Un giorno lo faranno, lo so, lo sento, anche se preferirei non succedesse. Un giorno scriveranno di noi perché la storia non ammetterà l'ignoranza, reclamerà chiarezza e verità. Un giorno qualcuno farà un nuovo processo per crimini contro l'umanità e i leader corrotti e crudeli e certi altri servi di spada e di stampa saranno chiamati a render conto di quanto commesso, di tutte le vittime innocenti di questi anni bui, delle guerre combattute per ambizione, della riduzione in miseria in nome del profitto e delle orribili violenze su chi cercava scampo sfidando la morte.
E di noi, misera popolazione "evoluta", di noi, vero terzo mondo, diranno :"Ma non sapevano?...Non è possibile che non sapessero...E se sapevano, perché non hanno fatto niente per impedirlo? Perché hanno accettato passivamente le tratte dei nuovi schiavi, quei nuovi lager passati per "centri d'accoglienza" dove la parola "accoglienza" perdeva del tutto il suo significato? E quelle menti pensanti, quell'intellettualità sempre pronta ad esporre astratte soluzioni analitiche dov'erano? Perché, come e quando si è permesso che tutto questo continuasse ad accadere?"
Questo diranno di noi, e lo scriveranno.
La storia ci dirà chi siamo, rivolterà le nostre coscienze e ce le mostrerà, sporche e puzzolenti come il liquame in cui ci stiamo dibattendo dicendo che è acqua di colonia.
Punteranno il dito e avranno ragione.
E non so quanti di noi riusciranno a sottrarsi a questo giudizio che impedirà di continuare a chiamarci Uomini.
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23 giugno 2018
23 luglio 2014
Impotenza
Non ci riesco più. Leggo, vedo, ascolto, ma quello che mi rimane non è altro che annichilimento, un grande senso di impotenza di fronte ad un disfacimento totale a cui non ho mezzi per oppormi. Tempo fa facevo uno di quei sogni ricorrenti dove volevo urlare e la voce non mi usciva. Ecco, mi sento così, vorrei urlare ma la voce non esce, è attanagliata, ricacciata indietro, perchè troppo forte è il frastuono della crudeltà che sta dappertutto, troppo grande è la potenza di quella disumanità che si impone come inevitabile. Leggo reportage, vedo immagini che non vorrei vedere, ascolto opinioni di chi sta seduto in poltrona e la testa mi scoppia. Sento parlare di umanità e pace e rabbrividisco di fronte allo stridore che fanno queste parole mentre escono dalla bocca di chi le dice. E' troppo questo, è troppo tutto! Dove sono gli uomini, i miei simili? Dove sono le persone, i valori che le accomunano? Dove sono i cervelli pensanti? Dov'è la sensibilità, il discernimento, la responsabilità?
Dov'è l'amore?
Non ci riesco più a dire la mia, non so cosa dire se non questo: mi sento dolorosamente impotente.
Dov'è l'amore?
Non ci riesco più a dire la mia, non so cosa dire se non questo: mi sento dolorosamente impotente.
"C'è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all'angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni in cui siamo afferrati. Questa rivoluzione deve cominciare non con le teorie e le ideologie, ma con una radicale trasformazione della nostra mente."
Jiddu Krishnamurti
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