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25 dicembre 2025

Qui non si celebra niente.

E' Natale, lo so, viene tutti gli anni, difficile che se ne dimentichi uno. E c'è anche la neve, arrivata giusta giusta per quelli che Natale senza neve non è Natale. Poi verrà la fine dell'anno e quell'inizio che tutti sembrano aspettare con tante speranze. 

Io ho smesso da tempo di sentire questa famosa magia che mi sentirei di definire meglio frenesia. In  realtà non so se l'ho mai sentita...forse quando ero piccola perché credevo a Babbo Natale che portava i regali, anche se andava sempre a finire che non erano mai quelli che mi aspettavo. Ma la mia vita adulta era solo piena di mille cose da fare per accontentare tutti, per non dimenticare nessuno. Pranzi, che cucinavo sempre io, cene idem, regali che facevo sempre all'ultimo minuto perché nel frattempo c'era anche il lavoro da seguire. Un caos insomma. E non sentivo proprio nessuna magia, anzi, non vedevo l'ora che finisse tutto per potermi riposare un po'. 

Adesso che finalmente ho mollato tutto, i miei desideri vanno sempre di più verso il silenzio. Niente regali perché non ho soldi da sprecare, un unico pranzo con i miei figli e forse, ma vedremo, la cena dell'ultimo dell'anno con qualche amico e basta. Non ho fatto presepi perché mi sembra ipocrita visto che sono più che mai ferma nel mio ateismo e non ho fatto nemmeno l'albero perché non vedo il senso. Qualcuno mi ha fatto gli auguri e ho ricambiato perchè sono educata, ma non credo che avranno qualche effetto. Se qualcosa migliorerà non sarà certo per gli auspici. Sempre se migliorerà, perché non vedo premesse. 

Mi viene solo da pensare a chi sta male, a che non ha più niente, nemmeno la speranza. E mi sento tanto in colpa. Perché io ho una casa, sono al caldo, ho da mangiare, cammino su strade sicure e posso persino pensare ad un domani. Ma c'è una parte di umanità che non ha più niente di tutto questo e mi sembra crudelmente ipocrita festeggiare, rimpinzarsi, divertirsi. 

Nessuno dovrebbe farlo fino a che questo mondo continua ad essere quello che è e peggiora pure ogni giorno.

Sono consapevole dell'inutile banalità di questi pensieri e della mia impotenza, ma sono anche consapevole che chi avrebbe il potere di cambiare le cose non lo fa e questo mi fa arrabbiare tantissimo. E se sono arrabbiata non sono felice e non ho voglia di festeggiare niente.

Per cui, mi dispiace, ma in questo spazio non si celebra niente, lo farò quando ci saranno le condizioni per farlo. 

Se per caso qualcuno passa di qua non me ne voglia. 

01 gennaio 2017

Questa mattina, passeggiando nella deliziosa ed ovattata solitudine dell'alba del 1° gennaio 2017....

....mi è tornato in mente un capodanno di parecchi anni fa, passato al mare, anche lì in completa e voluta solitudine, quando ancora le crisi esistenziali mi davano molto da fare e mi spingevano a scappare da me stessa. Un treno e via, là dove il desiderio di fuga mi portava. Un mare d'inverno, grigio, ventoso e solitario anch'esso, che prendeva la malinconia delle stelle che si stavano spegnendo e l'accostava sulla sabbia, che lentamente, gentilmente, ne assorbiva l'umore e lo disperdeva nei suoi infiniti granelli. I miei passi silenziosi la trattenevano per un attimo per unirla allo sguardo sull'orizzonte ancora titubante di chiarore e goderne gli odori. Echi di vita, suoni di emozioni. Tutto in quell'attimo si raccoglieva indisturbato nel sale di una goccia, o di una lacrima, chissà. Continuavo a camminare su quei ricordi, su quel sale che mi bruciava l'anima e sembrava che bruciando si estinguessero la rabbia, il dolore e l'impotenza, fino a che la luce del giorno riusciva a ridisegnare qualche contorno. Poi sono tornata, forse un po' più docile, ma anche più decisa e consapevole. Un bagno catartico di cui avevo bisogno per non scappare più.



Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio; 
contempli la tua anima
nello svolgersi infinito della sua onda.
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro,
ti piace tuffarti nel seno della tua immagine.
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia 
e il tuo cuore
si distrae a volte dal suo battito
al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti.
Uomo, nulla ha mai sondato 
il fondo dei tuoi abissi.
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze.
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
vi combattete senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina e la morte.
O eterni rivali, o fratelli implacabili!
Charles Baudelaire

Credo che le poesie connotino abbastanza la persona che le sceglie per cui non si può parlare di poesie belle o meno belle, ma solo di appropriate per chi le sente risuonare in sé.