In questi giorni mi sono chiesta: ma questo mio amore impossibile, che continuo a celebrare forse con troppa ostinazione, non sarà che è solo un trucco? Il tentativo un po' ingenuo di rincorrere l'illusione di essere ancora giovane, almeno nel cuore?
A 74 anni, il rischio di sentirsi dire – o di dirsi da sole – che si è ridicole è sempre lì, dietro l'angolo. C'è un'idea precostituita su come si dovrebbe abitare questa stagione della vita: con composta saggezza, un po' di nostalgia sfumata e molti ricordi ben messi in ordine sugli scaffali.
Ma l'amore impossibile ha un difetto magnifico: non invecchia. Non si scontra con la stanchezza del quotidiano, non conosce la noia delle bollette o le incomprensioni della colazione. Vive di pura scintilla, di attesa, di un’energia spudorata che non chiede il permesso all'anagrafe per farsi sentire.
E allora ho provato a ribaltare la domanda. E se non fosse un’illusione per sembrare giovani, ma la semplice, ostinata prova che siamo vivi adesso?
Sentire il cuore che accelera o che si accende di un calore improvviso non è un privilegio dei vent’anni. È il privilegio di chi non si è ancora stancato di desiderare, di chi ha la libertà di non doversi più scusare con nessuno per ciò che prova.
Non so se chi legge queste righe ci troverà un pizzico di follia o una nota fuori tempo. So solo che finché quell'emozione mi regala calore e idee da regalare alla pagina, me la tengo stretta. Non per fare la ragazzina, ma per far rifiorire la donna che sono oggi, esattamente a 74 anni.

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