Lo so, la rete è mondiale, non esistono confini geografici, eppure ancora mi stupisco, leggendo le statistiche di Blogger, che queste mie, a volte deliranti righe, vengano lette anche in altri paesi che non sono l'Italia. E mi sembra carino dare il benvenuto a coloro che arrivano qui da lontano, che curiosano, attraverso questo modestissimo e sicuramente non illuminante blog, in quella fantasmagoria che è questo nostro "belpaese".
E' un benvenuto a modo mio, naturalmente....
Benvenuti nel paese dove la corruzione non è
un'eccezione, ma la regola, dove la polizia non è di Stato, ma lo Stato è
di polizia.
Benvenuti nel paese nelle mani degli opportunisti, dei
furbi, dei ladri, benvenuti nel paese che mette in fuga
i suoi cervelli migliori, che limita l'istruzione invece di
incentivarla, che diffonde spazzatura al posto della cultura.
Benvenuti
nel paese dove i grandi evasori fiscali vengono agevolati e dove i
ladri di pane vengono processati e condannati.
Benvenuti nel paese dove
gli appalti vengono pilotati dalla mafia, dalla camorra, dalla
'ndrangheta con l'accordo dello Stato.
Benvenuti nel paese delle stragi
impunite e degli eroi lasciati soli e dimenticati.
Benvenuti nel paese
dove chi ha una fedina penale sporca può essere eletto a rappresentare
un popolo e dove, chi governa, non si vergogna a mettere le mani nelle
tasche dei cittadini onesti, ma prova ribrezzo a metterle nelle proprie.
Benvenuti nel paese che ha sottratto il futuro ai giovani e il presente
agli anziani.
Benvenuti in Italia......
anche se, in fondo, tutto il mondo è paese...
08 gennaio 2013
Noi, lo zoo degli zombie e l’assedio della mediocrità.
Ti guardi attorno, e vedi quasi solo mediocrità. Cialtroneria, mancanza di rispetto, ignoranza. L’amore per il lavoro libero, fatto bene, è roba in via di estinzione. Il piacere del lavoro
ben fatto, lo chiamava Primo Levi. Tutto è fatica mentale: scostarsi
dal binario, aggregare anime affini. Fatica sterminata. Psicologica,
prima ancora che politica.
Paure, dipendenze, pigrizia. Siamo stati rincoglioniti con sapienza,
con metodo. Letterati, filosofi, poeti e teologi si occupano di parole
come valori, dignità. Uno zoo di addetti ai lavori. Lo siamo tutti,
addetti ai lavori. Siamo noi, lo zoo. E tuttavia: trovo la mediocrità
infallibilmente offensiva. C’è una sciatteria universale fatta di
imprecisione, intempestività, approssimazione. La banale, semplice
puntualità è stata derubricata. Le parole viaggiano velocissime, ma non
contengono quasi più niente.
Ci sono anche i cattivi, immancabili, ma sarebbero ben poca cosa se avessero di fronte qualcosa di diverso dallo zoo degli zombie. La cui specialità (salvo eccezioni, per fortuna non così introvabili) è una mediocrità tombale, frutto, si direbbe, dell’assenza di qualsiasi pensiero, a motivare (a monte) qualsiasi forma di necessaria autodisciplina. Mediocri produttori, mediocri industriali, mediocri consumatori. Mediocri utenti di mediocri narrazioni. Mediocre passato e mediocre presente, il futuro semplicemente non esiste, ma se esistesse sarebbe anch’esso desolatamente mediocre. Mario Draghi, Marchionne: loro non sono per niente mediocri. Della mediocrità, Mario Monti indossa soltanto la maschera. Poi ci sono gli esausti, i terminali, gli sfiduciati, i disarcionati. I dissidenti consapevoli. E sono tanti. E sono stanchi. Perché tutto quello che vedono, attorno a loro, è soltanto mediocrità. Un assedio apocalittico, mai visto prima.
Hitler, Stalin, Churchill, Mussolini, Roosevelt. Tutto erano, fuorché mediocri. Non poteva essere mediocre Yurij Gagarin. Né il collega aviatore Anatolij Grishenko, l’elicotterista che si immolò (volontario) per tappare il reattore di Chernobyl. Mediocre è il direttore della Tepco, che mentì spudoratamente ai giapponesi spaventati da Fukushima. Mediocre è il calcolo, mediocre è la menzogna. Mediocre è chi presume di sapere, chi si affanna a conoscere l’opinione altrui al solo scopo di manipolarla. Nove volte su dieci, mediocre è chi bussa alla porta, chi ti fa squillare il telefono. E se non è mediocre, è rassegnato alla mediocrità generale. Mediocre è la merce del supermercato, mediocre (e sfruttato) il lavoro che l’ha prodotta. Veleni mediocri, chimica mediocre, cibo mediocre come l’esistenza che di esso si nutre. La mediocrità è pericolosa, perché disattiva i dispositivi di allarme e disabilita il cervello. Fa a meno dell’intelligenza, della capacità di scegliere e di desiderare.
È spaventoso lo scempio della bellezza compiuto dalla cosiddetta arte contemporanea, perfetta mimesi dell’usa e getta industriale. Pura celebrazione del nulla – e voluttuosa, anche – di una sfrontatezza da parata nazista, autoritaria e cialtrona come la sottocultura che l’ha prodotta. La bellezza resta un pericolo: la sua percezione necessita di silenzio selettivo, contemplazione, ascolto. Siamo intasati di impulsi elettronici, come un esercito in guerra: in teoria è per veicolare informazioni; in pratica, l’affollamento di iper-informazione ottiene il risultato contrario, rende insensibili e indifferenti. Troppe voci, nessuna voce. Il tempo è ricodificato, riempito, allagato di non-informazioni (e senza arrivare al dolo, quello della cosiddetta informazione: che non solo disinforma attivamente, ma dà alle vittime l’illusoria sensazione di essere efficacemente informate).
È troppo poco, definire tutto questo mediocrità? So questo: se qualcuno si rapporta con te in modo non mediocre, amico o nemico che sia, ti obbliga automaticamente a dare il meglio, non il peggio. Musica mediocre, film mediocri, libri mediocri. È un piano prestabilito o una semplice conseguenza? È così comoda, la mediocrità. È una sorta di anestesia, di psicofarmaco. La ricostruzione di un’estetica alternativa non è ragionevolmente alla portata di nessuna coalizione basata su forze umane indipendenti.
Come ebbe a dire il vecchio Dylan in un’intervista: «Ammettiamolo: ha vinto Walt Disney. Quindi, abbiamo perso tutti».
(Giorgio Cattaneo, “Mediocrità”, da “Megachip” del 6 gennaio 2013).
Ci sono anche i cattivi, immancabili, ma sarebbero ben poca cosa se avessero di fronte qualcosa di diverso dallo zoo degli zombie. La cui specialità (salvo eccezioni, per fortuna non così introvabili) è una mediocrità tombale, frutto, si direbbe, dell’assenza di qualsiasi pensiero, a motivare (a monte) qualsiasi forma di necessaria autodisciplina. Mediocri produttori, mediocri industriali, mediocri consumatori. Mediocri utenti di mediocri narrazioni. Mediocre passato e mediocre presente, il futuro semplicemente non esiste, ma se esistesse sarebbe anch’esso desolatamente mediocre. Mario Draghi, Marchionne: loro non sono per niente mediocri. Della mediocrità, Mario Monti indossa soltanto la maschera. Poi ci sono gli esausti, i terminali, gli sfiduciati, i disarcionati. I dissidenti consapevoli. E sono tanti. E sono stanchi. Perché tutto quello che vedono, attorno a loro, è soltanto mediocrità. Un assedio apocalittico, mai visto prima.
Hitler, Stalin, Churchill, Mussolini, Roosevelt. Tutto erano, fuorché mediocri. Non poteva essere mediocre Yurij Gagarin. Né il collega aviatore Anatolij Grishenko, l’elicotterista che si immolò (volontario) per tappare il reattore di Chernobyl. Mediocre è il direttore della Tepco, che mentì spudoratamente ai giapponesi spaventati da Fukushima. Mediocre è il calcolo, mediocre è la menzogna. Mediocre è chi presume di sapere, chi si affanna a conoscere l’opinione altrui al solo scopo di manipolarla. Nove volte su dieci, mediocre è chi bussa alla porta, chi ti fa squillare il telefono. E se non è mediocre, è rassegnato alla mediocrità generale. Mediocre è la merce del supermercato, mediocre (e sfruttato) il lavoro che l’ha prodotta. Veleni mediocri, chimica mediocre, cibo mediocre come l’esistenza che di esso si nutre. La mediocrità è pericolosa, perché disattiva i dispositivi di allarme e disabilita il cervello. Fa a meno dell’intelligenza, della capacità di scegliere e di desiderare.
È spaventoso lo scempio della bellezza compiuto dalla cosiddetta arte contemporanea, perfetta mimesi dell’usa e getta industriale. Pura celebrazione del nulla – e voluttuosa, anche – di una sfrontatezza da parata nazista, autoritaria e cialtrona come la sottocultura che l’ha prodotta. La bellezza resta un pericolo: la sua percezione necessita di silenzio selettivo, contemplazione, ascolto. Siamo intasati di impulsi elettronici, come un esercito in guerra: in teoria è per veicolare informazioni; in pratica, l’affollamento di iper-informazione ottiene il risultato contrario, rende insensibili e indifferenti. Troppe voci, nessuna voce. Il tempo è ricodificato, riempito, allagato di non-informazioni (e senza arrivare al dolo, quello della cosiddetta informazione: che non solo disinforma attivamente, ma dà alle vittime l’illusoria sensazione di essere efficacemente informate).
È troppo poco, definire tutto questo mediocrità? So questo: se qualcuno si rapporta con te in modo non mediocre, amico o nemico che sia, ti obbliga automaticamente a dare il meglio, non il peggio. Musica mediocre, film mediocri, libri mediocri. È un piano prestabilito o una semplice conseguenza? È così comoda, la mediocrità. È una sorta di anestesia, di psicofarmaco. La ricostruzione di un’estetica alternativa non è ragionevolmente alla portata di nessuna coalizione basata su forze umane indipendenti.
Come ebbe a dire il vecchio Dylan in un’intervista: «Ammettiamolo: ha vinto Walt Disney. Quindi, abbiamo perso tutti».
(Giorgio Cattaneo, “Mediocrità”, da “Megachip” del 6 gennaio 2013).
Marò, Casapound e la perizia del finto ingegnere.
Non v’è dubbio che l’Italia sia un paese
guerrafondaio e imperialista fin dai primi anni della sua costituzione. Ancora prima dell’Impero coloniale e razzista di Mussolini, l’Italia
postrisorgimentale aveva già aggredito, invaso, bombardato svariati
altri paesi, macchiandosi di crimini atroci in Europa e in Africa e
combattendo i movimenti anticolonialisti solo per difendere gli
interessi economici dei ceti dominanti.
Oggi l’Italia tiene le sue truppe in più
di venti "missioni di pace" a beneficio delle "nostre" grandi aziende
che sfruttano, inquinano e massacrano persone ai quattro angoli del
mondo.
Non sorprende quindi che il presidente
Giorgio Napolitano, già autore della legge razzista Turco-Napolitano,
abbia ricevuto con tutti gli onori i due "marò" che hanno
verosimilmente ucciso due pescatori indiani. È l’Italia, la "nostra
patria", sono i "nostri soldati"…
Ed è anche significativo che il "perito"
della difesa dei due "marò" sia un finto ingegnere, un ciarlatano privo
di titoli e competenze specifiche, che ha messo assieme una falsa
perizia per far sembrare innocenti i due soldati al giornalismo italico.
E costui non è solo un falso ingegnere, ma è soprattutto un vero
dirigente nazionale di CasaPound. E, guarda caso, il figlio è il
candidato alla presidenza della Regione Lazio per CasaPound…
06 gennaio 2013
Manifesto di un indignato climatico.
“Ci sono notti in cui ancora sogno”. Sogno che l’umanità sia capace di
vivere bene e felicemente all’interno dei limiti climatici del Pianeta.
Sogno che il mondo sia solidale con quei piccoli stati insulari che
sarebbero i primi a sparire dalla mappa se non invertiamo rotta. Sogno
dirigenti coraggiosi come la delegazione filippina che, al vedere il
proprio paese raso al suolo dal tifone Bopha, ha supplicato la comunità
internazionale di “aprire gli occhi e di guardare in faccia la realtà”.
Sogno di un homo e una femina climaticus razionali di fronte ai costanti
allarmi degli scienziati che dicono che il riscaldamento globale è già
in corso secondo le previsioni più pessimiste. Detto in altro modo,
sogno che Sandy non sia né più né meno che il nome di un normalissimo
bambino e non quello del devastante uragano.
“I nostri sogni non entrano nei loro summit!” Sicuramente non è questo il sogno che i governanti hanno disegnato nell’ultimo vertice sul cambiamento climatico a Doha, in Qatar. Il mondo post-Doha, in linea con i fallimenti degli scorsi summit a Copenaghen, Cancun e Durban, è il mondo in cui primeggiano gli egoismi a corto termine dei grandi contaminatori, a partire dagli Stati Uniti, la Russia e il Giappone. È il mondo in cui il protocollo di Kyoto, che rappresenta a malapena il 15% delle emissioni mondiali, è il greenwashing (la facciata “verde”) di politiche insostenibili e irresponsabili delle grandi potenze (mal)sviluppate ed emergenti. È un mondo che conduce l’umanità, iniziando dalle persone e dalle comunità più povere e vulnerabili, verso il peggiore scenario climatico possibile ipotizzato, cioè un aumento di 4°C entro la fine del secolo. È il mondo in cui trionfano l’arroganza e il cinismo, in testa, con sfacciato orgoglio, la Spagna. Un paese che mentre afferma che “il cambiamento climatico non lo neghiamo e non lo affermiamo”, si vanta di aver giocato un ruolo essenziale nelle trattative dell’accordo di Doha verso una lotta contro il cambiamento climatico “più forte e ambiziosa”. Un paese che, mentre taglia i fondi alle energie rinnovabili, compra cento milioni di tonnellate di diritti di emissioni di CO2 alla Polonia per non dover cambiare di una virgola il suo stile di vita.
“Non siamo anti-summit, il summit è anti-noi”. Davanti al peggiore dei mondi possibili non mi rassegno: sono un indignado climatico. Questo vertice di Doha in generale, e la delegazione spagnola in particolare, non mi rappresentano. Né rappresentano la moltitudine di persone e collettivi che hanno fatto della giustizia ambientale la loro bandiera di lotta e azione quotidiana. Oggi il clima, e la vita di milioni di persone, sono merci in mano a politici e banchieri, a imprese multinazionali che fanno pressioni affinché i propri interessi milionari non vengano colpiti. Dunque non rassegniamoci di fronte a questa oligarchia che ci sta portando dritti verso il collasso e l’ecofascismo, in cui pochi si dividono i pezzetti di natura rimasti. Parafrasando Stéphane Hessel, lottiamo contro l’indifferenza climatica - e l’ecologia in generale - e convochiamo un’insurrezione pacifica anche a favore della vita e del bene comune. È in gioco la sopravvivenza civilizzata dell’umanità, quella delle nostre figlie e figli, la mia, la tua.
“Non guardarci, unisciti!” Se sei anche tu un indignado/a climatico/a, passa all’azione. Non aspettare che quelli che non ci rappresentano decidano per te. Diffondi questo manifesto, fatti portavoce dei senza voce, difendi il tuo futuro e quello della tua famiglia. A casa, nel tuo quartiere, al lavoro, nella pubblica piazza, metti la giustizia climatica e ambientale al centro delle preoccupazioni tue e di chi ti sta intorno. Unisciti alle reti e ai collettivi vicini a te che promuovono altri mondi possibili e che già costruiscono dal basso alternative ecologiche e sociali. Hai molto potere, non disperderlo, e soprattutto condividilo e ibridalo: il tutto è più che la somma delle sue parti. Fai il passo e grida ai quattro venti: anch’io sono un indignado climatico!
Florent Marcellesi
Fonte: http://florentmarcellesi.wordpress.com
Link: http://florentmarcellesi.wordpress.com/2012/12/13/manifiesto-de-un-indignado-climatico/#more-101913.12.2012
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Silvia Soccio
“I nostri sogni non entrano nei loro summit!” Sicuramente non è questo il sogno che i governanti hanno disegnato nell’ultimo vertice sul cambiamento climatico a Doha, in Qatar. Il mondo post-Doha, in linea con i fallimenti degli scorsi summit a Copenaghen, Cancun e Durban, è il mondo in cui primeggiano gli egoismi a corto termine dei grandi contaminatori, a partire dagli Stati Uniti, la Russia e il Giappone. È il mondo in cui il protocollo di Kyoto, che rappresenta a malapena il 15% delle emissioni mondiali, è il greenwashing (la facciata “verde”) di politiche insostenibili e irresponsabili delle grandi potenze (mal)sviluppate ed emergenti. È un mondo che conduce l’umanità, iniziando dalle persone e dalle comunità più povere e vulnerabili, verso il peggiore scenario climatico possibile ipotizzato, cioè un aumento di 4°C entro la fine del secolo. È il mondo in cui trionfano l’arroganza e il cinismo, in testa, con sfacciato orgoglio, la Spagna. Un paese che mentre afferma che “il cambiamento climatico non lo neghiamo e non lo affermiamo”, si vanta di aver giocato un ruolo essenziale nelle trattative dell’accordo di Doha verso una lotta contro il cambiamento climatico “più forte e ambiziosa”. Un paese che, mentre taglia i fondi alle energie rinnovabili, compra cento milioni di tonnellate di diritti di emissioni di CO2 alla Polonia per non dover cambiare di una virgola il suo stile di vita.
“Non siamo anti-summit, il summit è anti-noi”. Davanti al peggiore dei mondi possibili non mi rassegno: sono un indignado climatico. Questo vertice di Doha in generale, e la delegazione spagnola in particolare, non mi rappresentano. Né rappresentano la moltitudine di persone e collettivi che hanno fatto della giustizia ambientale la loro bandiera di lotta e azione quotidiana. Oggi il clima, e la vita di milioni di persone, sono merci in mano a politici e banchieri, a imprese multinazionali che fanno pressioni affinché i propri interessi milionari non vengano colpiti. Dunque non rassegniamoci di fronte a questa oligarchia che ci sta portando dritti verso il collasso e l’ecofascismo, in cui pochi si dividono i pezzetti di natura rimasti. Parafrasando Stéphane Hessel, lottiamo contro l’indifferenza climatica - e l’ecologia in generale - e convochiamo un’insurrezione pacifica anche a favore della vita e del bene comune. È in gioco la sopravvivenza civilizzata dell’umanità, quella delle nostre figlie e figli, la mia, la tua.
“Non guardarci, unisciti!” Se sei anche tu un indignado/a climatico/a, passa all’azione. Non aspettare che quelli che non ci rappresentano decidano per te. Diffondi questo manifesto, fatti portavoce dei senza voce, difendi il tuo futuro e quello della tua famiglia. A casa, nel tuo quartiere, al lavoro, nella pubblica piazza, metti la giustizia climatica e ambientale al centro delle preoccupazioni tue e di chi ti sta intorno. Unisciti alle reti e ai collettivi vicini a te che promuovono altri mondi possibili e che già costruiscono dal basso alternative ecologiche e sociali. Hai molto potere, non disperderlo, e soprattutto condividilo e ibridalo: il tutto è più che la somma delle sue parti. Fai il passo e grida ai quattro venti: anch’io sono un indignado climatico!
Florent Marcellesi
Fonte: http://florentmarcellesi.wordpress.com
Link: http://florentmarcellesi.wordpress.com/2012/12/13/manifiesto-de-un-indignado-climatico/#more-101913.12.2012
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Silvia Soccio
Ragliate alla luna.
Per
chi se lo fosse perso, ecco lo spettacolo di Corrado Guzzanti andato in
onda venerdì scorso su La7. E' uno spettacolo vecchio di due anni ma
sono due ore e più di sane risate, la sua satira è sublime. A 1 ora e 25
minuti circa presenta un personaggio, un monsignore, e proprio questo
pezzo ha fatto molto arrabbiare l'Aiart, Associazione dei telespettatori
cattolici: "Siamo stati sollecitati da telefonate e mail per il
'Recital' di e con Guzzantì andato in onda venerdì sera su La7 in prima
serata"..... Guzzanti e il suo Recital su La7 fanno infuriare i cattolici
„Guzzanti e il suo Recital su La7 fanno infuriare i cattolici
„"il programma è offensivo dei sentimenti religiosi". Guzzanti, "credendo di fare satira, appare vestito da cardinale, e irride alla Trinità, alla Madonna di Lourdes, al Vangelo, alla Chiesa, al Pontefice e con battutacce da caserma liquida le posizioni della Chiesa sulla bioetica".“
.
„"Abbiamo dato mandato al nostro legale di presentare denuncia alla Procura della Repubblica di Roma".“
Potrebbe interessarti: http://www.today.it/cronaca/guzzanti-recital-la-7.html
Leggi le altre notizie su: http://www.today.it/ o seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930
... Guzzanti e il suo Recital su La7 fanno infuriare i cattolici
„"Chiederemo al Consiglio Nazionale Utenti, nella prossima assemblea plenaria, di presentare un esposto all'Agcom perchè accerti violazioni e sanzioni questo programma, che non ha niente a che vedere con la satira e con lo spettacolo".“
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Guzzanti e il suo Recital su La7 fanno i“
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Ma come sono permalosi questi cattolici ipocriti!
A parte il fatto che trovo esilarante solo il fatto che esista un'associazione di telespettatori cattolici, ero convinta che anche loro avessero accesso a quello strumento tecnologico che permette di cambiare canale quando qualcosa non piace. Molte persone lo usano, soprattutto quando sentono qualcuno che dice che il femminicidio non esiste e sono le donne a cercarsele certe cose...o quando difendono i preti pedofili dicendo che possono essere loro le vittime di giovani seduttori..... e vorrei far notare che questa non è satira e meriterebbe ben altro che una denuncia! Se Guzzanti offende il sentimento religioso, che ne è del mio sentimento laico preso a calci nei coglioni ogni qualvolta uno con la gonna lunga si mette a pontificare su cose che non lo riguardano minimamente? Quello non vale nulla?
Sono io, come donna, come persona pensante, come cittadino di uno stato che dovrebbe essere laico, che mi sento profondamente offesa quando la Chiesa accusa le donne di provocare femminicidi o quando insinua che un fanciullo potrebbe tentare un prete fino a fargli commettere atti osceni.
E denunciano per un po' di satira? Assurdo! Se i religiosi, a causa del loro ridotto quoziente intellettivo, si sentono offesi dalla satira è un problema tra loro e la realtà. Non vale davvero la pena occupare i tribunali già strapieni con le loro ragliate alla luna.
Andrebbe denunciata la chiesa per truffa millenaria, questo sì!
„Guzzanti e il suo Recital su La7 fanno infuriare i cattolici
„"il programma è offensivo dei sentimenti religiosi". Guzzanti, "credendo di fare satira, appare vestito da cardinale, e irride alla Trinità, alla Madonna di Lourdes, al Vangelo, alla Chiesa, al Pontefice e con battutacce da caserma liquida le posizioni della Chiesa sulla bioetica".“
.
„"Abbiamo dato mandato al nostro legale di presentare denuncia alla Procura della Repubblica di Roma".“
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„"Chiederemo al Consiglio Nazionale Utenti, nella prossima assemblea plenaria, di presentare un esposto all'Agcom perchè accerti violazioni e sanzioni questo programma, che non ha niente a che vedere con la satira e con lo spettacolo".“
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Guzzanti e il suo Recital su La7 fanno i“
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A parte il fatto che trovo esilarante solo il fatto che esista un'associazione di telespettatori cattolici, ero convinta che anche loro avessero accesso a quello strumento tecnologico che permette di cambiare canale quando qualcosa non piace. Molte persone lo usano, soprattutto quando sentono qualcuno che dice che il femminicidio non esiste e sono le donne a cercarsele certe cose...o quando difendono i preti pedofili dicendo che possono essere loro le vittime di giovani seduttori..... e vorrei far notare che questa non è satira e meriterebbe ben altro che una denuncia! Se Guzzanti offende il sentimento religioso, che ne è del mio sentimento laico preso a calci nei coglioni ogni qualvolta uno con la gonna lunga si mette a pontificare su cose che non lo riguardano minimamente? Quello non vale nulla?
Sono io, come donna, come persona pensante, come cittadino di uno stato che dovrebbe essere laico, che mi sento profondamente offesa quando la Chiesa accusa le donne di provocare femminicidi o quando insinua che un fanciullo potrebbe tentare un prete fino a fargli commettere atti osceni.
E denunciano per un po' di satira? Assurdo! Se i religiosi, a causa del loro ridotto quoziente intellettivo, si sentono offesi dalla satira è un problema tra loro e la realtà. Non vale davvero la pena occupare i tribunali già strapieni con le loro ragliate alla luna.
Andrebbe denunciata la chiesa per truffa millenaria, questo sì!
05 gennaio 2013
Gratta gratta salta fuori lo sbirro.
Nuovi guai per Rivoluzione Civile e per il suo
candidato premier, Antonio Ingroia. Le sue ambigue dichiarazioni
all'indomani della condanna di alcuni dirigenti della Polizia per i
fatti di Genova del 2001 potrebbero renderlo meno simpatico al "popolo
della sinistra".
L’ex magistrato, in un’intervista concessa al quotidiano La
Repubblica, aveva detto di non avere ''Nessuna paura dello sbarramento,
vedo molto entusiasmo intorno a me'' e in ogni caso ''i sondaggi ci
danno al 5 per cento ed esistiamo da appena una settimana''.
Inoltre Ingroia ha confermato di puntare e contare ancora sulla possibilità di dialogo sia con il Pd sia con Grillo. ''I nostri punti fermi - dice - sono l'alternativa al berlusconismo e al montismo. Non demonizziamo Grillo come antipolitica e non demonizziamo Bersani come partitocrazia. Vogliamo confrontarci sui contenuti''. A proposito del suo inserimento a caratteri cubitali nel simbolo della lista, che tante polemiche ha suscitato, l’ex magistrato si è giustificato affermando: ''Io tenevo al nome 'Rivoluzione civile' ma gli esperti di immagine ci hanno spiegato che c'è troppo poco tempo, che serviva qualcosa di immediatamente riconoscibile'' ma ''non ho alcuna intenzione di fare un partito personale''.
Ma durante la giornata altre polemiche sono state scatenate dalla ripubblicazione, da parte di alcuni siti web, di una dichiarazione dell’ex magistrato che potrebbe renderlo inviso a una parte del suo possibile elettorato. A metà dicembre, quando si cominciava a preventivare la scelta di Ingroia come candidato di punta dell’aggregazione tra i partiti a sinistra del PD, sul suo profilo Facebook “Avvocati liberi” il legale catanese Goffredo D’Antona aveva ricordato quanto il magistrato aveva affermato nel luglio scorso, all’indomani della pur mite sentenza di condanna di alcuni dirigenti delle forze dell’ordine ritenuti responsabili di alcuni reati durante la repressione delle manifestazioni del 2001 contro il G8 di Genova. Durante un’intervista rilasciata ai microfoni del programma La Zanzara condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, e riportate da Il Fatto quotidiano del 9 luglio 2012, Ingroia aveva detto:
«La legge va applicata anche nei confronti degli uomini migliori ma la solidarietà dell’ex capo della polizia (Gianni De Gennaro, ndr) nei confronti degli agenti condannati è normale, comprensibile. Non la trovo inopportuna. Gli uomini condannati sono persone valide, alcuni li ho conosciuti anch’io». Affermazioni gravissime secondo D’Antona – che insieme ad altri avvocati etnei dell’Osservatorio dei diritti, è stato promotore proprio di una petizione online in cui si chiedeva al premier Mario Monti di sollevare De Gennaro dal ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – che commentava: «Quindi i casi sono due: o mi date del mafioso, o mi dite che a Genova per strada c’erano fascisti, che quindi si potevano picchiare». E poi ancora, rivolto ai sostenitori del magistrato: «Cari compagni, state facendo un errore gravissimo. Per la speranza di superare lo sbarramento elettorale vi state unendo con difensori dei macellai della Diaz».
Inoltre Ingroia ha confermato di puntare e contare ancora sulla possibilità di dialogo sia con il Pd sia con Grillo. ''I nostri punti fermi - dice - sono l'alternativa al berlusconismo e al montismo. Non demonizziamo Grillo come antipolitica e non demonizziamo Bersani come partitocrazia. Vogliamo confrontarci sui contenuti''. A proposito del suo inserimento a caratteri cubitali nel simbolo della lista, che tante polemiche ha suscitato, l’ex magistrato si è giustificato affermando: ''Io tenevo al nome 'Rivoluzione civile' ma gli esperti di immagine ci hanno spiegato che c'è troppo poco tempo, che serviva qualcosa di immediatamente riconoscibile'' ma ''non ho alcuna intenzione di fare un partito personale''.
Ma durante la giornata altre polemiche sono state scatenate dalla ripubblicazione, da parte di alcuni siti web, di una dichiarazione dell’ex magistrato che potrebbe renderlo inviso a una parte del suo possibile elettorato. A metà dicembre, quando si cominciava a preventivare la scelta di Ingroia come candidato di punta dell’aggregazione tra i partiti a sinistra del PD, sul suo profilo Facebook “Avvocati liberi” il legale catanese Goffredo D’Antona aveva ricordato quanto il magistrato aveva affermato nel luglio scorso, all’indomani della pur mite sentenza di condanna di alcuni dirigenti delle forze dell’ordine ritenuti responsabili di alcuni reati durante la repressione delle manifestazioni del 2001 contro il G8 di Genova. Durante un’intervista rilasciata ai microfoni del programma La Zanzara condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, e riportate da Il Fatto quotidiano del 9 luglio 2012, Ingroia aveva detto:
«La legge va applicata anche nei confronti degli uomini migliori ma la solidarietà dell’ex capo della polizia (Gianni De Gennaro, ndr) nei confronti degli agenti condannati è normale, comprensibile. Non la trovo inopportuna. Gli uomini condannati sono persone valide, alcuni li ho conosciuti anch’io». Affermazioni gravissime secondo D’Antona – che insieme ad altri avvocati etnei dell’Osservatorio dei diritti, è stato promotore proprio di una petizione online in cui si chiedeva al premier Mario Monti di sollevare De Gennaro dal ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – che commentava: «Quindi i casi sono due: o mi date del mafioso, o mi dite che a Genova per strada c’erano fascisti, che quindi si potevano picchiare». E poi ancora, rivolto ai sostenitori del magistrato: «Cari compagni, state facendo un errore gravissimo. Per la speranza di superare lo sbarramento elettorale vi state unendo con difensori dei macellai della Diaz».
Gratta gratta salta fuori lo sbirro, lo stato borghese imperialista è
reazionario in tutte le sue componenti istituzionali al di là delle
buone intenzioni di singoli.
04 gennaio 2013
Un terremoto al giorno leva il medico di torno! Il ministero per ora ne autorizza solo due all'anno...ma tranquilli, stanno lavorando per noi!
Chi pensava che il ministero dell’Ambiente tutelasse l’"ambiente" ha
preso una clamorosa cantonata, come anche chi credeva che i terremoti
fossero assolutamente da evitare, casomai fossero prevedibili. Errore!
Il ministero autorizza che avvengano due sismi magnitudo 2,9....
“qualora la sismicità indotta superi magnitudo 3.0 -considerando l'epicentro all'interno di un'area definita di raggio uguale a dieci chilometri attorno della testa del pozzo-, la pressione di esercizio massima e la frequenza del ciclo di iniezione e di estrazione dovranno essere ridefinite in modo da riportare la magnitudo massima al di sotto di tale valore”.
Come dire, fino a una magnitudo 3.0 tutto è consentito, è nell’interesse nazionale!
Certo, bisogna aggiornarsi.
Una decisione che ha del grottesco eppure è scritta sulla Gazzetta Ufficiale: una notizia che è stata ripresa anche da Altreconomia:
Stogit (gruppo Eni) è stata autorizzata a realizzare un mega-stoccaggio di gas a Sergnano, in provincia di Cremona. Il ministero dell’Ambiente, nel documento di Via, segnala per la prima volta un rischio sismico.
Ed è solo uno dei 19 progetti della Pianura Padana, dall’Emilia Romagna alla Lombardia: alcuni sono già attivi, altri in via di autorizzazione, e prevedono quasi tutti l’immissione di gas in sovrappressione.
Autorizzano lo stoccaggio mentre i documenti dello stesso dicastero affermano che il rischio sismico esiste. Non deve superare però la magnitudo 3.
Quindi se la terra trema fino a 2,9 va tutto bene.
Sono i tempi moderni!
I terremoti saranno due all’anno: il primo al momento di immettere il gas nel sottosuolo, facendo quindi salire il livello del terreno (legale, no?), e il secondo prima dell’inverno, quando bisognerà estrarre il gas facendo scendere il livello del terreno di altrettanti millimetri per diversi chilometri quadrati.
Tale operazione viene autorizzata “nell’interesse nazionale”.
Dopo l’inquinamento legale arriva anche il terremoto legale.
Aspettiamoci, che so, il furto legale, e l’illegalità legale!
L’articolo di Altraeconomia è leggibile qui: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3846
Il ministero autorizza che avvengano due sismi magnitudo 2,9....
“qualora la sismicità indotta superi magnitudo 3.0 -considerando l'epicentro all'interno di un'area definita di raggio uguale a dieci chilometri attorno della testa del pozzo-, la pressione di esercizio massima e la frequenza del ciclo di iniezione e di estrazione dovranno essere ridefinite in modo da riportare la magnitudo massima al di sotto di tale valore”.
Come dire, fino a una magnitudo 3.0 tutto è consentito, è nell’interesse nazionale!
Certo, bisogna aggiornarsi.
Una decisione che ha del grottesco eppure è scritta sulla Gazzetta Ufficiale: una notizia che è stata ripresa anche da Altreconomia:
Stogit (gruppo Eni) è stata autorizzata a realizzare un mega-stoccaggio di gas a Sergnano, in provincia di Cremona. Il ministero dell’Ambiente, nel documento di Via, segnala per la prima volta un rischio sismico.
Ed è solo uno dei 19 progetti della Pianura Padana, dall’Emilia Romagna alla Lombardia: alcuni sono già attivi, altri in via di autorizzazione, e prevedono quasi tutti l’immissione di gas in sovrappressione.
Autorizzano lo stoccaggio mentre i documenti dello stesso dicastero affermano che il rischio sismico esiste. Non deve superare però la magnitudo 3.
Quindi se la terra trema fino a 2,9 va tutto bene.
Sono i tempi moderni!
I terremoti saranno due all’anno: il primo al momento di immettere il gas nel sottosuolo, facendo quindi salire il livello del terreno (legale, no?), e il secondo prima dell’inverno, quando bisognerà estrarre il gas facendo scendere il livello del terreno di altrettanti millimetri per diversi chilometri quadrati.
Tale operazione viene autorizzata “nell’interesse nazionale”.
Dopo l’inquinamento legale arriva anche il terremoto legale.
Aspettiamoci, che so, il furto legale, e l’illegalità legale!
L’articolo di Altraeconomia è leggibile qui: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3846
Bollettino di guerra
Violenza sulle donne: nuovo massacro a Como.
E’ ora ricoverata in ospedale la donna che ieri notte è
stata aggredita dal marito a Como. L’uomo l’ha letteralmente massacrata
procurandole gravi lesioni craniche.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, si è presentato
agli agenti con lacerazioni sul collo ed ha raccontato di essere stato
aggredito dalla moglie alle ore 23 della scorsa notte. A questo punto la lite
sarebbe degenerata e l’uomo avrebbe reagito con calci e pugni, colpendola alla
testa e causandole una frattura cranica e facendola cadere in stato di coma.
La donna sarebbe stata soccorsa rapidamente dal 118, dopo le
numerose telefonate ricevute, e trasportata con l’elisoccorso all’ospedale di
Gravedona , dove è ricoverata tutt’ora e si trova ancora in stato di coma.
L’aggressore è ora in stato di fermo e avrebbe riportato numerose lacerazioni
sul collo, provocate dalla lite con la consorte.
I vicini confermano che i rapporti coniugali tra i due erano
diventati burrascosi e avvertivano liti furiose.
Ma non è finita:
Le spezza le ossa saltandole addosso, massacrata davanti a
figlioletto e suocera
E’ stato arrestato a Lecce l’uomo che dopo aver buttato a
terra in camera da letto la compagna, le ha provocato lesioni gravissime.
L’aggressore fermato da un vicino di casa
Il suo compagno, diventato il suo incubo, è stato arrestato
e portato in carcere. E’ finito così il calvario di una giovane donna che lo
scorso 16 novembre era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale “Vito Fazzi” di
Lecce per le gravissime lesioni riportate a seguito dell’aggressione da parte
del suo convivente. In quell’occasione, la donna era giunta al pronto soccorso
con una frattura pubica bilaterale e dell’ala sacrale sinistra, nonché la
rottura del femore in tre parti ed una lesione della vescica, giudicata
guaribile in 130 giorni.
La vittima avrebbe raccontato al personale della squadra
mobile che a seguito di un litigio avvenuto in casa, il suo convivente B. A.,
33 anni, l’avrebbe spinta in camera da letto e dopo averla fatta cadere per
terra , avrebbe iniziato a saltare sopra il suo corpo, calpestandola con una
violenza inaudita. A nulla erano serviti i pianti del figlioletto di 5 anni e
l’invito disperato a fermarsi della madre della donna presente in quel momento
in casa. L’aggressore si era fermato solo dopo aver ridotto quasi in fin di
vita la propria compagna che, grazie all’intervento di un vicino di casa,
attratto dalle urla, veniva accompagnata al pronto soccorso.
Agli investigatori, la sorella della vittima avrebbe
raccontato che le percosse e gli atti intimidatori duravano da tempo solo che
la donna non aveva mai trovato il coraggio di denunciarle per timore di
ulteriori ripercussioni.
Se questa non è guerra ditemi voi cos’è….
E crescono il dolore, lo sdegno e la preoccupazione, ma si
avvertono anche segni di rassegnazione.
Non ce lo possiamo permettere!
E' necessario che chi ha responsabilità pubbliche e
istituzionali faccia tutto quanto è in proprio potere per fermare questa guerra. Necessario quanto smettere di giudicare le donne e non i
loro assassini. In India gli avvocati si rifiutano di difendere gli imputati di stupro, vogliamo essere da meno?
03 gennaio 2013
La scienza mente, la chiesa mente, la politica mente, la pubblicità mente. E più la menzogna è spudorata, più esorbitanti sono i loro guadagni.
Il dubbio o la fiducia che abbiamo nel prossimo, sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che abbiamo in noi stessi.
La totale mancanza di consapevolezza, l’assenza di parametri e di una capacità critica, sono le parti scoperte dell’uomo “monco” di questo secolo, un individuo immobile e senza radici che alla mancanza di certezze ha sostituito la Paura. Una vera pacchia per il Sistema Bestia che, sulla Paura ha investito ogni sua risorsa, in seguito brandita come la sua arma più potente e micidiale per sottometterci al suo volere.
Ma la prova del nove che sbaraglia il campo da ogni supposto o presunto dubbio sull’autenticità di certe affermazioni calate dall’alto, la possiamo ricavare dalla mancanza di reali vantaggi per la comunità, che una presunta fiducia, precedentemente accordata, produrrebbe.
Nel mondo tecnologico e globale, dove tutto può essere contraffatto, manipolato e alterato, e dove tutto, del resto, è contraffatto, manipolato e sistematicamente alterato, il dubbio e la negazione dei fatti, rappresentano un atto dovuto, civile e giuridico e di necessaria trasparenza.
In un processo, civile o penale che sia, gli avvocati delle due parti, si opporranno l’uno all’altro per dimostrare l’attendibilità e la veridicità delle loro prove e dei testimoni, in un confronto civile e regolato da leggi dello stato. Entrambi non possono, in alcun caso, essere definiti dei complottisti, ma strumenti di giustizia relativa, volti al restauro della verità.
Il cosi detto e definito “complottismo”, non è che la logica reazione e conseguenza a un tale stato di cose, dove la verità, la somma eresia, è evitata come un virus mortale per dare credito alla mistificazione, epicentro di profitto e di impunità.
La contaminazione delle acque, dell’aria e del territorio, sono alcune delle infinite conseguenze prodotte dalla menzogna globale.
Perché mai dovremmo credere allo sbarco sulla luna, quando, da quel giorno in poi (dopo oltre 40 anni), tutto è rimasto lettera morta?
Per questi millantatori senza scrupoli, avulsi da ogni concetto di timor di Dio, di dignità e decoro, la pratica della menzogna è solo un affare; l’affare degli affari! Così la scienza mente, la chiesa mente, la politica mente, la pubblicità mente – E più la menzogna è spudorata, più esorbitanti sono i loro guadagni.
Che fiducia possiamo riporre in questi soggetti e quali vantaggi pratici ne avremmo in cambio? La fiducia è una cosa seria ma di questi tempi, “fidarsi è bene ma non fidarsi è molto, molto meglio”.
Se questo nostro mondo, la cui immagine raccapricciante è sotto gli occhi di noi tutti, nutre ancora la speranza di risvegliarsi da un coma che, agli occhi di molti, sembra oramai irreversibile, lo dobbiamo, in primis, ai famigerati complottisti e al loro caparbio desiderio di giustizia e di verità.
I grandi complottisti di un tempo, come i fratelli John e Bob Kennedy, Luter King, e alcuni del nostro più recente passato, come Pasolini, Falcone e Borsellino (per fare nomi altisonanti in aiuto agli ignoranti) sono stati assassinati. Questi simboli e miti eterni, ai quali, i nostri figli devono fare riferimento, hanno pagato di persona, con la vita, per avere complottato contro l’ingiustizia, la menzogna e la collusione fra il potere politico, economico e criminale.
L’impegno volto a smascherare i traffici criminogeni della finanza, della politica e dei grandi gruppi di potere, l’opera di denuncia verso ogni forma di inquinamento, la lotta contro i vaccini, contro la privatizzazione dell’acqua e la costruzione di inquietanti centrali nucleari, tutto questo, e molto altro ancora, non è un complotto. E’ l’impegno responsabile di cittadini pensanti e con gli occhi bene aperti – individui liberi che, con la forza delle loro idee e la perseveranza dei loro atti, tengono viva la speranza per un mondo migliore e più giusto.
Oggi siamo in tanti ad essere complottisti.
Basta girare in Rete, su facebook e dentro gli infiniti Siti e Blog impegnati in un’opera di sensibilizzazione unica nel suo genere.
Dobbiamo cercare risvegliare le coscienze, dalla letargia indotta dal Sistema Liberista Relativista che, in virtù di una propaganda mediatica a “tambur battente”, attua il suo perverso piano di omologazione e manipolazione delle coscienze.
E oggi, la storia si ripete! La nostra, è una moderna resistenza, priva di ogni fantomatica ideologia che, come allora, lotta per la libertà, la verità, il diritto ad esistere e l’autodeterminazione.
“E adesso uccideteci tutti”, recitava il commovente striscione dei ragazzi di Locri contro la mafia.
Gianni Tirelli
La totale mancanza di consapevolezza, l’assenza di parametri e di una capacità critica, sono le parti scoperte dell’uomo “monco” di questo secolo, un individuo immobile e senza radici che alla mancanza di certezze ha sostituito la Paura. Una vera pacchia per il Sistema Bestia che, sulla Paura ha investito ogni sua risorsa, in seguito brandita come la sua arma più potente e micidiale per sottometterci al suo volere.
Ma la prova del nove che sbaraglia il campo da ogni supposto o presunto dubbio sull’autenticità di certe affermazioni calate dall’alto, la possiamo ricavare dalla mancanza di reali vantaggi per la comunità, che una presunta fiducia, precedentemente accordata, produrrebbe.
Nel mondo tecnologico e globale, dove tutto può essere contraffatto, manipolato e alterato, e dove tutto, del resto, è contraffatto, manipolato e sistematicamente alterato, il dubbio e la negazione dei fatti, rappresentano un atto dovuto, civile e giuridico e di necessaria trasparenza.
In un processo, civile o penale che sia, gli avvocati delle due parti, si opporranno l’uno all’altro per dimostrare l’attendibilità e la veridicità delle loro prove e dei testimoni, in un confronto civile e regolato da leggi dello stato. Entrambi non possono, in alcun caso, essere definiti dei complottisti, ma strumenti di giustizia relativa, volti al restauro della verità.
Il cosi detto e definito “complottismo”, non è che la logica reazione e conseguenza a un tale stato di cose, dove la verità, la somma eresia, è evitata come un virus mortale per dare credito alla mistificazione, epicentro di profitto e di impunità.
La contaminazione delle acque, dell’aria e del territorio, sono alcune delle infinite conseguenze prodotte dalla menzogna globale.
Perché mai dovremmo credere allo sbarco sulla luna, quando, da quel giorno in poi (dopo oltre 40 anni), tutto è rimasto lettera morta?
Per questi millantatori senza scrupoli, avulsi da ogni concetto di timor di Dio, di dignità e decoro, la pratica della menzogna è solo un affare; l’affare degli affari! Così la scienza mente, la chiesa mente, la politica mente, la pubblicità mente – E più la menzogna è spudorata, più esorbitanti sono i loro guadagni.
Che fiducia possiamo riporre in questi soggetti e quali vantaggi pratici ne avremmo in cambio? La fiducia è una cosa seria ma di questi tempi, “fidarsi è bene ma non fidarsi è molto, molto meglio”.
Se questo nostro mondo, la cui immagine raccapricciante è sotto gli occhi di noi tutti, nutre ancora la speranza di risvegliarsi da un coma che, agli occhi di molti, sembra oramai irreversibile, lo dobbiamo, in primis, ai famigerati complottisti e al loro caparbio desiderio di giustizia e di verità.
I grandi complottisti di un tempo, come i fratelli John e Bob Kennedy, Luter King, e alcuni del nostro più recente passato, come Pasolini, Falcone e Borsellino (per fare nomi altisonanti in aiuto agli ignoranti) sono stati assassinati. Questi simboli e miti eterni, ai quali, i nostri figli devono fare riferimento, hanno pagato di persona, con la vita, per avere complottato contro l’ingiustizia, la menzogna e la collusione fra il potere politico, economico e criminale.
L’impegno volto a smascherare i traffici criminogeni della finanza, della politica e dei grandi gruppi di potere, l’opera di denuncia verso ogni forma di inquinamento, la lotta contro i vaccini, contro la privatizzazione dell’acqua e la costruzione di inquietanti centrali nucleari, tutto questo, e molto altro ancora, non è un complotto. E’ l’impegno responsabile di cittadini pensanti e con gli occhi bene aperti – individui liberi che, con la forza delle loro idee e la perseveranza dei loro atti, tengono viva la speranza per un mondo migliore e più giusto.
Oggi siamo in tanti ad essere complottisti.
Basta girare in Rete, su facebook e dentro gli infiniti Siti e Blog impegnati in un’opera di sensibilizzazione unica nel suo genere.
Dobbiamo cercare risvegliare le coscienze, dalla letargia indotta dal Sistema Liberista Relativista che, in virtù di una propaganda mediatica a “tambur battente”, attua il suo perverso piano di omologazione e manipolazione delle coscienze.
E oggi, la storia si ripete! La nostra, è una moderna resistenza, priva di ogni fantomatica ideologia che, come allora, lotta per la libertà, la verità, il diritto ad esistere e l’autodeterminazione.
“E adesso uccideteci tutti”, recitava il commovente striscione dei ragazzi di Locri contro la mafia.
Gianni Tirelli
01 gennaio 2013
Qualcosa farò...
Ecco, la prima pagina bianca da riempire del nuovo anno.
Il 2012
se n’è andato straboccando stanco, non vedeva l’ora di lasciare l’ingrato
compito di stare con noi per i prossimi 365 giorni al 2013, giovane, pieno di
speranze e ancora vergine di ciò che accadrà. Già, che accadrà? Tutti ci
auguriamo che qualcosa accada, soprattutto che si possa stare meglio, che si
possa smettere di incazzarsi ad ogni piè sospinto e si possa guardare avanti
senza vedere scenari apocalittici. Ma la stanchezza è tanta, è tanta la
delusione e l’impotenza, è talmente tanta la fatica di sopravvivere che faccio
fatica anche solo a pensare che qualcosa accada. Qualcosa di fondamentale
intendo, qualcosa che ridia energia a questa umanità sbrindellata e
frammentata, che le permetta di riappropriarsi dell’integrità originale per pensare ad un nuovo inizio. Sì,
quello ci vorrebbe: ripartire daccapo facendo tesoro degli errori commessi per
sviluppare un nuovo modo di essere e di pensare…..
Ma già lo so che non si può fare, è una delle famose utopie,
una di quelle cose che non potrà mai accadere o, se mai accadrà, sarà un
processo talmente lungo che servirebbero gli auguri per altri centinaia di anni
ancora…..
……e allora mi accontento….mi accontento di prendere quella
piccolissima sferzata di energia che dà ogni cosa che comincia, quella voglia
di fare che dà ogni minimo cambiamento, fosse anche solo un numero, una data
sul calendario……
…..perché mi serve anche quella, anche se minima, anche se
insignificante. Mi serve per non voltarmi indietro e non farmi cadere le braccia….
Qualcosa farò, riempirò anche questa pagina bianca dell’anno
che verrà, e sarà qualcosa di nuovo, che non ho mai fatto…
….perché ogni giorno è diverso e nuovo e anche la mia consapevolezza
va di pari passo…
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