16 novembre 2013

Forces Occultes: Film-Denuncia sulla Massoneria. Autori giustiziati, la Rai Censura.

Forces Occultes è un film francese del 1943. È il più importante film-denuncia sulla massoneria. Un deputato francese, in buona fede ma ingenuo, viene cooptato dalla massoneria. Dopo il rito di iniziazione, cominciano le delusioni di Avenel. Il deputato capisce che la maggior parte dei massoni utilizza l’ordine solo per ottenere favori, guadagnare soldi e prestigio e aggirare le leggi dello stato. Ma c’è di più. Avenel scopre che oltre alle misere ambizioni dei massoni di basso grado, esiste una volontà massonica internazionale molto più inquietante. Sarà infatti la massoneria francese a far entrare la Francia nella seconda guerra mondiale. Avenel proverà a fermare l’entrata in guerra ma sarà accoltellato da alcuni “fratelli” e si sveglierà in ospedale quando il conflitto è ormai iniziato. 

Le conseguenze 

Lo sceneggiatore del film, Jean-Marie Rivière, venne arrestato, mentre il regista, Jean Mamy (sotto lo pseudonimo di Paul Riche) e il produttore, Robert Muzard, vennero giustiziati per il loro ruolo nella realizzazione di questa pellicola. 

Il “complottismo” 

A differenza di quanto sostengono tanti debunker prezzolati che sono riusciti a convincere molte persone ignoranti e superficiali, le “teorie del complotto” non sono fantasie partorite dalla mente di visionari e diffuse tramite la rete. Il film è la prova che in passato, la consapevolezza dei cittadini riguardo alle “forze occulte” che dominano gli eventi mondiali, era molto maggiore. È anche la prova che in passato era più semplice trovare artisti, registi, sceneggiatori, produttori, ecc., disposti a raccontare la verità al grande pubblico. Oggi il sistema si è perfezionato. Da un lato è aumentata la censura, dall’altro la “dissidenza” è controllata: i paladini della “verità” sono uomini della massoneria, a cui viene data tanta visibilità ma a cui viene vietato di esporre la verità fino in fondo, con il risultato di allontanare i cittadini dalla percezione dei reali problemi e dal potere dei personaggi dietro le quinte. Tutti gli attivisti che vanno oltre i limiti del consentito, sono tacciati di complottismo, dietrologia, paranoia, ecc.. 

Rai

Il film è stato mandato in onda su Rai 3. La Rai, però, ha ben pensato di tagliare quasi tredici minuti che, coincidenza, sono i tredici minuti più importanti e significativi della pellicola. La censura della Rai, televisione massonica di stato, è la conferma di come il sistema si sia appunto perfezionato. Le due versioni. Fortunatamente, in rete, è possibile trovare sia la versione integrale, sia la versione “ridotta” di Rai 3. Qui il link per vedere l’originale. Qui il link per vedere la versione adatta al pubblico italiano. Nella versione censurata il taglio avviene al minuto 31:55. Nella versione originale, come potete controllare, la scena corrispondente si trova al minuto 30:35. La scena tagliata dura fino al minuto 43:15. 

Le scene tagliate

I tredici minuti censurati contengono quattro scene. 

1° Scena: I massoni sono riuniti nella loggia mentre il popolo francese è in rivolta nelle piazze. La polizia reprime la rivolta sparando sulla folla. Quattordici cittadini francesi muoiono. Centinaia i feriti. Il film evidenzia come la responsabilità diretta della morte di quei cittadini sia da attribuire alla massoneria francese. Addirittura il Gran Maestro dice: 

"Il popolo francese può morire purché la massoneria viva". 

2° Scena: Il parlamento francese elegge una commissione d’inchiesta per indagare sugli omicidi avvenuti nella rivolta. La massoneria esulta perché ben 35 commissari su 50 sono massoni e l’ordine ne esce pulito. 

3° Scena: Il Gran Maestro organizza l’entrata in guerra della Francia telefonando ai fratelli massoni a capo delle più importanti istituzioni. Nell’ordine chiama: il Ministero degli Esteri, la Banca di Francia, lo Stato Maggiore, il Segretario del partito Radical Socialista, il quotidiano Le Temps e la fabbrica di aerei da guerra. 

4° Scena: Sono i cinque minuti più importanti del film: il discorso tra il protagonista Avenel e il Gran Maestro. Trascrivo le battute più importanti del 33° grado. Riguardo ai massoni di basso grado dice: 

"Nella massoneria si nasconde tutto a chi ha un rango modesto. In basso non si sa niente". 

Ma il Gran Maestro aggiunge che anche i massoni dei vertici, i gradi 33, non sono i dirigenti, come si potrebbe pensare: 

"Non ci sono dei capi tra noi, ci sono solo esecutori". 

E allora chi è che detta gli ordini? Chiede Avenel. Il 33 risponde spiegando: 

"Cos’è la massoneria? Dei gruppi di uomini che si sono riuniti ai quattro angoli del pianeta per chiudere il mondo in una rete dalle maglie impenetrabili. Siamo 50 mila in Francia, 500 mila in Inghilterra, 3 milioni negli Stati Uniti. Formiamo un unico blocco e una sola volontà. Ci diffondiamo dappertutto, comandiamo dappertutto. Qui 300 parlamentari sono massoni. In Inghilterra il re fa parte del nostro ordine. Negli Stati Uniti il presidente è un 32°. Non esiste un paese in cui non abbiamo appoggi segreti, i nostri uomini, le nostre banche, i nostri zelanti gruppi. E questo è niente. È solo la potenza materiale della massoneria. C’è qualcos’altro. Una dottrina superiore". 

La domanda finale

Se anche tra i massoni dei gradi più alti non ci sono dei capi ma solo esecutori, da chi è rappresentata quell’unica volontà che dirige la massoneria universale? Il film non lo dice esplicitamente ma lo lascia intendere. O almeno, lo lasciava intendere ai telespettatori degli anni ’40. Ma oggi, dopo altri settant’anni di propaganda e lavaggio di cervello, quanti telespettatori sono ancora in grado di capirlo? 


Stato di diritto? Libere considerazioni sulla legge e sullo Stato.

Non esiste una legge che prevede il carcere per chi inquina i territori e manda a morte intere popolazioni. Milioni di abitanti. Non solo campani. Ma anche calabresi, pugliesi, siciliani, africani, somali, eritrei.
Esistono però le leggi che precarizzano il lavoro. Lo dissolvono dentro miseri stipendi attorcigliati attorno a cavilli burocratici dai nomi più disparati: stage, apprendistato, tirocinio formativo, di inserimento, partita iva, prestazione occasionale ecc ecc ecc.
Esiste una legge che vieta di assistere ad eventi e manifestazioni sportive se appartieni a determinati territori.
Lo Stato, attraverso una legge, anni fa, ha disposto il controllo rigido e assoluto di alcuni “siti di interesse nazionale”, che in altri Paesi chiamano semplicemente discariche. Vi ha posto, davanti ad essi, militari dell’esercito. Armi in pugno.
Lo stesso Stato, si avvale di pentiti di camorra. Attraverso le dichiarazioni di tali pentiti di camorra, si scopre che quelle discariche, già salvaguardate e già “siti di interesse nazionale”, come ad esempio, Cava Sari a Terzigno, hanno “accolto” per anni, rifiuti tossici e speciali. La discarica, per bocca di esponenti di legge, ossia dello Stato, come Guido Bertolaso e la sua vice Marta Di Gennaro, doveva essere “truccata”. Ossia, al suo interno, dovevano finirci le ceneri provenienti da Acerra.
Lo Stato, attraverso suoi autorevoli esponenti, come il magistrato Raffaele Cantone, dichiarano al TgRegionale, il giorno dopo le dichiarazioni de-secretate di Carmine Schiavone di “non preoccuparsi, perchè la magistratura già ha preso provvedimenti e già conosce i siti inquinati”. Egli ci rassicura inoltre asserendo “ma quali rifiuti radioattivi? Ma secondo voi un ignorante come Schiavone può conoscere la differenza tra categorie di rifiuti?”.
Un pentito di camorra, tale Carmine Schiavone, ora in pratica uomo sotto tutela della legge, impazza in tutte le tv con amene affermazioni del tipo “stanno condannando a morte un popolo intero”; “i sindaci li sceglievamo noi”. Negli interrogatori de-secretati, inoltre si legge :
SCHIAVONE: Questa situazione diventò subito operativa e cominciarono a versare soldi nelle casse dello Stato…
PRESIDENTE: Vuole dire nelle casse del clan?
SCHIAVONE: E’ lo stesso, più o meno.
La legge oggi, probabilmente condannerà quei disoccupati che sono saliti sul tetto dell’inceneritore di Acerra alla ricerca disperata di qualcuno che ascolti le loro grida di dolore.
L’incudine della disoccupazione e il martello del biocidio.
Fatte queste debite premesse, siamo ancora convinti che il rispetto della legge e di questo Stato, così come è, sia un qualcosa di ineluttabile?
Nel 1788 o nel 1933, se io fossi stato cittadino di Francia e di Germania, rispettivamente, e mi fossi attenuto alla legge, leggeremmo mai sui libri di storia di vicende come la Rivoluzione o la liberazione dal Nazifascismo?
I nostri corpi immobili, sono la loro arma più efficace.

Fonte

Schiavitù di cittadinanza.

Nell’Atene di Pericle non c’erano vie di mezzo o eri schiavo o eri cittadino. Nella Germania dell’era Merkel la “schiavitù di cittadinanza” è la ricetta con la quale il governo tedesco è riuscito a ridurre la disoccupazione, garantendo lauti guadagni agli imprenditori tedeschi, sgravati dall’impegno di versare contributi.
Come funziona?
In Germania chi non ha un’occupazione riceve intorno ai trecento euro al mese. Se gli viene proposto un lavoro per venti ore settimanali a 450 euro al mese – senza obbligo per il padrone di versare tasse – ha due possibilità ugualmente sgradevoli.  Se rifiuta perde buona parte dell’assegno di cittadinanza, se accetta si lega mani e piedi ad una condizione di super sfruttamento non contrattabile e senza prospettive di pensione.
Schiavo e cittadino insieme. Un infelice ma ben riuscito ossimoro politico.
Nel 2008 la disoccupazione in Germania era superiore a quella italiana, oggi le parti si sono invertite, ma il numero di ore lavorate in realtà non è cambiato.
Per uno dei tanti paradossi di cui è capace un capitalismo sotto oculata e tenera tutela statale la Germania è riuscita a realizzare un obiettivo che, in altri tempi, è stato molto caro al movimento dei lavoratori: che tutti lavorino meno, che tutti lavorino. Peccato che la ricetta tedesca non comporti una seconda – fondamentale – parte: la parità di salario nonostante la riduzione di orario. In parole povere, un sia pur lieve, trasferimento di reddito dai padroni ai lavoratori.
Questa ricetta made in Deutchland piace anche al sottosegretario all’economia Stefano Fassina.
Il vice ministro, dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Movimento cinque stelle sulle proposte della compagine grillina in materia di reddito minimo o reddito di cittadinanza, questa mattina ha annunciato l’apertura di un tavolo di confronto con i partiti che hanno avanzato proposte in parlamento.
Fassina, in un’intervista al Manifesto, sostiene in modo esplicito che “per una forza progressista la cittadinanza passa attraverso il lavoro.”L’obiettivo è un lavoro di cittadinanza da promuovere anche attraverso misure sul reddito ma finalizzate al miglioramento dell’occupazione qualificata per coloro che sono nelle condizioni fisiche di lavorare”.
In realtà anche la proposta del M5S contiene un riferimento all’obbligo di fare “lavori utili”, che ha un sapore agre sia per la natura impositiva della norma sia per la nozione stessa di “lavoro utile”.
Il solco appare tracciato. Se SEL e M5S troveranno un accordo con il PD, la possibilità che anche da noi venga introdotta la schiavitù di cittadinanza appare molto concreta. In un primo tempo in forma sperimentale nelle grandi città, poi, chi sa, dappertutto.


Fonte

Cronache delle baby-prostitute: la pancia (e dintorni) del Paese

Di Alessandro Robecchi.
Brutta roba la crisi dell’editoria stampata. Non è facile far concorrenza al web, ma ci si prova, eh, ci si prova con una certa tenacia. Compie un paio di settimane, per esempio, il caso delle baby-prostitute, dette anche baby-squillo (scuola ateniese), baby-escort (upgrade socioeconomico), o “lolitine” (licenza poetica). Non c’è giornale che non abbia ogni giorno – da giorni – una sapida pagina sull’argomento. Le telefonate. I verbali. La mamma cattiva. Il pappone stronzo. Gli appartamenti. Il quartiere chic. Gli annunci. I rarissimi omissis e le numerose analisi sociologiche. I soldi. La cocaina. Le borse firmate. L’immaginario arcorian-maialesco, ascendente porco con la luna in mutande, se fosse un oroscopo. Eccetera, eccetera. Ancora da valutare quanto tutto questo scrivere e pubblicare e titolare con malcelata malizia, strizzatine d’occhio e colpi di gomito da bancone del bar-sala-bigliardo abbia rubato spazio a Youporn o eleganti cenacoli hegeliani consimili. Con due grandi assenze in primo piano, che brillano come neve al sole. La prima: qualche moto di umana pietà per delle ragazzine triturate da tutti (madri, sfuttatori, media). La seconda: nulla o quasi sui clienti. Ora, lo dico da maschietto italiano né buono né cattivo, non esattamente moralista ma in qualche modo sensibile a un barlume di morale: se un adulto va a letto con una quattordicenne è un delinquente. Non lei, la quattordicenne, che è la vittima e a quattordici anni ha tutto il diritto di non capire, o di non sottrarsi o di essere un po’ scema. Ma lui, che è (scusate il francesismo) un pezzo di merda.
Dunque, a leggere la grande saga delle due ragazzine romane si ha la sensazione di leggere le cronache di una rapina, dove per giorni e giorni si parla della vittima, cosa faceva, cosa non faceva, cosa diceva al telefono, se andava a scuola, se non ci andava, se aveva la mamma scema o delinquente, se aveva la famiglia disagiata, se si comprava le scarpe da cento o duecento euro, se si truccava, se metteva gli annunci in rete. E nemmeno una riga sul rapinatore, che rimane senza nome, senza identikit, senza colpa, alla fine. E questo nonostante la legge punisca lo sfruttamento della prostituzione minorile (clienti e sfruttatori, come ben sappiamo dai tempi di Lele Mora, Emilio Fede e e nonno Silvio) e non la ragazza, che è vittima. E così ecco il florilegio di raccapriccio per le madri complici o ignare delle ragazzine, ma nemmeno una riga su quelli che (magari padri anche loro, no?) mettevano a mano al portafoglio per divertirsi con le figlie. Leggereste un pezzo di cronaca nera in cui si dice tutto della vittima e non si spende nemmeno una parola per il colpevole? Forse no. Ma in questo caso sì. E per un motivo molto semplice: quel vago prurito che confina con la morbosità, quel voyeurismo che finge scandalo e occhieggia compiaciuto, quel “Uh, signora, son cose che non si possono vedere, ma si sposti un po’, per favore, che mi toglie la visuale”. La grande stampa ci marcia alla grande, condisce con qualche analisi socio-qualcosa e serve caldo per il gentile pubblico. Dopo il caso Cancellieri, l’immonda situazione delle carceri italiane ha tenuto banco un paio di giorni, poi ha stufato. Due ragazzine vittime di anonimi delinquenti, invece, valgono pagine di carta, speciali, dossier, riflessioni, cronache, pruderies, ammiccamenti, doppi sensi e moralismi a basso costo. In un paese in cui la pancia è ancora molto, troppo più importante del cervello. Si intende: la pancia e zone circonvicine.

10 novembre 2013

Lettera agli intellettuali.

Di Silvano Agosti .
APRIRE GLI OCCHI SULL’ESSENZIALE.
COSA CI SI PUO’ ASPETTARE DA UNO STATO PLURIOMICIDA SE NON SOLO UNA MORTE CERTA E PERCHE’?
Sarei veramente felice se tutti gli intellettuali, artisti, scrittori, autori cinematografici, medici, professori, papi, ricercatori, santi e profeti, guru e poeti etc. etc. ponessero come prima istanza delle loro riflessioni quotidiane alcuni aspetti tragicamente inspiegabili dell’attuale organizzazione sociale.
A) Che significato si nasconde dietro la pratica di uno Stato che offre ai suoi figli e cittadini un prodotto descritto come capace di ucciderli (IL FUMO UCCIDE). Cosa vuole ottenere lo Stato proponendo addirittura in vendita qualcosa che sicuramente, prima o poi, produce in chi lo usa solo morte dolori e sofferenze.
Vuol forse dire lo Stato “Caro cittadino, io ormai da secoli ho dimostrato di non essere capace né di avere la minima intenzione di produrre serenità e gioia ma, con le mie norme, leggi e editti determino in ognuno una certa e radicata forma di disperazione.
Ebbene come simbolo di una delicata forma di compassione nei tuoi confronti, caro cittadino, ti offro di anticipare la tua morte e magari tu mi paghi questo aiuto e io ti ho ridotto al punto che tu ogni giorno lo vai ad acquistare. Una mano lava l’altra. Se non ce la fanno le sigarette e il tabacco affiderò lo stesso compito di distruggere il tuo corpo con le immense quantità di monossido di carbonio che alcune centinaia di migliaia di automobili producono quotidianamente in ogni città”.
B) Che c’è di sensato nel fatto che ogni giorno muoiono di fame tra l’altro 35.000 bambini e al tempo stesso in questa Italia diretta da persone dichiaratamente dementi e verbose, accecate dai privilegi, le sole abili e in grado di assicurare sventure e catastrofi, vengono distrutte ogni anno 500.000 tonnellate di cibo, mentre la FAO da circa mezzo secolo sta studiando, tra festini e cockteils ad alto livello come risolvere il problema della fame nel mondo, quando basterebbe assicurare a questa umanità morente alcune delle centinaia di navi che scaricano annualmente nell’oceano tonnellate di grano e di riso per tenere alti i prezzi delle vendite?

C) E perché sapendo che col 5% ( CINQUE per cento) delle spese militari nel mondo si potrebbe procurare gratuitamente una casa ai sette miliardi di esseri che popolano questo pianeta e due pasti caldi al giorno, si insiste a voler difendere da improvvisati e ben organizzati nemici per garantire alle Lobbies del mondo militare e ai fabbricanti di armi un immenso flusso di denaro e anche qui di insensati privilegi? Ma perché mi ha chiesto un ragazzino il ministero della Difesa non si occupa di difendere le persone dalla fame e dall’indigenza?
D) Che umanità avremmo intorno a noi se le venisse garantito cibo e alloggio con le immense risorse prodotte da giganteschi agglomerati industriali tutti perfettamente automatizzati, senza più bisogno di manodopera operaia?
E) Perché ogni fonte di potere continua a ripetere la grande menzogna sulla mancanza di lavoro e non ufficializza il fatto clamoroso che si è raggiunto il meraviglioso traguardo del “non aver più bisogno o obbligo di lavorare” per via della perfetta automazione della produzione industriale? Le macchine non scioperano, non necessitano una paga, non si ammalano in genere non fanno errori e lavorano 24 ore al giorno e non producono intralci sindacali. E allora?
F) L’INTERA UMANITA’ E NOI TUTTI ASPETTIAMO UNA RISPOSTA.
CURIOSITA’: NIETZSCHE, ESIMIO FILOSOFO, DEFINIVA LO STATO “GELIDO MOSTRO” E I GIORNALI “VOMITUS MATUTINUS”.


La panza tira più della sostanza.

Dal canale You Tube di Franco Bechis.
Camera dei deputati, mercoledì 6 novembre. In calendario c'è la discussione sul bilancio interno di Montecitorio. Bisogna esaminare 92 ordini del giorno con i desiderata dei deputati. I grillini si tuffano nella discussione. Riduzione delle indennità, taglio delle spese di palazzo, proposte di car sharing in sostituzione delle auto blu. Si va avanti stancamente con Laura Boldrini che presiede cercando di prendersi il merito di una riduzione del bilancio di funzionamento (in realtà fatta alla fine della legislatura scorsa, tanto nessuno dei presenti- Gianfranco Fini in testa- ne avrebbe subito le conseguenze). All'improvviso l'aula si infiamma. Sono le 12 e 30. Si passa a discutere della pagnotta. Non di quella che manca sulla tavola degli italiani. Quella servita a Montecitorio. Un po' al ristorante, un po' al self service dei dipendenti. La cosa finalmente sveglia dal torpore l'aula che si riempe in un baleno. C'è chi si lamenta per la qualità del cibo (grillini e pidiellini, bipartisan), un esponente dei 5 stelle lancia addirittura l'allarme sicurezza nazionale perché la gestione della mensa è nelle mani "degli inglesi" (si tratta del Compass group, il cui appalto per altro scade a dicembre 2013). Un altro si lamenta dei pasti di serie A (per i politici) e di quelli di serie B (per i dipendenti, ma scelti anche dai grillini) e per stigmatizzare questa divisione del desco per caste non trova nulla di meglio che citare a proprio favore il generale nazista Erwin Rommel, la volpe nel deserto. Rocco Buttiglione dà lezioni di europeismo in mensa. Il collega di Scelta civica, Gianluigi Gigli, chiede di interrompere il dibattito perché ha quello che chiama "riflesso pavloviano": crampi allo stomaco per la fame, e una gran voglia di fare pipì. Laura Boldrini però è inflessibile, e va avanti convinta che "mensa sana in corpore sano". Entrano nel dibattito pure i leghisti. E non si tira indietro il gruppo di Nichi Vendola, in polemica culinaria con i grillini. C'è chi invoca il Senato, dove si mangia meglio e spende meno grazie a uno sciopero della fame contro i prezzi alti. Parli di scioperi della fame? Eccoti Roberto Giachetti, il renziano che non mangia contro il Porcellum. E' pieno di idee internazionali: perché non aprire il Ristorante di Montecitorio al popolo? Così si può mangiare fianco a fianco alla ggente, no? Risposta di un altro: perché non ci sono più chef. Pare che li abbiano formati a palazzo, e ora li hanno messi a fare i centralinisti... Un'ora e mezza di dibattito sul buon pasto dei politici, visto che si è chiuso oltre le 14. Molto più di quel che si concede a un dibattito sulle crisi internazionali. Più di quel che si concede a emendamenti di centinaia di milioni sui decreti economici. La panza tira più della sostanza.

04 novembre 2013

LA CATENA ALIM...ORTALE

Dal blog Senza Codice
Un giorno ho ricevuto una mail da una mia amica.
L' e-mail come una delle tante che girano in internet, era una catena da divulgare; in questa e-mail si elencavano alcuni atroci esperimenti sugli animali.

Tutto quello che si trova in internet è da prendere sempre con molta cautela e così, su invito di questa amica, ho passato le ultime settimane a raccogliere materiale, consultare veterinari, guardare video.

Non avrei mai voluto scrivere un articolo su queste atrocità, ma sono realtà esistenti, da portare alla luce.
Quello che ho trovato è molto peggio di qualsiasi e-mail mai ricevuta; ho cercato di riassumere il più possibile, e anche se piuttosto lungo, vi prego di leggere con attenzione fino alla fine, ne va della vita dei vostri animali.

Come già detto, internet nonostante sia una buona fonte di informazioni, spesso crea confusione.
Io, ho cercato di mettere un pò d'ordine.
Gran parte di quello che troverete, stringerà il vostro stomaco e vi provocherà disgusto per l?incomprensibile crudeltà.
Troverete liste di prodotti da evitare, alcuni completamente illegali.
Troverete video, troverete indirizzi a cui inviare le vostre lettere di protesta.
Le lettere, boicottaggio a parte, sono le uniche armi rimaste.

Una sola, grande preghiera.
Articoli e video come questi, tendono ultimamente a "sparire" dalla rete, molti in realtà, sono già spariti.
Copiate e incollate questo articolo sulle vostre pagine, blog, facebook, siti internet.
Potranno cancellare questa traccia, ma mai eliminarle tutte.

Innanzitutto dobbiamo dividere il problema e le aziende in due grandi gruppi.
Il primo, riguarda le aziende che fabbricano (letteralmente) cibo per animali.
Questo cibo, vi spiegherò poi in che modo, è il principale motivo della morte precoce dei nostri animali.

Il secondo gruppo, riguarda altre compagnie che effettuano esperimenti illegali sugli animali.


Cominciamo dal primo
.
Vi siete mai chiesti il perché ad esempio, il cane dei vostri nonni o bisnonni viveva fino a 17-18 anni, mentre la vita media di un animale negli ultimi 20 anni si è abbassata a 10 anni?
Vi siete chiesti la causa delle morti precoci, dei disturbi comportamentali, delle complicazioni renali e cardiache dei nostri animali?
Il problema, è in gran percentuale, nell'alimentazione.

Alcune marche di croccantini e scatolette per cani e gatti, sono le principali responsabili di disfunzioni renali per gli animali.
In poche parole, gli animali non riuscendo più ad urinare, mettono in circolo nel sangue le tossine che dovrebbero essere espulse.
Il risultato. morte con una lenta e dolorosa agonia di mesi.
Non solo; intolleranze, allergie, vomito, cancro, tutte cause dei cibi che troviamo comunemente nei negozi di animali.

Ecco il triste motivo.
Cosa nascondono in realtà crocchette e carne in scatola per i nostri animali?
A parte ossa, occhi, piume e becchi di uccello (questo era risaputo), gli alimenti contengono mammelle, esofagi, legamenti, parti malate o cancerose di animali morti.
Tutto questo viene nascosto da un nome sull' etichetta : FARINE DI CARNE.

Chi produce tutto questo e come fa a renderlo legale?
La maggior parte dei "pet food" proviene dagli Stati Uniti.
Negli States vengono usati cani e gatti morti malati o uccisi nei rifugi per randagi, per essere poi "riciclati" come mangime.
La maggior parte del pet food viene dagli Stati Uniti proprio perché questa pratica lì è legale.

L' Estrusione, cioè il metodo per ottenere le crocchette, non elimina del tutto gli ormoni usati per ingrassare il bestiame.
Alla carne vengono aggiunti composti chimici, apetizzanti, conservanti; alcuni estremamente pericolosi che a lungo andare, possono avere effetti letali.

Nelle sigle sull' etichetta troviamo tra i conservanti le diciture: BHA e BHT, sotto queste sigle si nasconde il gallato di propile.
Per chi non si intende di chimica: antigelo per automobili.

Tra gli antiossidanti è stato rintracciato il componente simile all' agente Orange, utilizzato come defoliante nella guerra del Vietnam.
Tutto questo insieme a grassi rancidi (responsabile di quell' odore acre che sentite se non gettate immediatamente le lattine) causa allergie, disturbi alle vie urinarie, aumento del colesterolo diminuzione dei globuli rossi.

Riporto la lista dei cibi assolutamente da evitare e quelli invece sicuri.
La lista a parte esser presente in internet è stata confutata ed approvata da associazioni animalistiche e confermata da alcuni veterinari da me interpellati, di cui per ovvie ragioni non posso riportare il nome.

Lista dei prodotti da NON usare:

Prodotti dalla Nestlè;
Radames
Miglior Gatto
Felix
Kitekat
Friskies
Gourmet
Purina
Affinity
Petcare


Prodotti dalla Mars (la stessa degli M&M'S e Twix):
Whaltam
Cesar
Pedigree
Chappi
Frolic
Sheba
Whiskas
Kitekat
Royal Canin

Prodotti dalla Procter and Gamble
Iams
Eukanuba



La lista dei prodotti da usare con sicurezza:


Ok Cat della Nova food
Arovit (coop)
Miao (esselunga)
Bau (esselunga)
Natural life pet food
Burns (ordinabile on line tramite www.antaba.com)
Rochy snack (www.antaba.com)
Progeto Petfood
Biomil
Pet's brigade
Cranci, perloro, birba, winner dog e winner cat.


Ovviamente, alimenti sicuri a parte, si consiglia di dar da mangiare ai nostri animali alimenti sani che noi stessi controlliamo e cuciniamo: avanzi, paste poco condite, carni bollite.

Veniamo ora, al capitolo più triste della storia: quello degli esperimenti.
Cercando di non dilungarmi troppo (perché alcuni dei video parlano da soli) mi limiterò a citare i responsabili ed alcune delle loro azioni.

I peggiori, secondo la ricerca per questo articolo sono IAMS E MARS.
La IAMS casa produttrice di prodotti per animali, è tuttora oggetto di inchiesta da parte della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals).

Uno dei principali accusati è il dottor Roger B. Johnson, responsabile dell'ideazione di alcuni esperimenti tra i più crudeli.

Gli agenti della Peta hanno intervistato veterinari e personale di laboratorio della IAMS, hanno filmato le condizioni in cui gli animali vivevano e morivano.
La Iams esegue esperimenti per conto di case farmaceutiche su conigli, cani, gatti, scimmie, topi.

Asportazione delle zampe, di reni, asportazione di muscoli, asportazione di corde vocali, tutto eseguito su animali vivi e coscienti.
Isolamento e maltrattamento per studiare i disturbi del comportamento.
Ferite inferte sui corpi di cuccioli (per verificarne la ricrescita del pelo), gatti e cani sottoposti a diete ingrassanti e dimagranti, acidi versati sugli occhi.
Tutti gli animali dopo gli esperimenti muoiono o vengono uccisi.
Ucciderli e molto più economico che curarli.

Molti degli agenti della Peta, subito dopo l'inchiesta alla IAMS diedero le dimissioni, disgustati da quello che avevano scoperto.

MARS, la compagnia che fabbrica i dolciumi (da boicottare)
Si macchia tuttora di esperimenti come iniezioni di grasso e colesterolo nelle arterie dei gatti e topi.
Chiudere scimmie in tubi di plexiglas dopo iniezioni di estratti di cacao, per verificare, quanto la cioccolata ha effetti sulla respirazione.
E ancora diete ingrassanti, iniezioni di componenti chimici come coloranti ed antiossidanti direttamente nelle arterie di cani e nei cuori dei topi.
Per saperne di più sugli esperimenti della Mars, Cliccate su
http://www.marscandykills.com/index.asp


Questo video mostra alcuni degli esperimenti della Mars:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=VS5yIuvQGE8

Anche in questo caso, gli alimenti da evitare per non essere complici di questo massacro sono:

M&M's
Twix
Skittles
Milky Way
Starburst
Dove
M-azing
Cocoavia
Ethel M
Lucas
Munch

Nessuno, di questi esperimenti è necessario.
Con gli ultimi ritrovati scientifici, si possono simulare gli esperimenti su cellule singole utilizzando il computer.
E pensate, per queste multinazionali, uccidere gli animali e molto più etico che acquistare attrezzatura di ultima generazione.
Ovviamente il boicottaggio non basta, bisogna intervenire con proteste mirate, far sapere alle aziende che ora, anche noi sappiamo.

Per scrivere direttamente alla Mars, copiate ed incollate questo link e utilizzate questa lettera prestampata. Dovrete solo aggiungerci il nome ed indirizzo e-mail:

https://secure.peta.org/site/Advocacy?cmd=display&page=UserAction&id=943

Per scrivere lettere di protesta a tutte le altre aziende, i recapiti sono:

Gruppo Nestlé
Nestlé Purina viale Giulio Richard 5 20143 Milano
consumatori.servizio@it.nestle.com

Gruppo Mars
Masterfoods Italy via Dante 40 27011 Belgioioso (PV)
Fax 0382 970493

Gruppo Procter & Gamble
Wonderfood spa (distributore) via XXVIII luglio 218 47893 Borgo Maggiore Repubblica di San Marino
Servizio Consumatori Iams casella postale 10750 Roma
info@wonderfood.com - iams&you@iams.com

Gruppo Colgate-Palmolive
Hill's Pet Nutrition srl via Giorgione 59/63 00147 Roma

Friskies Italia (gruppo Nestlé)
Via Gerra 3/5 46043 Castiglione delle Stiviere (MN)


Sarebbe bello chiudere questo articolo con qualche frase ad effetto, qualche conclusione che inviti tutti voi ad agire rivoluzionando la dieta dei vostri animali e le vostre credenze.
Ma dopo i chilometri ed i chili di materiale visionato, non riesco a dir nulla che possa convincervi ad agire.
Quello che vi chiedo è: pensate davvero che tutto questo non abbia un prezzo?
Pensate davvero che facendo finta di niente, queste cose non vi toccheranno mai?
Io credo che la complicità anche minima come acquistare un prodotto, verrà, in qualche modo punita.
Se credete ancora che tutto quello che avete letto, sia un prezzo giusto da pagare per l' evoluzione, allora, continuate ad avvelenarvi da soli, ma almeno...lasciate in pace il resto del mondo.

Angelo Calianno

Fonti: www.marscandykills.com; www.peta.org; www.lottoeamicia4zampe.com ; www.oipaitalia.com;
Ringraziamenti: un grazie a Letizia per la spinta a scrivere questo articolo
Grazie ad i veterinari interpellati per la consulenza e le spiegazioni dettagliate su queste crudeltà

Il mito del progresso.



È ormai una consuetudine, ad ogni uscita di un nuovo oggettino tecnologico (direi quasi settimanale ormai) si ripete lo show: tutti in fila per essere i primi ad averlo. E non mancano quindi coloro che si interrogano sulla crisi, vera o presunta che sia, di fronte a manifestazioni del genere che nemmeno la più evidente ingiustizia sociale riesce ad organizzare e si scagliano sui giovani che non hanno più coscienza dei valori.
È vero, siamo ridotti male se corriamo dietro a questi miti, ma non è dei giovani la colpa, è solo il mito del progresso che stiamo rincorrendo da sempre.
La società che ci viene proposta e in cui ognuno di noi si ritrova a dover vivere, è una società in progresso, una società che cerca sempre nuove soluzioni, nuove tecniche, e le innovazioni sono sempre viste come potenziali strumenti per il miglioramento. Una società lanciata verso il futuro, ma senza il presente. Una società con il mito del progresso, che ipotizza il raggiungimento di sempre maggiori soddisfacimenti dei bisogni (reali o indotti) come se questo fosse automaticamente il raggiungimento della maggiore felicità possibile. In virtù di questa logica si compiono misfatti sugli altri uomini, che non godono di questa possibilità, e sulla natura.  La presunta felicità dell’uomo è pagata direttamente dalle popolazioni del terzo mondo e indirettamente da tutti, attraverso i micidiali danni provocati alla natura e all’ambiente.
Il progresso porta innovazioni finalizzate per gran parte al lucro; non richieste dalla collettività esse non rispondono alle necessità né ai desideri diretti, insinuano invece nuovi desideri e necessità.
Il ritmo dell’evoluzione risponde all’evoluzione del capitale, e non a quello degli uomini, alla ragione di dover guadagnare di più, alla ragione di dover muovere sempre più le merci e questa frenesia definisce un tempo che, anch’esso, non risponde al tempo degli individui.
Una società che progredisca in questo modo è una società infelice.

01 novembre 2013

E se non ci fossero più le bollette da pagare?



È purtroppo assodato che, attualmente, la vita di ognuno di noi dipende dall’economia.Siamo costretti a comprare letteralmente la nostra esistenza su questo pianeta da quelli che controllano l’economia. Per avere di che pagare la casa, il cibo, i vestiti e le altre necessità, dobbiamo faticosamente ritagliarci un ruolo nel girone infernale dell’espansione di massa che trasforma  questa terra su cui viviamo in desolanti, desolate e cancerogene distese industriali.  E siamo costretti a contribuire a questo processo non solo consumando ma anche lavorando. Siamo costretti a lavorare per pagarci la libertà di esistere.
Per la maggior parte di noi, il lavoro non è un’attività creativa che ci permette di esplorare i nostri interessi individuali bensì un’autonegazione, una stressante paralisi mentale e spesso una fatica nociva compiuta solo per guadagnare un misero salario.
Non sto ora mettendo in discussione la desiderabilità o meno dell’industria e del commercio, è chiaro che, pur percependo la negatività della dittatura dell’economia in continua espansione, si può solo dare il benvenuto alla sua presenza, perché solo lei può fornire i lavori di cui abbiamo così disperatamente bisogno per pagare le bollette.
E se non ci fossero più le bollette da pagare?
Una volta non c’erano.
Le culture indigene che sono state assimilate e distrutte dalla società industriale e quelle rarissime eccezioni che ancora lottano per resistere alla sua influenza, riuscivano e riescono a soddisfare le proprie necessità cacciando, pescando, coltivando, raccogliendo e pascolando. Per loro non c’è mai stato bisogno di sfruttatori intermediari come i capi, i proprietari terrieri, i poliziotti, i politici esperti autoproclamatisi tali. Lontani dal vivere una fatica, hanno goduto di un’esistenza di relativo agio, lavorando raramente più di 3-4 ore al giorno. Inoltre, cercare cibo o coltivare in compagnia di persone amiche godendo del paesaggio naturale è una forma di “lavoro” molto più significativa e soddisfacente che l’attività lavorativa meccanizzata e irreggimentata tipica dei giorni nostri.
Detto questo, mi rendo perfettamente conto che per l’odierna popolazione della terra non è possibile vivere in questo modo (o meglio, non viene data o non c’è più la possibilità), anche se alcune comunità alternative riescono a condurre un’esistenza autosufficiente e sostenibile attraverso mezzi differenti, riducendo così il bisogno di economia industriale su vasta scala, insieme alla devastazione ecologica e ai metodi coercitivi di organizzazione che questa comporta.
E mi rendo perfettamente conto anche che per la maggior parte delle persone risulta difficile vivere in maniera autosufficiente, o imparare come fare, perché devono dedicare tempo ed energia nel lavoro salariato per pagare l’ipoteca della casa. Anche quelli che riescono ad evitare il lavoro, oggi lo possono fare solo entro i confini di un paese devastato a livello ambientale e in un’atmosfera politica autoritaria.
Lo so, indietro non si torna, troppe sono le cose cambiate. Ma ciò non significa che ci si debba rassegnare all’obbligo e alla necessità di lavorare per pagarsi la libertà. Spesso il guaio è che non si riesce a concepire la libertà come superamento delle condizioni attuali e di tutte le situazioni del passato.
La libertà è un'incognita da tentare, non una certezza da riscoprire.