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Visualizzazione dei post da maggio, 2012

Virtualità: fantasia e realismo.

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IL web, internet, la rete... la virtualità. Non sono un idealista, preferisco la razionalità a qualsiasi romanticismo, ma la virtualità... mi affascina. E cos'è la virtualità?  E' una simulazione della realtà, che oggi viene praticata attraverso strumenti tecnologici più o meno sofisticati. Io mi riferirò alla simulazione via chat, e-mail, con o senza video, del pc. Avviene, in questo mondo virtuale (inesistente...), fatto di parole e di immagini che... la realtà scompare , sostituita da descrizioni grafiche più o meno vere. Più o meno... ho detto così, perchè si sa che la VERITA' assoluta  non esiste, nemmeno in natura, ma solo nelle  convenzioni, nel nostro modo superficiale di intenderci fra noi umani. E' a questo punto che il fascino della virtualità mi invade. Perché  contrariamente alla realtà, la virtualità possiede una VERITA' ! Sì, una sola : la mia; quella di chi scrive, di chi comunica al resto del mondo ... qualunque cosa. Come si fa a saper...

“Schiavo non è tanto colui che vive oppresso dalle catene, ma piuttosto chi non riesce neppure ad immaginare la libertà” (Silvano Agosti)

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Dedicato a chi mette in discussione il comma, la tassa, l’accisa, senza mai mettere in discussione il Sistema, con i suoi dogmi assurdi e fuorvianti: la crescita, la competizione, il profitto ecc, e a chi crede al brutto racconto che il potere fa dell’anarchia. Il giorno che la maggioranza della gente capirà l’anarchia ed avrà il coraggio di svegliarsi liberamente anarchica questo mondo potrà finalmente cambiare. Tratto da: “ Lettere dalla Kirghisia ” di Silvano Agosti , un libro, a metà tra reportage e testo utopico, che racconta il miracolo di una società a misura d'uomo, in un paese dove tutti noi vorremmo vivere, dove si impara giocando, dove a 18 anni viene regalata una casa, si lavora 3 ore al giorno, chi ha voglia di fare l’amore si appunta sul petto un fiore blu, i politici guadagnano quanto le persone normali, ecc. ecc. Un mondo ideale, insomma. Caro Abuniag Trinzek (cittadino della Kirghisia), hai sollevato un bel vespaio con la tua lettera nella quale mi de...

I consigli del nonno picconatore.

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Ricordatre Francesco Cossiga? Ebbene, questo simpatico vecchietto, già nel novembre del 2008, in uno dei tanti deliri di onnipotenza che lo hanno contraddistinto, scrisse una lettera aperta al capo della polizia Antonio Manganelli (sempre lui!!!) Leggete, inorridite e pensate a come stanno seguendo bene i suoi consigli: « Caro Capo, per alcune dichiarazioni paradossali e provocatorie da me rese sul come gestire l'ordine pubblico in questa ripresa di massicce manifestazioni e come, spengendo tempestivamente i focarelli, si possa evitare che divampino poi gli incendi, mi sono beccato denunzie da molte persone, sacerdoti, frati e suore comprese, e sembra che ne sia in arrivo una da parte di S.Em.za il Card. Tettamanzi, firmata anche dai alcuni suoi fedeli adepti dei Centri Sociali, dei No Global e dei Black Bloc. Ma osando contro l'osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti più grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hann...

Invito...

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Questo post è un invito ad approfondire la conoscenza della FAI e della vera anarchia: con essa poi ci si potrà trovare legittimamente può o meno concordi ovvero discordi, ma che di essa non si debba dire che sia un qualcosa di incivile, rozzo, barbaro, violento o quant’altro di insultante, perché è l’esatto opposto e di certo è idea più elevata e sublime di molte di quelle che oggi reggono la nostra “civile” e “libera” società contemporanea… Noi crediamo che la più gran parte dei mali che affliggono gli uomini dipende dalla cattiva organizzazione sociale, e che gli uomini volendo e sapendo, possono distruggerli. La società attuale è il risultato delle lotte secolari che gli uomini han combattuto tra di loro. Non comprendendo i vantaggi che potevano venire a tutti dalla cooperazione e dalla solidarietà, vedendo in ogni altro uomo (salvo al massimo i più vicini per vincoli di sangue) un concorrente ed un nemico, han cercato di accaparrare, ciascun per...

Se introduci un po' di anarchia... se stravolgi l'ordine prestabilito... tutto diventa improvvisamente caos. Sono un agente del caos. E sai qual è il bello del caos? È equo! (Il cavaliere oscuro)

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Una delle cose che maggiormente viene contestata agli anarchici è quella della possibilità dell’autogestione. Soprattutto adesso, soprattutto rispetto all’"evoluzione" (???) che c’è stata nei meccanismi della società, troppo complicati per essere compresi dalla maggior parte delle persone e troppo difficili da gestire da chi non è “pratico”. Si pensa subito al famoso “caos” di una situazione totalmente assente di direttive e ruoli prestabiliti. Eppure fatti di questo tipo accadono continuamente nella vita reale: in determinate circostanze storiche (crisi economiche e finanziarie, crollo di regimi dittatoriali, guerre civili, processi di decolonizzazione, fasi successive a catastrofi naturali come i terremoti) ecco che il popolo si sveglia dal torpore e “scopre” l’autogestione, si riprende le fabbriche, i servizi, le scuole, le campagne. L’energia finalmente liberata s’impadronisce della realtà. Il metodo autogestionario può assumere anche un carattere rivoluzionario, sopr...

Per la mia mamma.

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Qualche volta, quando i rumori tacciono e il silenzio stende un mantello caldo di ricordi, ascolto un tempo lontano, vivido di attese e di speranze. Erano giochi della mente, lunghe corse di una fantasia vergine di mete. Sento ancora la tua mano, un po' forte e un po' ansiosa, che cercava di farmi entrare in un mondo che nemmeno tu conoscevi. Sento il suono della tua voce, vedo i gesti stanchi, sempre quelli, che non mi permettevi di ripetere, non era lì che dovevo stare. Era là, dove i tuoi occhi si perdevano, che volevi portarmi. Alzavi il velo dei tuoi segreti solo quando non vedevo, per non aprirmi il tuo scrigno di lacrime. Mi hai accompagnato, per un tratto, indicandomi l'orizzonte, era il tuo respiro quel vento che mi sospingeva, era il tuo amore che disegnava fiori sul mio cammino. Non mi sono mai voltata indietro, pensavo fossi sempre lì, pronta ad accarezzarmi la stanchezza. Poi il vento ha smesso di soffiare e la tempesta ha ...

Signore in bianco

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Signore in bianco Voi insegnate la carità Bene ordinata Nei vostri castelli in Italia Signore in bianco La carità E molto gentile Ma che cos'è? Spiegatemi Di questi tempi io vivo a Aubervilliers Un piccolo angolo sperduto in fondo alla miseria Dove non ci poniamo troppe domande Per mangiare bisogna sgobbare paparino mio Signore in bianco L'uccello ferito che ogni giorno Voi consumate Apparteneva ad une razza maledetta Signore in bianco Detto tra noi Ricordate Non molto tempo fa Siete stato zitto A quei tempi vivevo a Aubervilliers Non era certo l'epoca per dire dei rosari Ci ponevamo cosi tante domande Per tirare avanti bisogna lottare paparino mio Signore in bianco Se un bel mattino partirete Con i piedi davanti Verso i vostri castelli in paradiso Signore in bianco Il paradiso Puo essere carino Pregate per me Io non ho il tempo Perché io vivro sempre a Aubervilliers Le braccia annodate attorno alla mia miseria Non ci porremo più tante doman...

La mélancolie.

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Oggi va così...la mélancolie...e tutto per aver ascoltato questo brano. E' difficile parlare di Leo Ferré a coloro che non lo conoscono: cosa proporgli per cominciare? Gli inni rabbiosi, violentemente anti-civili (e – attenzione – mai incivili!) quali appunto Ni dieu ni maître , Les anarchistes , Y en a marre , L’espoir ... ma come poterli comprendere a pieno senza tener conto dei contemporanei folgoranti versi esistenzial-visionari, che travolgono le nostre coscienze personali quanto quegli altri travolgono il «buon senso comune»? Come capire a fondo Les anarchistes senza La memoire et la mer o Tu ne dis jamais rien ? Oppure di accostarsi a Leo Ferré attraverso le centinaia di versi dei suoi «fratelli» poeti maledetti, trasformati in altrettanti classici della... canzone (Baudelair...

Aspettando il messia.....

È piuttosto significativo che nei tg la notizia di apertura sia la “gambizzazione” di un emerito sconosciuto dirigente di non so che, rispetto a quella dell’ennesimo suicidio o tentativo di suicido. Ora, non è che io mi strappi i capelli per coloro che si tolgono la vita, la considero una resa; è l’escalation continua di questi suicidi che deve far pensare, questo sì, non una pallottola nello stinco di uno che santo sicuramente non era! Detto questo, vorrei in qualche modo cercare di razionalizzare la mia rabbia (rabbia innescata anche dal ricevimento del modulo per l’IMU!!!). Non sono d’accordo con la violenza, qualsiasi forma essa abbia, ma definire attentato terroristico una “gambizzazione” e paventare un ritorno al clima di terrore degli anni ’70, mi sembra eccessivo. Quello che penso, anche alla luce delle elezioni in Grecia e in Francia, dove, secondo me, il dato di maggior risalto è l’avanzata della destra estrema , è che tutto questo agitare di fantasmi porti soltant...

Quando ho cominciato ad amarmi davvero...

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Non so quando ho cominciato ad amarmi davvero, forse quando ho preso consapevolezza delle mie potenzialità, piccole o grandi che fossero,  e ho smesso di volere a tutti i costi piacere agli altri. Ma è stata una presa di coscienza lenta, progressiva e anche dolorosa, perché arrivare a piacere a sé stessi prima che agli altri implica una perdita di punti di riferimento che, anche se fasulli, danno un senso di appartenenza che viene meno quando si decide di non essere più come gli altri vogliono. Ed è facile sentirsi soli in queste circostanze, quando si decide di dar retta ai propri pensieri, compresi impulsi e istinti, più che al giudizio di chi ruota intorno alla propria vita. Molti lo chiamano egoismo e forse è vero, ma è anche giusta la libertà di essere quello che siamo, senza condizionamenti o imposizioni (nei limiti del possibile). Perché questi pensieri? Perché stamattina mi è capitato sott’occhio questo:  Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ...

Dedicato a tutti i “perseguitati” e a coloro che credono di sapere come debba andare avanti uno stato

Tucidide racconta un discorso di Pericle in “La guerra del Peloponneso” II, 34-41. Siamo all’inizio della guerra del Peloponneso – Atene è al massimo della sua potenza e alla fine del primo anno Pericle commemora, secondo la tradizione della città, i caduti ateniesi. Con grande maestria Tucidide utilizza questa occasione per far comprendere al lettore come gli Ateniesi “vivevano” l’ éthos della loro città.    “Il nostro sistema politico non compete con istituzioni che sono vigenti altrove. Noi non capiamo i nostri vicini, ma cerchiamo di essere un esempio. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi : per questo è detto Democrazia. Le leggi assicurano una giustizia uguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, non come un atto di privilegio, ma come una ric...

Quando il 1° Maggio non era un concerto

di Lorenzo Stecchetti (pseudonimo del poeta romagnolo Olindo Guerrini , 1845-1916) Passano lenti. Un lampeggiar febbrile arde a ciascun il ciglio. Passan solenni e da le dense file non si leva un bisbiglio. Toccandosi le mani ognun di loro cerca il vicin chi sia. Se i calli suoi non vi segnò il lavoro, quella è una man di spia. Sotto l'aspra fatica e il reo destino molti già son caduti, molti il carcer ne tiene od il confino, e pur sono cresciuti. Striscia il gran serpe de la folla oscura de i ricchi su le porte. Dentro, ne lo stupor de la paura, si ragiona di morte. Intanto il passo de la muta schiera allontanar si sente e nel silenzio de la fosca sera spegnersi lentamente. Ecco allora Epulon, vinto il terrore, socchiude l'uscio e guata e dice: "lode a Cristo ed al Questore, anche questa è passata!". È passata, ma invan te ne compiaci ne l'allegre parole, son gli antichi rancor troppo tenaci per tramontar col sole. Ch...