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22 giugno 2026

Una calda domenica di Giugno...55 anni dopo: lo stesso filo, una nuova storia.

E' stata un'idea che mi è venuta quando abbiamo fatto l'ultimo incontro con tutti i componenti della classe del Liceo (quelli reperibili ovviamente). Allora eravamo in tanti, le conversazioni risultavano ovviamente dispersive e quello stare insieme non ha avuto l'effetto che mi aspettavo, almeno su di me. Volevo qualcosa di più. Volevo sentire se resisteva ancora quella complicità che ci aveva uniti in quegli anni favolosi di crescita, di ribellione e di divertimento. Così ho pensato di escludere qualche presenza che secondo me risultava ingombrante e guardacaso siamo rimaste noi, solo femmine come avrebbero detto i maschi. Non l'ho fatto apposta ad escludere i ragazzi, non sono una femminista arrabbiata che ce l'ha a morte con l'altra metà del cielo (anche se ne avrei tutte le ragioni). E' successo così, ho semplicemente scremato la superfice.

Presi gli accordi eccoci qua: 7 donne che erano amiche a quel tempo e che in tutti questi anni hanno fatto percorsi diversi, affrontato sfide e superato ostacoli. 

Cinquantacinque anni fa eravamo solo delle ragazze con il futuro tra le mani, i sogni nascosti nei diari e la testa tra i banchi di scuola. Oggi ci siamo ritrovate e, capitolo dopo capitolo, ci siamo raccontate le nostre vite: abbiamo scoperto strade diverse, gioie, traguardi, figli, nipoti e tutte le sfide che il tempo ci ha messo davanti.

Eppure, è bastato un attimo per annullare più di mezzo secolo di assenza.

Ascoltare i vostri vissuti è stato il regalo più bello. Abbiamo scoperto che il tempo ha cambiato i nostri volti, ma non ha sfiorato quel filo invisibile che ci unisce. Tra una storia e l'altra, la risata è rimasta esattamente la stessa di allora, saggia ma ancora incredibilmente vivace. Abbiamo sostituito i compiti in classe con i bilanci di una vita, ma l'affetto e la complicità non sono invecchiati di un solo giorno.

Siamo state il passato l'una dell'altra, e oggi siamo una parte bellissima del nostro presente. Grazie per questo tuffo nel cuore e per questa giornata indimenticabile.

Vi voglio bene, amiche mie di ieri, di oggi e di sempre... e promettiamo di non far passare altri cinquant'anni per il prossimo brindisi!


 

 


 

11 gennaio 2012

Ridiamo, siamo Italiani!

Nelle recensioni viene presentato così: “Ripescando nella memoria del primo affresco natalizio vanziniano, il cinepanettone si rivolge all'attualità del Bel Paese”.
Parlo, naturalmente di “Vacanze di Natale a Cortina”.
In effetti è proprio così, l’attualità c’è tutta: fra storie di corna e imprenditori che rincorrono belle donne, gaffe e furberie, lo spaccato è assolutamente realistico.
Ma non voglio giudicare questo filone  cinematografico che tanto successo sembra avere (o aver avuto?) e non voglio nemmeno criticare qui l’immagine volgare e un tantinello naif che i film stessi danno di un’Italia furbetta e fracassona, però una domanda me la faccio: 

c’è davvero da ridere della parodia di una realtà che in questi giorni spicca sule prime pagine dei giornali per illegalità e cattivo gusto?
Mi sembra che questo attualismo ridanciano e deresponsabilizzante favorisca un atteggiamento di condiscendenza, quasi di ammiccamento, verso i comportamenti e le caratteristiche peggiori della nostra italianità. E così non ci si scandalizza più di fronte a niente, si sorride delle battute pesanti dei nostri politici, si seguono con curiosità i gossip sulle escort, l’illegalità dilagante non suscita sdegno, non c’è indignazione davanti al fenomeno dell’evasione fiscale, dei Suv e degli attici che mal si addicono ai bassi redditi dichiarati.
Ridere dei problemi a volte fa bene, ci aiuta a tirare avanti, a sdrammatizzare. Ma poi i conti con la realtà vanno fatti e bisogna ritrovare la capacità di condannare azioni e comportamenti illegali, o che,  semplicemente, si fanno beffa di chi vive onestamente, di chi lavora e studia, di chi le vacanze a Cortina se le sogna, di chi vorrebbe mostrare il bello della nostra Italia, fatta di intelligenza e cultura, lavoro, solidarietà, coscienza sociale, cultura politica, identità storica, senso comune.
Ridere dei problemi a volte fa bene, il rischio è che, pur di ridere della realtà, la si esorcizzi a tal punto da cadere nell’indifferenza.