare a quella felicità su cui tanto si fantastica reclamando per sé quella giustizia del destino a cui si pensa di avere diritto.  In quel brevissimo intervallo di tempo che separa il vecchio dal nuovo, il passato dal futuro che verrà, il pensiero tende a liberarsi della sua razionalità permettendosi l’illusione che si possa mettere un punto fermo sul passato per andare a capo e ricominciare.  Ma non è il tempo che si ferma o ricomincia, quello è solo un continuo scorrere e divenire tra eventi e memorie. Siamo noi che possiamo dare un senso ai momenti, alle circostanze e a questo tempo così indifferente alle sorti di ciascuno di noi non smettendo mai di inseguire i nostri obiettivi. Ogni giorno che passa è un prestito a termine e non resta che attendere il successivo tenendoci stretti i sogni della notte perché n...

Per me...per voi...per tutti quelli che se lo meritano.

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Quell'amore di dire: io mi amo, io ci sono, io cambio.

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Giornata speciale oggi, come lo sono tutti quei giorni in cui qualcuno, per un motivo o per un altro, si trova in condizioni di subire o soccombere ad un qualsiasi potere prevaricatore.  Ma parliamo di donne in questo giorno dedicato. Parliamo di un aspetto marginale ma importante che coinvolge la nostra natura femminile: quello delle donne che non riescono a sottrarsi alla violenza, o se lo fanno poi tornano indietro perché si sentono in colpa, convinte nel loro ruolo salvifico e determinante. Parliamo della stima che abbiamo di noi stesse, perché, per affrontare la vita, questa vita che si pone così oscura a livello globale, penso che sia necessario riconoscersi, sapere cosa abbiamo dato e cosa diamo, quanto valiamo ma soprattutto quanto questo nostro valore è importante per noi al di là di qualsiasi riscontro esterno. Non c’è dubbio che culturalmente siamo condizionate a dare, anche al di sopra delle nostre capacità e oltre le esigenze. Spesso ci mettiamo in secondo piano in ...

Ho domandato al tempo: "Qual'è la soluzione?" Mi ha risposto: "Lasciami passare".

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D'altronde, non ci sono alternative. E così, passando passando, il tempo mi ha portato fino qui, a ricordare che 66 anni fa nascevo io, da genitori contadini, in un piccolissimo paese di campagna. Ho dei bellissimi ricordi della mia infanzia che sicuramente mi hanno dato l'imprinting delle cose semplici e del rispetto per ciò che mi circonda. Ricordi legati soprattutto alla libertà di scorrazzare in ogni dove senza paure, alla complicità con gli animali che ci aiutavano nel faticoso vivere quotidiano, alla facilità e felicità di stare con gli altri, all'entrare e uscire da porte senza chiavi, al condividere ogni cosa comprese fatiche, gioie e dolori. Non sto a raccontare il mio dopo. La crescita e il susseguirsi della mia vita non hanno niente di particolarmente interessante. A volte è stato bello, a volte no. Ma se non rimpiango niente è perché quello che ho vissuto mi ha portato fino qui, ad essere quella che sono, quasi contenta, e sottolineo quasi, della situazione, a...

Pomeriggio lento...

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Sabato pomeriggio pigro, un po' piove e un po' no, senza decisione. L'autunno si fa vedere in faccia con i suoi lenti movimenti di colore. Però non è male questa sensazione, una calma strana, dolce e malinconica per qualcosa che si lascia andare senza rimpianti, in attesa di quello che succederà. Strano anche questo illanguidirsi delle ore mentre i giorni si fanno sempre più corti. Volto le spalle alle cose, guardo fuori e mi rimbalza negli occhi un luccichio, gocce di pioggia sulle foglie che catturano un insinuante raggio di sole. Piccole folate di vento scompongono le chiome degli alberi che lasciano cadere a terra le sue carezze. Uno stormo in volo accompagna il mio caffè, proprio mentre un sax parla sommessamente d'amore, quasi un'addio a chi se ne va tenendosi stretta l'intensità del vissuto. C'è luce nel volo di quegli uccelli, c'è speranza, come se il viaggio riprendesse dall'inizio, a cercare di nuovo quel che si lascia. 

Disgusto.

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Certo l'originalità non manca: Fedez festeggia il compleanno in un supermercato mettendo a disposizione degli invitati l'intero assortimento di cibi, bevande e quant'altro. Lasciatemi dire però che è un'originalità pacchiana, tanto banale quanto il successo come influencer della sua mogliettina, che ancora devo capire che razza di mestiere sia e come sia possibile che uno possa diventare ricco e famoso facendosi dei selfie, ma lasciamo perdere.. Una festa dicevo, che partiva originale (almeno nella testa dei protagonisti) e che si è poi trasformata in una disgustosa ed assoluta mancanza di rispetto e di senso civile e in una vergognosa ostentazione di lusso sfrenato. Cibo lanciato a terra, gente nei carrelli con le scarpe, bibite bevute e poi rimesse con nonchalance al proprio posto, verdure strusciate su seni e fondoschiena, panettoni presi a calci sono solo alcune delle scene raccapriccianti condivise sui social dagli invitati.  Ma, al di là dello scempio incommenta...
"Ho visto cose bellissime, grazie alla diversa prospettiva suggerita dalla mia perenne insoddisfazione, e quel che mi consola ancora, è che non smetto di osservare." Edgar Degas

Cronaca.

Faccio sempre più fatica a seguire l'attualità, a farmi coinvolgere dalle vicende politiche, ormai ho perso ogni velleità di riscatto e ogni speranza che certi ideali si possano concretizzare anche solo in minima parte. C'è però una cosa che squarcia questa mia desolata rassegnazione ogni volta che sento certe notizie di cronaca, un elenco che si sta allungando sempre di più: l'elenco di bambini e ragazzi vittime innocenti della furia dei padri. Non più solo testimoni abusati psicologicamente dalle violenze domestiche tra padre e madre, non più solo testimoni della violenza subita da un genitore, non più solo costretti a subirla loro stessi e comunque a vivere nel terrore di improvvise esplosioni di rabbia, ma sempre più spesso scelti come bersaglio, vittime dirette di quella violenza. Il sanguinoso fenomeno della violenza sulle donne sempre di più si allarga alla violenza sui figli, per colpire ancora di più la donna che si vuole punire.  Non è solo l’annullamento della ...

Tema.

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Si fonda un partito politico e si deposita illecitamente all'estero, al tasso del 2%, un fondo di 49 milioni dell'erario pubblico che frutta 1 milione di interessi ogni 12 mesi. Lo Stato condanna e viene concordata una restituzione di 600mila euro per 78 anni.  I fondatori e gli eredi incassano, in tal modo, una rendita netta di 400mila euro l'anno (circa 30 milioni totali) che consente loro di sistemarsi per la vita mantenendo intatto il capitale iniziale.  Quali sono le tue reazioni? Svolgimento. #Cistannofregandoperlennessimavolta, ma niente. Pigliamo le solite briciole giù dal tavolo.  Pax vobiscum.

Domande.

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Ammettiamo che esista un grande libro su cui ognuno di noi può scrivere una domanda e ricevere una risposta, qualsiasi tipo di domanda ma una sola. Che domanda fareste? Può sembrare un po' sciocco, ma pensateci un attimo. Fareste una "grande" domanda o semplicemente qualcosa che stuzzica la fantasia in quel momento?  Ok, è un gioco, ma credo sia importante fare e farsi domande. La maggior parte delle grandi scoperte e rivelazioni sono il risultato dell’aver posto domande, grandi o piccole che siano. Le domande sono il precursore, o la causa prima, in ogni ramo della conoscenza umana e quindi di noi stessi. Quelle cose che abbiamo studiato a scuola sono derivate da domande. Domande che ci aprono a quello che prima non conoscevamo. Un modo per dissipare lo sconosciuto ed esplorare nuovi territori, un catalizzatore per la trasformazione. Per crescere, sempre, per andare oltre. Detto questo, faccio una domanda: non avete l'impressione che fare domande non venga incor...

L’Italia è molto meglio dell’odio che racconta Salvini.

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Vivo un paese di 17000 abitanti, quindi abbastanza importante anche perché è un centro di riferimento di tutti gli altri comuni e frazioni dell'Appennino, dotato dei necessari servizi, di strutture funzionanti e credo di poter dire anche con una buona capacità di integrazione dei migranti. Qualche giorno fa mi è capitato di dover accompagnare una persona al pronto soccorso del mio paese per un piccolo incidente domestico. Non era affollato, ma  comunque in sala d'attesa con noi c'erano diverse persone di diverse nazionalità. Ebbene, a dispetto della narrazione che piace tanto all'odiatore del Viminale che, a suo dire, avrebbe 60 milioni di affogatori alle spalle, ho visto solo scene di solidarietà. C'era un ragazzo molto giovane, del Burkina Faso credo, che aveva male alla pancia. Infermieri, medici, ma pure noi in attesa, ci siamo tutti prodigati per aiutarlo facendoci capire come meglio potevamo perché non parlava italiano. E nessuno all'accettazione gli ha ...

Posso dirlo?

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Mi voglio bene. Voglio bene alla donna che sono stata. A quell'adolescente spaesata che subiva le decisioni di altri ma che in cuor suo si prometteva il riscatto. A quella madre troppo giovane che è cresciuta insieme ai suoi figli cercando di proteggerli senza rinchiuderli in regole estranee. A quella moglie piena di illusioni che si chiedeva quando sarebbe arrivato il suo momento. A quell'amante licenziosa che scappava da sé stessa. A quella donna libera che, sbagliando, ha imparato a riconoscersi. A quella donna decisa e incompresa che ha scelto di vivere il suo momento senza intermediari. E voglio bene alla donna che sono, consapevole delle sue potenzialità e soprattutto dei suoi limiti, che si cerca dentro e riesce ad uscirne. A quella donna che, se qualcosa si rompe, prova ad aggiustarlo, altrimenti si cambia e si va avanti. A quella donna che non riesce a chiedere e si dona totalmente, ma pochi riescono ad averla. A quella donna contraddittoria, orgogliosa, testarda e pe...

Ogni tanto mi perdo un po'...

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Sì, perché dovete sapere che la mia esistenza scorre da tempo su un unico binario: la sopravvivenza. E a volte non è così facile sottostimare le pur misere e banali ma concrete esigenze vitali. A volte si insinuano e si allargano prepotentemente tanto che i pensieri e la mente ne sono completamente avvolti, come una nebbia costante e impregnante. Nessun dubbio su come uscirne, ma il timone si fa meno maneggevole e non risulta semplice tenere la direzione. Fatto sta che mi perdo un po' in quei grigi meandri che chiamano quotidianità, meandri che assorbono gran parte delle mie energie e del mio tempo, prostrandomi e anche un po' frustrandomi in verità. Ma la frustrazione non mi si addice e anche se fisicamente posso "debaclare", sono ancora psicologicamente reattiva e attiva. E penso. Nonostante tutto penso ancora. E mentre mi dibatto nelle ceneri di un arco vitale personale non certo esaltante, penso che forse, in fondo in fondo, non faccio poi un peccato così mortale ...

C'è una strada

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Una domenica mattina di un giorno d'estate. Un po' troppo fresco per essere estate ma tant'è, questo abbiamo. Una domenica mattina, dicevo, giro per le vie del mio paese ancora quieto. Il sole fa l'occhiolino alle finestre ancora indecise mentre un veloce profumo di caffè rompe l'aria cristallina. Fra poco tutto si sveglierà e io penso a tutti quei sogni che durante la notte hanno popolato il sonno delle persone. Dove finiscono quelli che non ce l'hanno fatta ad essere sognati, quelli di chi non riesce a ricordarli, o quelli di chi li ha visti svanire durante il giorno? Alcuni restano, si ripropongono tenaci fino alla consunzione. Altri cercano altri sonni per perpetrarsi, perché si sentono importanti e vorrebbero restare a lungo, moltiplicarsi e magari anche realizzarsi, perché no. Poi ci sono i sogni creativi che suggeriscono realtà impensate e quelli nostalgici che abbracciano il cuore. Ci sono anche quelli cattivi, ma di solito hanno poca vita perché la real...

Scriveranno di noi.

Un giorno lo faranno, lo so, lo sento, anche se preferirei non succedesse. Un giorno scriveranno di noi perché la storia non ammetterà l'ignoranza, reclamerà chiarezza e verità. Un giorno qualcuno farà un nuovo processo per crimini contro l'umanità e i leader corrotti e crudeli e certi altri servi di spada e di stampa saranno chiamati a render conto di quanto commesso, di tutte le vittime innocenti di questi anni bui, delle guerre combattute per ambizione, della riduzione in miseria in nome del profitto e delle orribili violenze su chi cercava scampo sfidando la morte.  E di noi, misera popolazione "evoluta", di noi, vero terzo mondo, diranno :"Ma non sapevano?...Non è possibile che non sapessero...E se sapevano, perché non hanno fatto niente per impedirlo? Perché hanno accettato passivamente le tratte dei nuovi schiavi, quei nuovi lager passati per "centri d'accoglienza" dove la parola "accoglienza" perdeva del tutto il suo significato? ...

Ma davvero ci meritiamo tutto questo?

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Davvero ci meritiamo portavoci del Presidente del Consiglio come Rocco Casalino, un ex concorrente del Grande Fratello che fino a poco tempo fa insegnava come depilarsi le ascelle e diceva che non tollerava la puzza dei poveri? Davvero ci meritiamo il sessismo e l'omofobia del ministro Fontana e l'antimeridionalismo del ministro Centinaio che usa espressioni come "terroni di merda"? Davvero ci meritiamo il dibattito con i vicepremier nel salotto di Barbara D'Urso e analisi politiche sui giornali di Alfonso Signorini? Davvero ci meritiamo ministri ignoranti e razzisti continuando a minimizzare ogni volta le loro dichiarazioni, che la normalizzazione di certe opinioni è il primo passo verso la loro attuazione? Davvero ci meritiamo la crudeltà di chi vuole togliere l'asilo ai bambini figli di immigrati, uno schifo che accettiamo perché si doveva fare il governo del cambiamento e continueremo a ripetere all'infinito "facciamoli lavorare"? Davver...

Non perdersi il momento.

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C'è stato un periodo della mia vita in cui mi potevo permettere le vacanze ed essendo nata in montagna pensavo volentieri all'alternativa del caldo e del sole, al mare insomma. Ne ricordo una in particolare, un posto trovato per caso, quando ancora si partiva senza una meta e ci si fermava seguendo l'istinto. Un paesino fuori dai divertimifici delle rotte turistiche alla moda che però prometteva ciò che cercavo: tranquillità. La classica piazza con la chiesa, due soli alberghi, qualche ristorante per accontentare la modesta pretesa turistica del luogo e le case praticamente arroccate su di un promontorio che finiva direttamente a mare. Un sentiero di scale sassose che portava giù, a quell'accogliente radura protetta in cui le onde si frangevano debolmente, come ad accarezzarla. Era l'unico posto in cui ci si poteva sdraiare e lì ho trascorso la maggior parte del tempo, fra pennichelle e letture distratte. Poca compagnia, discreta e silenziosa e un sottofondo music...

Sono stanca ma non mi adeguo.

Sono stanca ultimamente. Faccio fatica a trovare entusiasmo in quello che faccio. Mi sembra di nuotare in un mare melmoso circondata da squali inquietanti. Un livello culturale deprimente che si erge a profeta e un livello politico ancor più becero e senza visione mi fanno dubitare che forse sono io quella sbagliata in questo contesto. Mi guardo allo specchio e non capisco. Però non riesco ad adeguarmi. Perché questi squali inquietanti, questo sottobosco di mediocri, questa insignificanza deambulante non meritano di essere presi in considerazione.  Fatico ma non mi adeguo, perché a quel basso livello non ci vivo, non amo strisciare per la paura di sbagliare o di non essere allineata, non amo guardarmi i piedi. Amo guardare avanti, molto avanti, in un punto che magari non raggiungerò mai, ma che la notte, quando gli occhi stanchi e il cuore amareggiato si intorpidiscono, sarà il punto che mi permetterà di sognare sogni tranquilli facendo sorridere la mia anima.  E al mattino ...

Riflettere.

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Sto percependo uno strano malessere nelle persone. Vedo gente, a prescindere dall'età, dalla condizione sociale e dal sesso, che sembra essere contagiata da un virus abbastanza subdolo da non essere riconosciuto, una specie di disagio che affiora lentamente e non dà consapevolezza. Vorrei dargli un nome ma non posso farlo se prima non cerco di individuarne le cause. E credo di averne scoperta una: il vuoto. Quel vuoto che, con il passare del tempo, si annida nel cervello mentre si cerca di sopravvivere alle regole imposte dal sistema. Un sistema che sta sostituendo giorno dopo giorno, anno dopo anno, l'originalità e la fantasia di ogni essere umano con una stirpe omologata di consumatori in nome di qualcosa che ha un nome autoritario e altisonante: legge di mercato. Una legge che sollecita fortemente la commercializzazione e la spettacolarizzazione e che viene inculcata quotidianamente nelle esistenze di cittadini potenziali consumatori. Bisogna commerciare di tutto e di tutt...

Non so se ho l'età per farlo...

Non so se ho l'età per farlo, ma ogni tanto mi piace ancora ragionare sull'amore, sui rapporti di coppia, quelli che io non ho e credo non avrò più ormai. Ho ribadito più volte il mio piacere nella solitudine e non lo rinnego affatto, però vorrei soffermarmi su di un altro modo di essere in coppia: un rapporto che preveda lo stare insieme senza doversi per forza fondere in un'unica entità, senza pianificazioni e obiettivi comuni da raggiungere per essere definiti innamorati. Quello che ho inseguito tutta la vita e che non sono mai riuscita a costruire con nessuno perché, di solito, quando ci si riconosce in una coppia subentrano meccanismi di possesso, fedeltà, convivenza e convenienza che, a mio parere, non fanno altro che inibire le personalità. Non dico che non siano giusti (a parte il possesso), ci sono coppie che riescono a stare insieme tutta la vita e ne sono entusiaste ma credo che per arrivare a questo ci sia un prezzo da pagare: l'uno deve per forza adeguarsi ...

Poveri e disagiati costituiscono un problema didattico.

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Non ho figli che devono andare al liceo ma se li avessi mi informerei  sul sito del ministero dell'istruzione  per decidere quale scegliere in base alle valutazioni che ciascuno da di sé. E a giudicare dalle autopromozioni potrei far istruire i miei figli in uno di questi fulgidi esempi, il Liceo classico D'Oria di Genova: “Il contesto socio- economico e culturale complessivamente di medio- alto livello e l’assenza di gruppi di studenti con caratteristiche particolari dal punto di vista della provenienza culturale (come, ad esempio, nomadi o studenti di zone particolarmente svantaggiate) costituiscono un background favorevole alla collaborazione e al dialogo tra scuola e famiglia, nonché all'analisi delle specifiche esigenze formative nell'ottica di una didattica davvero personalizzata”. Esempio che hanno seguito anche i più prestigiosi di Roma e Milano puntando sul classismo e facendosi un vanto del fatto di avere fra i propri iscritti una percentuale molto bas...

Sconcerto.

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Sono di pochi giorni fa le celebrazioni del giorno della memoria in cui si sono espresse condanne a non finire e in cui si è ribadito da più parti l'allarme per una certa ideologia nostalgica che non si nasconde più e si sta estendendo a macchia d'olio. Tante belle parole per celebrare, come si fa da tempo come un bel compitino, e a cui da tempo avrebbero dovuto seguire fatti concreti mai messi in atto. Ed eccolo il fascismo che si copre le spalle con la bandiera tricolore per ribadire la sua appartenenza, e saluta a mano tesa, orgoglioso del suo passato e perentorio nel suo gesto.  Tutti a condannare certo, la politica delle parole non si tira indietro, ma ci sono troppi ma... C'è Salvini che rifiuta la violenza ma sposta la colpa sui tanti mali causati dall'immigrazione.  C'è Cangini, candidato con Forza Italia nelle Marche, che afferma che non sarebbe successo niente se Macerata non fosse tra i comuni italiani con la più alta percentuale di immigrati rispett...

Contro il fascismo e il razzismo di ieri e di oggi.

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Non sono molto celebrativa e devo confessare che a volte trovo estenuante che così tante giornate siano dedicate alle cose più disparate. Ma il giorno della memoria è qualcosa di diverso, qualcosa che, nonostante i vari altri genocidi che sono stati e sono tuttora perpetrati nel mondo, rappresenta l'apice della crudeltà e della disumanità. Sarà perché ho conosciuto persone che hanno vissuto quell'inferno e faticavano a raccontarlo, sarà perché da ragazza ho passato forse troppo tempo a leggere libri sull'olocausto, sarà perché anni fa sono stata ad Auschwitz e ancora non riesco a dimenticarne l'atmosfera tetra ed evocativa. Fatto sta che quella vergogna mi addolora profondamente. Come mi addolora constatare che i sempre più numerosi rigurgiti dell'ideologia fascista e nazista non vengano presi troppo sul serio in quest'epoca di panico xenofobo in cui lo straniero è percepito come estraneo e nemico e il diverso come minaccia. A poco servono i discorsi istituzion...

Ballando il tango.

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Questa notte ho sognato. Un sogno languido, di quelli che ci si sta bene dentro. Pensavo che non era un sogno e me la meritavo quella realtà. Stavo ballando il tango, uno di quelli lenti, dolci e appassionati che cullano con note suadenti. Il mio corpo non mi apparteneva, immerso nell'ovattato silenzio delle sensazioni.  Stavo ballando con mio padre. Un padre che non ricordavo ma era lui, giovane, prestante e avvolgente. Le sue braccia mi tenevano, mi guidavano e io non sbagliavo un passo. Non lo vedevo in faccia ma il suo respiro mi sussurrava sicurezza. Poi la musica è finita. C'era una porta e sapevo che se ne doveva andare. Volevo dirgli qualcosa ma non sapevo come, avevo paura di interrompere qualcosa che non avrei ritrovato. E finalmente ho visto i suoi occhi, quell'azzurro un po' sbiadito della sua vecchiaia, dispiaciuti, teneri e rassegnati. E gliel'ho detto: "Ti voglio bene papà", mentre mi svegliavo sorridendo. Mio padre mi ha lasciato cinque...

Distinguo.

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C'è una grossa ed ovvia differenza fra molestare e corteggiare e credo che la divina  Deneuve faccia una gran confusione equiparando la libertà sessuale con la libertà di importunare. Non so come si comportino quelli che la corteggiano ma io non definirei espressioni di innocente erotismo le palpatine non richieste nella ressa di un tram, le battutine svilenti di un capoufficio o gli assoggettamenti scorretti di chi tiene in mano le carte delle opportunità. Questa non è seduzione, sono solo atteggiamenti più o meno prevaricatori che fanno parte di quella cultura del "provarci sempre e comunque", del "anche se dice no vuol dire sì". Un gioco sporco di chi non sa, o finge di non sapere, qual'è il confine e che non tiene per niente in considerazione una cosa fondamentale: il consenso, indispensabile anche e soprattutto nella libertà sessuale, che altrimenti non sarebbe più tale. Quello che è vero è che non bisogna mettere tutto sullo stesso piano della bila...

Non basterà il silenzio.

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Continuano i naufragi nel Mediterraneo e nessuno ne parla più di tanto. Sì, lo dicono, ma sembra più una statistica che altro, numeri da aggiungere e basta. Come se ci fosse una certa ritrosia nel commentare questo stillicidio, come se ignorarne la gravità potesse sminuirlo, così da sentirne meno la responsabilità. Sì, perché di responsabilità si tratta, e di conseguenze derivate da strategie politiche e commerciali. Ma non mi dilungherò su questo argomento, tutti ne siamo consapevoli e colpevoli, qualcuno più di altri.  Il pensiero che voglio esprimere è che, guardando negli occhi quelle persone, ci leggo tutta la storia della loro disperazione, le loro speranze tradite e anche la sorpresa, feroce, per la negazione di un diritto elementare: vivere. E mi sento in difetto perché non posso che rendermene conto senza poter fare niente. Quelli che avrebbero il potere di fare qualcosa non si avvicinano nemmeno, non li guardano quegli occhi, la pietà non si addice all'ambizione. Quel...