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21 maggio 2026

Per te.

Sì, questa volta scrivo per te in modo esplicito. Per te che che mi hai detto: "Scrivi, fallo per me". Non so se intendevi che lo facessi per dedicarti i miei pensieri (cosa che faccio regolarmente anche senza metterli nero su bianco) o se era solo un incoraggiamento. Comunque scrivo con quello che ho dentro in questo momento.

Ebbene sì, non sono mai riuscita a smettere di pensare che potevi essermi affine, emotivamente e intellettualmente. 

E non ho mai smesso di dubitare di questa eterna consapevolezza.

Curioso vero? Dubito ergo sum. E' il mio mantra. 

Quello che mi fa dubitare è il tempo, quel tempo che non c'è stato la cui mancanza potrebbe aver contribuito a idealizzare quell'entusiasmante nuovo che c'era ma che non ha fatto il giusto rodaggio per poter procedere sicuro.

Ti ho trovato in anni ancora acerbi e ho fatto di te il mio riscatto. Ti ho perso e ho fatto dei ricordi un viaggio per conoscermi. Senza troppo successo forse, ma qualche traguardo l'ho raggiunto. Ho vissuto senza di te, senza imparare a conoscerti. 

E adesso mi chiedi di scrivere per te. 

Non l'ho fatto nel nostro corto tempo insieme, non l'ho fatto nel lungo tempo di ricerca di me stessa. L'ho fatto in un tempo generoso. Lo faccio sempre, quando scrivo sei sempre un sottinteso, anche se non compari. 

Sei lì, sospeso, incorporeo, quasi un fantasma benevolo. Un aggancio per scivolare nella fantasia, in quella parte di me che ringrazia di essere custode di quel qualcosa che solo tu riesci a fare emergere. 

E chissenefrega dei dubbi, delle domande. Basta avere una mente e un cuore, con quelli si possono costruire mille vite. 

P.S. Sappi che mentre scrivevo ho messo a cuocere il coniglio, ho fatto una lavatrice e ho pulito una finestra...così, per dire quanto possa essere ubiquitaria. Può essere che ho fatto una salto anche da te😂💓


 

30 novembre 2025

Tempo.

Ultimo giorno di Novembre, un mese che non mi piace, l'ho sempre trovato triste, un mese di transizione, che non ha una propria identità, messo lì in mezzo all'inverno senza che abbia un significato preciso. Devo dire che tutti i mesi invernali non mi stanno troppo simpatici, odio il freddo, la pioggia, la neve e purtroppo vivo in un posto dove il caldo dura sì e no quattro mesi all'anno. Però non posso farci niente, posso solo lamentarmene e anche lamentarmi non mi piace, quindi lasciamo perdere. 

Non so perchè ma stamattina appena sveglia mi è venuta voglia di tornare da queste parti. Erano mesi che non lo facevo, anche se me l'ero ripromessa. Ho passato l'estate a fare altro, soprattutto a leggere, a camminare e ad organizzare incontri con il mio gruppo di disperati idealisti. Non mi è passata la voglia di scrivere, avrei voluto farlo, ma non mi veniva in mente niente di originale. La mia vita stessa non è originale, una vita da pensionata single, con amicizie selezionatissime da cui, nonostante la selezione, ogni tanto prendo comunque le distanze. E poi sono diventata pigra, ho solo voglia di fare quello che piace a me, quello che mi viene in mente, senza fretta, senza curarmi di non sprecare il tempo. Lo spreco il tempo, é mio e posso farne ciò che voglio senza quella frenesia che sembra contraddistinguere il tempo che viviamo. Mi appartiene, forse l'unica cosa che mi appartiene veramente, di cui dispongo a volontà, e non ho nessuna intenzione di riempirlo per forza per seguire il luogo comune che impone a tutti i costi il fare, l'andare, il correre, l'arrivare possibilmente prima di altri. Ho lavorato, ho corso, ho sgomitato per la maggior parte della mia vita, ora posso permettermi di non fare niente di niente. Chi ha stabilito che non fare niente non va bene? Poi cosa vuol dire non fare niente? La mia testa lavora sempre, anche quando mi siedo in poltrona e guardo il muro. Penso. Guardo il muro e penso. Non è forse fare qualcosa anche pensare? Pensare è un esercizio bellissimo e non è per niente faticoso, coinvolge solo l'area del cervello.

A proposito del cervello. Ho 73 anni. Non riesco a definirmi proprio vecchia, ma in realtà lo sono e, si sa, la vecchiaia porta con sè varie problematiche tra cui potrebbe esserci anche quella di perdere un po' di lucidità. E questo mi preoccupa. Credo di non avere ancora nessun problema di questo tipo, ma se ci arrivassi, come farei ad accorgermene? Non potrei...ma forse qualcuno se ne accorgerebbe e me lo direbbe prima o poi...ma io ne resterei comunque inconsapevole...

Questa è una delle cose a cui penso ogni tanto. Mi preoccupa, ma non così tanto in fondo. Perché faccio dei confronti e credo di essere più lucida di tanti altri, di avere una memoria migliore di certi miei coetanei e di essere ancora capace di mettere insieme un ragionamento logico. 

Sì, forse posso farcela. Forse posso sperare di non cadere troppo velocemente nell'incoscienza. Forse continuare a leggere come sto facendo, ad ascoltare la muscia che piace a me, a provare a scrivere qualcosa ogni tanto, ad interessarmi a quello che succede intorno a me, ad arrabbiarmi per la deriva che sta prendendol'umanità intera...e a fare le parole incrociate senza schema, mi aiuterà. 

Ci conto. Sarò anche ottimista ma ci conto.

09 novembre 2011

La caccia è aperta!


Va bene, la maggioranza non c’è più. Berlusconi è all’angolo, sfiduciato dall’Europa, zimbello del mondo intero, abbandonato da molti di quelli che si dicevano suoi fedeli. 
In un paese normale non sarebbe passato un minuto, le dimissioni sarebbero state l’unica alternativa. 
Lui no, lui scrive sul suo foglietto: “Una soluzione”, e la trova: promette le dimissioni! 
E se teniamo conto di quante promesse ha mantenuto, direi che le possibilità sono vicine a zero! 
Fra quindici giorni, fra un mese, dopo l’approvazione della legge di stabilità (la finanziaria che ha cambiato nome così da sembrare fresca e diversa). E lo ha promesso davanti a Napolitano. Scommettiamo che mentre lo prometteva incrociava le dita? Come sempre mentiva sapendo di mentire, perché lui la soluzione l’ha trovata e si chiama corruzione, il metodo che, da sempre, lo ha seguito nel suo iter imprenditoriale e politico. 
In questo lasso di tempo provvederà a recuperare i “traditori” ed eventualmente a solleticare anche qualcun altro, così da avere un parterre un po’ meno risicato. 
Lo ha già fatto l’anno scorso ed è stato uno spettacolo indegno: parlamentari che senza vergogna firmavano mozioni di sfiducia il giorno prima di votare a favore del governo, personaggi impresentabili diventati protagonisti della scena politica, arbitri della situazione. Gli stessi, peraltro, che anche oggi si preparano ad abbandonare la barca che sta affondando salvo ripensamenti dell’ultima ora nel caso la situazione cambiasse nuovamente. 
Lo ha fatto senza un minimo di vergogna,  alla luce del sole, come se fosse la cosa più naturale del mondo, del suo mondo, dove la dignità e l’onestà hanno un prezzo negoziabilissimo. 
Perché non dovrebbe farlo anche ora? 
Quella parola sul suo foglietto è molto significativa, ecco la soluzione: 
da oggi la caccia è aperta!