Post

Visualizzazione dei post da ottobre, 2013

Lettera ai padroni del Mondo.

Immagine
Di Gualtiero Mite Guerriero.  Miei poveri e disperati amici, io non so né chi siete né dove abitate. Sono però certo che ognuno di voi, attuali padroni del mondo, sia all’avanguardia nella scala spettrale dell’infelicità e del vuoto interiore che, per vostra precisa responsabilità, invade attualmente il nostro meraviglioso pianeta. Chi decide in modo permanente i destini del mondo intero sono, si dice, poche centinaia di individui. Addirittura qualcuno sostiene che coloro che veramente hanno il massimo potere decisionale sull’intera umanità non superino le trenta persone. Non è certo da voi, quindi, che riusciremo ad avere informazioni per sapere chi siete e come siete, voi che lasciate tracce ovunque, e siete al tempo stesso impossibili da identificare. La miserabile concezione dell’esistenza che vi caratterizza tuttavia si evince osservando lo stuolo dei vostri servi, quelli che fanno parte dei Governi, che gestiscono gli Stati con un sistema politico incapac...

Lavoro.

Immagine
È un periodo di lavoro intensissimo (beata te, direbbe qualcuno!). Sì, è vero, posso definirmi fortunata perché io un lavoro ce l’ho, anche se ho rischiato di perderlo proprio pochi giorni fa, e sarebbe stata la fine per me, perché non riuscivo più a sopportare il comportamento irrispettoso del mio “padrone” (che fatica che faccio a dire questa parola!!!) nei miei confronti. Non parlo del salario, no, di quello non si può nemmeno discutere. Parlo del modo di frustarmi (a parole) per spingermi a produrre di più. “ Sfaticata ”, “ Non fai niente in tutto il giorno ”, “ Se non ti va bene basta dirlo ” erano le cose più carine che mi diceva per spingermi, secondo lui, a lavorare con più profitto, per lui naturalmente. Essendo perfettamente consapevole di quello che faccio e di come lo faccio, alla fine non ne ho potuto più, gli ho detto chiaramente che ESIGO almeno rispetto e che se non gli andavo bene doveva essere lui a dirmelo. Sapete come ha reagito? “Ma dai! Io sc...

A proposito di prigioni.

Immagine
Ante Zemljar è nato nel 1922 nell’isola di Pago in Craozia. Si è laureato all’università di Zagabria in lettere comparate. Scrittore, poeta, saggista e mosaicista. Giovanissimo subisce una certa influenze del surrealismo. Partigiano della prima ora combatte e scrive poesia per le sue montagne e le isole. La sua poesia non soggiace alle regole del socialismo realista e i suoi dirigenti rifiutano la pubblicazione. Nel 1949 viene arrestato perché non condivide la dittatura. In prigione, a Goli Otok, una delle più feroci d’Europa dopo la II Guerra mondiale, dov’erano imprigionati anche numerosi italiani, rimane quattro anni e mezzo. Nella prigione, scrive di nascosto una raccolta (L’inferno della speranza, pubblicata in Italia da Multimedia edizioni / Casa della poesia di Salerno) che riesce a pubblicare solo 40 anni dopo. Questo libro lirico-elegiaco è una grande accusa contro tutti gli oppressori in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo. Dopo la prigionia, Zemljar ha vis...

Ricordi.

Immagine
Ricordo il 12 ottobre di 42 anni fa. Mio figlio, il primo, e non avevo ancora 19 anni. 3 kg e 200 di strilli e tenerezza che hanno faticato più di 12 ore per uscire dal mio corpo, forse volevo tenermela quella pancia che mi aveva fatto diventare improvvisamente grande o forse avevo paura di quello che non conoscevo e che si presentava impellente. Ma era lì, tra le mie braccia, che già ricercava il contatto perso spaventandomi un po’ per quella dipendenza completa, per quel non capire come soddisfare. Però ce l’abbiamo fatta, siamo cresciuti insieme, giocando gli stessi giochi e passando attraverso pianti e sbucciature fino ad arrivare al momento in cui ha deciso qual era la sua strada e ha lasciato il nido, ancora quasi implume ma deciso ad affrontare il mondo. Non so quale sia il concetto di buona madre, io ho seguito molto l’istinto e forse posso aver sbagliato a non essere protettiva e severa, a lasciargli lo sguardo sui suoi orizzonti senza metterlo troppo in guardia dalla f...

Grillo e la malapolitica (Curzio Maltese)

Immagine
Dal blog di Giacomo Salerno. Per una volta a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio possiamo dire soltanto grazie . Con il loro post, ormai giustamente famoso, sul reato di clandestinità i fondatori del movimento 5 stelle hanno infatti disvelato i meccanismi della disastrosa Seconda Repubblica e della mala politica italiana molto meglio che in centinaia di comizi. Trattandosi di persone geniali, sono bastate loro due righe. «Se avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità durante le elezioni, avremmo preso percentuali da prefisso telefonico». La traduzione del Casaleggio pensiero è meravigliosamente semplice e suona così. «Noi non crediamo in nulla, non abbiamo principi, non siamo né di destra né di sinistra, come del resto abbiamo sempre detto, e non vogliamo cambiare nulla. Diciamo soltanto quello che la gente vuol sentirsi dire in quel preciso momento, per ottenere voti e consenso e poterci di conseguenza fare gli affari nostri, acquistare potere e piazza...

La nausea.

Immagine
Ricordo di aver letto “ La Nausea ” di Sartre parecchi anni fa, quando il fuoco sacro del ’68 mi facilitava un atteggiamento anticonformista nei riguardi delle cose che mi circondavano. Ricordo poi di averlo quasi snobbato in seguito al convincimento che ribrezzo e disgusto non erano propositivi  per una ribellione vera, quasi fossero una resa di fronte a ciò che non si può combattere. Ora, dopo tanti anni, mi è venuto in mente come il protagonista definiva questo stato mentale:” (...) La Nausea m'ha colto, mi son lasciato cadere sulla panca, non sapevo nemmeno più dove stavo; vedevo girare lentamente i colori attorno a me, avevo voglia di vomitare. (...) Da quel momento la Nausea non m'ha più lasciato, mi possiede”. In un’altra scena, che si svolge in un giardino pubblico, osserva la radice di un castagno e solo in quell'istante si rende conto di aver compreso la vera natura delle cose, vale a dire la loro insensatezza e la sensazione di soffocante ingombro che esse sus...

Migrazioni: chi le innesca se le tiene.

Immagine
DI EDUARDO ZARELLI ilribelle.com «Gli esodi non hanno una soluzione miracolosa», ha commentato, in seguito all'eccidio avvenuto presso le coste di Lampedusa, non il gesuita Bergoglio, bensì la secolarizzata signora Emma Bonino.  In effetti, la questione dei migranti non riguarda la fede, ma la prosaica politica, interna ed estera. È crudele e fa male, la vista dei morti, ma forse ferisce maggiormente lo sconforto negli occhi di chi al mare è scampato e ora dovrà sopravvivere all’ipocrisia moralistica dello sradicamento globale. Per Simone Weil - che di radici recise se ne intendeva - tra i bisogni vitali dell’uomo non si dà libertà senza responsabilità, l’uguaglianza senza l’appartenenza e la verità è il bisogno «più sacro di tutti». Le migrazioni in corso sono connaturate alle dinamiche della globalizzazione e delle conseguenti forme sociali assunte. In Italia manifesta toni specifici, drammatici quanto farseschi, nell’aduso costume nostrano, ma con una eco occidentale...

"Ed a bordo cantar si sentivano tutti allegri del suo destin.....

Immagine
Non ho avuto tempo di parlare della tragedia di Lampedusa. Troppo presa dal lavoro, da quella quotidianità oppressiva che non lascia altro spazio che a sé stessa, alla sopravvivenza individuale, al chiudersi dietro a labili certezze e confortanti paraocchi. Ma non può tacere la mia coscienza, non posso non dare ascolto a quell'impulso che mi fa mancare il respiro mentre gli occhi si riempiono di orrore. Sono qui, impegnata a vivere nelle mie quattro mura mentre c’è chi muore per cercare un briciolo di dignità. È la rabbia dell’impotenza. A nulla servono le lacrime, a nulla servono le parole, le bandiere a mezz'asta e le giornate di lutto: è mera ipocrisia. Il nero è nel marciume di un sistema che costringe le persone a buttarsi in braccio all'ignoto di una speranza. Su quel barcone c’erano persone che fuggivano da un orrore e ne hanno trovato un altro. È la rabbia dell’impotenza di fronte ad una politica che se ne frega di spezzare vite di uomini, donne ...

Lo spettro.

Immagine
Uno spettro si aggira per il paese. E' quello di Carlo Giovanardi , il democristiano per tutte le stagioni, l'uomo più preso di mira su internet grazie alle sue mirabolanti uscite oscurantiste, che ne hanno sempre fatto un personaggio al limite del caricaturale, anche se qualche volta leggermente spaventoso. Salvato dallo tsunami di Tangentopoli da Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini , che lo hanno riciclato dopo la diaspora democristiana, oggi - passati vent'anni dal suo repechage - è pronto per una nuova giravolta e annuncia di essere disposto a votare la fiducia al governo di Letta junior insieme a una quarantina di panciafichisti come lui. E così l'uomo che ha paragonato l'eutanasia ai metodi nazisti provocando un incidente diplomatico con l' Olanda , il firmatario insieme all'ormai scomparso Gianfranco Fini della legge più criminogena nei confronti del consumo di droga di qualsiasi altro paese civile, con la folle equiparazione fr...

Il bivio.

Immagine
Il terrore gela la schiena d deputati e senatori. La fronte di molti è imperlata da gocce di sudore, un sudore causato dai nervi sempre più in subbuglio. Finora sono stati nel profondo della confusione più oscura ma ora la realtà comincia a delinerarsi con contorni nitidi precisi assolutamente incontrovertibili. Da un lato prestarsi al gioco folle di "muoia Sansone e tutti i filistei" di Berlusconi, Berlusconi "assugliato" dalla Santanchè, da Sallusti, da Gasparri.... Dall'altra votare la fiducia al governo e con ciò fare i bravi patrioti in un momento in cui financo Obama e la Merkel corrono al capezzale di Enrico Letta e gli aggiustano i guanciali...... Allora tra seguire nel buio pesto Berlusconi che è atteso dal carcere seppur domiciliare e dalla interdizione dai pubblici uffici e sul quale si addensano le nubi tempestose che arrivano dai tribunali di Taranto, Napoli, Bari per almeno altri dieci o quindici anni di carcerazione.......