16 luglio 2026

Prezzi da pagare.

Credo di essere ancora molto ingenua, nonostante le quasi 74 primavere sulle spalle che dovrebbero avermi insegnato parecchie cose circa il riporre aspettative sulle persone. Dico sempre che mi fido molto del mio istinto, che 'sente' immediatamente l'affinità, ma purtroppo devo constatare che a volte cade in errore. Non ho ancora perso quel maledetto vizio di idealizzare, di creare attese laddove non sarebbe logico farlo.

Fatto sta che mi ritrovo spesso a fare i conti con le delusioni. Chiarisco: non sono il tipo che conta sugli altri, anzi, non lo faccio mai; questo l'ho imparato molto presto e faccio affidamento sempre su me stessa. Ho però la tendenza a mettere su un piedistallo le persone che mi piacciono, a pensarle sempre coerenti con l'immagine che mi sono fatta di loro. Così succede che, a volte, le faccio scendere da quel piedistallo su cui non hanno mai chiesto di salire. Ma non è colpa loro: sono io che mi faccio i film.

Eppure, a pensarci bene, credo sia un prezzo che sono disposta a pagare. Preferisco di gran lunga la possibilità di una delusione alla certezza di un cuore sigillato. Essere 'ingenua' a quasi 74 anni non è una debolezza, ma una scelta consapevole: preferisco il rischio di veder crollare qualche castello in aria, piuttosto che rinunciare al gusto di credere, ancora e sempre, nella bellezza degli incontri.


 

 

1 commento:

  1. Ancora nessun commento. Allora lo faccio io.
    La coerenza, la fiducia, le aspettative... mi sto chiedendo se sono "ingenuo" anch'io. No, pur avendo avuto alcuni amici e un paio di donne, con cui ho condiviso molti anni di vita... non ho mai provato qualche delusione. Anche se mi hanno "lasciato" loro, ho sempre detto, convinto, che la "responsabilità " era, in qualche misura, anche mia. Anche perché la coerenza io la pretendo, e me la impongo... ma è impossibile conservarla per sempre! La fiducia e le aspettative sono meravigliose, ma altrettanto improbabili nel tempo... Sì, Gianna, condivido quasi tutto quello che hai scritto, ma non il "cuore chiuso"! Non incidono le pulsioni del cuore, in chi "pensa" con la ragione e la logica della razionalità. Le pulsioni le godo tutte anch'io, ma non è questione di cuore chiuso o aperto, è che il mio piacere dipende da quello che ricevo. Se gli altri smettono di darmelo... Io smetto di aspettarmelo. Non è sentimento, è un calcolo. Continuo ad ammirarli, ma diventano solo un po' stronzi.
    Adesso dimmelo tu: come sono io? Chiuso o aperto?

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