12 agosto 2015

Qualcuno mi ha detto: “E' andata così.”


No, ho voluto che andasse così.
Per quella strana teoria per cui non sai quel che cerchi fino a che non lo trovi,  e io ancora lo cerco. Perché ho ascoltato davvero le mie richieste profonde e mi dicevano di andare oltre.
Perché tutti sembravano capire e poi, alla fine, non capivano mai.
Le ferite si chiudono, ci vuole un po’ ma si chiudono. Quelle della pelle si chiudono tutte.
Quelle della mente invece si riaprono a piacimento quando meno te lo aspetti. 
Inseguiti e inseguitori hanno le stesse paure, 
scappano da se stessi e rincorrono se stessi. 
A fuggire sempre alle lunghe manca il fiato e ad attendere troppo si finisce per stancarsi di ciò che si aspetta. 
Poi accade un momento di distrazione in cui ci si ferma entrambi e ci si accorge assurdamente di essere già troppo lontani, lontanissimi, 
davvero troppo ormai per riconoscersi.

08 agosto 2015

A chi esita...(Una poesia di Bertolt Brecht).

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze, ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è ora falso di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto?
Su chi contiamo ancora?
Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più
nessuno e da nessuno compresi?
O dobbiamo sperare soltanto
in un colpo di fortuna?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

Questa poesia di Bertolt Brecht é stata usata come testo del comizio nel film “Viva La libertá”.

06 agosto 2015

Hiroshima, Nagasaki


Sono passati settant'anni. L’atomica non finisce mai di incombere su di noi. Per questo ricordare la prima volta in cui è stata usata su obiettivi civili, a Hiroshima, e poi la seconda, a Nagasaki, non è un dovere di memoria e di pietà puro e semplice ancorché necessario: è una meditazione obbligatoria sul presente e su un sempre possibile futuro prossimo, sull’infinita capacità di male delle società e dei singoli. 
http://www.doppiozero.com/materiali/storia-e-memoria/sognando-l-atomo

Settanta anni fa la bomba esplose sulla città di Hiroshima, un crimine terrificante che ha ucciso l’umanità e cambiato la storia del pianeta. Tre giorni dopo, mentre la città di Nagasaki bruciava per la seconda bomba atomica, il presidente USA Harry Truman dichiarò: “Il mondo avrà notato che la prima bomba atomica è stata sganciata su Hiroshima, una base militare, per evitare con questo attacco di uccidere civili”. Le vittime civili furono oltre duecentomila. Mai più. (Gino Strada)

 

05 agosto 2015

Morire di lavoro e diventare subito un fantasma.

Si muore nel silen­zio, senza scal­pore. Ancora un’altra morte nei campi che precede quella di Mohammed, il bracciante sudanese vittima della fatica e dei caporali a Nardò. Ma intorno a questa storia non ci sono fiaccolate, proteste, cortei. C’è solo silenzio e omertà.
Paola è uscita da casa sulle sue gambe, come tutte le notti, per andare a lavoro ed è tornata in una cassa da morto. E’ stata sepolta il giorno dopo, sembra senza autopsia e con il nullaosta “telefonico” dato dal magistrato di turno. Il pm non si è recato sul posto perchè il parere del medico legale è che si sia trattato di una morte naturale, forse un malore per il caldo eccessivo. 
La magistratura ha già individuato ed emesso un mandato di arresto nei confronti del killer: il caldo.
Quindi i padroni possono continuare a fare profitti, tranquillamente.

http://ilmanifesto.info/san-giorgio-jonico-bracciante-stroncata-dal-caldo-e-dalla-fatica-durante-la-raccolta/ 

Puglia, le testimonianze delle braccianti italiane sfruttate. Orari disumani. Paghe da fame. Ricatti da parte delle caporali. Due braccianti pugliesi raccontano la loro vita, tra campi e magazzini. http://www.lettera43.it/esclusive/puglia-le-testimonianze-delle-braccianti-italiane-sfruttate_43675182281.htm

02 agosto 2015

Non possiamo, non vogliamo dimenticare.

Un attentato terroristico alla stazione di Bologna uccise 85 persone

Non possiamo, non vogliamo dimenticare che oggi più di ieri la memoria è una risorsa necessaria per orientarsi nel presente e nel domani.

Non dimentichiamo che oggi come ieri il terrorismo è solo uno strumento per destabilizzare società e democrazie da parte di governi e apparati, che lo utilizzano internamente per smantellare i diritti dei lavoratori, lo stato sociale e, fuori dai confini, per compiere macelli con varie guerre in giro per il mondo, dimostrando sempre più la loro feroce natura oligarchica e classista. 
Ieri erano i mandanti oscuri delle "Nostre stragi di stato", oggi spargono di sangue il Medioriente e altri territori da dove fuggono migliaia di profughi mentre da noi il terrorismo prende la forma dei ricatti ai lavoratori, perpetrati dai padroni e sostenuti dal governo, sull'onda di una crisi senza fine, utilizzata per eliminare diritti e democrazia. 

29 luglio 2015

Cose che non sopporto.

Sono tante, forse troppe, tant'è che farei prima ad elencare quelle che mi vanno bene, ma non è il momento di fare classifiche per cui mi limiterò a sfogarmi su una di quelle più mi fa inc...are: la stronzaggine rivoluzionaria. Mi riferisco a quelle persone che sbraitano continuamente, in ogni occasione, contro il governo, contro lo stato, contro la burocrazia, contro i privilegi e soprattutto contro la corruzione che sappiamo dilaga imperitura e ipotizzano le soluzioni più drastiche per porre fine a questo sistema che non gli permette di avere un lavoro decente e mezzi adeguati per vivere come pare a loro.
Fin qua tutto bene, hanno ragione, la stronzaggine ancora non emerge.
Poi succede che si parla un po' con uno di questi tizi e si scopre che, pur essendo lui e la moglie disoccupati da tempo, in quattro anni ha rifutato almeno 5 posti di lavoro perché non erano consoni alle sue aspettative, preferisce aspettare occasioni migliori. E anche qua potrebbe essere giusto, se uno se lo può permettere, tanto di cappello! 
Si parla un altro po' e si scopre che ha una famiglia di 4 persone con gli immancabili smartphone in dotazione, un'automobile, una moto e ogni tanto va a farsi qualche week end nella sua terra d'origine perché le radici chiamano (ecchecazzo!!!). 
Parlando parlando viene fuori che paga anche l'affitto e allora mi sorge spontanea e ingenua la domanda: COME FA? Vanno bene la cassa integrazione, la mobilità e tutti gli ammortizzatori sociali possibili. Ovvia anche la deduzione che ci siano risparmi gestiti oculatamente ed eventuali aiuti parentali, ma...poi? 
Ed ecco che viene il bello: I SUSSIDI! Nonostante abbia evidentemente una situazione economica discreta che gli permette di dire no a lavori che non gradisce, ha trovato la maniera di farsi aiutare dal comune di residenza a pagare l'affitto e le bollette, e magari gli danno pure i buoni pasto e i buoni spesa.
Divento curiosa, sollecito il suo ego e gli chiedo come c'è riuscito. E la sua risposta è la più semplice di tutte: "C'ho degli intrallazzi buoni. Lo stato me lo permette, perché non dovrei approfittarne? Basta essere un po' più furbi di qualcun altro". 
Ecco: basta essere più furbi! 
Dici che quello stato e quel governo che tanto disprezzi, che prendi teoricamente a calci nel culo ogni volta che fa una legge, che si basa sulla corruzione, non fa niente per te? Sbagli! Ti permette di sottrarre illecitamente soldi pubblici che potrebbero essere distribuiti a chi ne ha veramente bisogno. STRONZO! 

P.S. Ogni riferimento a persone esistenti e fatti realmente accaduti non è assolutamente casuale!! 

25 luglio 2015

Dal Paese della libertà l'ultimo elogio ai campi di concentramento.

Da MZ Il giornale del ribelle.
Era troppo tempo che mancavano dalle cronache; prima o poi era destino che qualcuno ne riparlasse. Ci ha pensato venerdì scorso il mitico generale Wesley Clark.
Di che sto parlando? Ma dei cari vecchi campi di concentramento, signori miei.
Dopo i Lager, i Gulag, i Campi della Morte cambogiani, quelli di rieducazione in Cina, etc. sentivamo proprio la nostalgia di questa brillante invenzione dell’ingegno umano. Ora, ci saremmo aspettati di vederla riproporre, magari, da una monarchia sanguinaria o da un arretrato dittatore africano.
Invece no.
L’ultimo elogio ai campi di concentramento ci viene – guarda caso – da The Land of the Free, la terra degli uomini liberi, gli USA. E non da un membro qualunque del Tea Party o del Ku Klux Klan, ma niente di meno che da un generale democratico, distintosi sempre per le sue posizioni progressiste. Il generale, ora in pensione, che fu anche candidato democratico alla presidenza, Wesley Clark. Laureato a Oxford in filosofia, politica ed economia.
Ma veniamo ai fatti. Venerdì scorso, nel corso di un'intervista alla MSNBC, commentando l’ennesima mattanza commessa da un sedicente terrorista a Chatanooga in Tennessee, il nostro ha fatto un discorso davvero brillante.
Seguiamo il suo pensiero.
Dunque, dice il generale, abbiamo un problema in America. Siamo in guerra.
Il nemico è il terrorismo islamico.
Questo terrorismo tende ad affascinare le persone più instabili, quelle più facilmente ‘radicalizzabili’.
Dunque bisogna individuarle e ‘tagliare la mala erba’ da subito, dall’inizio.
Come fare? Il bravo generale va anche nel dettaglio. Dice letteralmente “c’è sempre stato un certo numero di giovani alienati che non hanno un lavoro, che sono stati lasciati dalla ragazza, che non stanno bene in famiglia. Noi dobbiamo osservare questi segnali. Ci sono membri della comunità che possano entrare in contatto con queste persone e farle ravvedere e incoraggiarle a guardare le cose positive che abbiamo”.
E se non ci si riesce, se questi giovani ‘sfigati’ senza lavoro, ragazza e famiglia continuano imperterriti a scivolare verso il terrorismo? Beh, in tal caso – continua il nostro inossidabile Clark – visto che siamo in guerra, bisogna trovare una soluzione, no? “Se queste persone diventano degli estremisti e non sono dalla parte degli Stati Uniti, se sono sleali verso gli Stati Uniti, come questione di principio, bene. È un loro diritto ma è anche nostro diritto e dovere di separarli dalla comunità civile per tutta la durata del conflitto”.
Non fa una piega. Capite genitori? Se avete un figlio senza ragazza, che ha perso il lavoro e che magari si fa qualche canna di straforo – in breve il prototipo dell’’americano sleale’ - ve lo potete trovare da un giorno all’altro in un bel campo di concentramento a stelle e strisce.
Non finisce qui, il nostro generale continua imperterrito: “io credo che a livello di politica nazionale abbiamo bisogno di guardare a ciò che la radicalizzazione significa, perché siamo in guerra con questo gruppo di terroristi. Essi hanno una ideologia”.
E qui arriva la ‘perla’, il richiamo a uno dei più brillanti esempi di libertà made in USA, ma ascoltiamo Clark: “durante la seconda guerra mondiale, se qualcuno parteggiava per la Germania nazista contro gli Stati Uniti, non gli dicevamo che c’era libertà di parola, lo sbattevamo in un campo di concentramento, erano prigionieri di guerra”.
Chiaro? La guerra è guerra, amici.
Poco importa se le guerre vengono inventate per poter consentire ai governi di comportarsi come se ci fossero. Questi sono dettagli, sicuramente tirati fuori dagli ‘americani sleali’.
Finisce qui?
No, il generale ha pensato a tutti, anche agli ‘alleati’ dell’Impero in guerra.
“Penso che dovremo usare sempre maggiore durezza in questa situazione, e non solo negli Stati Uniti, ma anche i nostri alleati come la Gran Bretagna, la Germania e la Francia dovranno esaminare le loro leggi nazionali”.
Per fortuna che non ha citato l’Italia, se no con tutti gli sfigati di casa nostra non bastava una regione per internarli.

Piero Cammerinesi

22 luglio 2015

Italian job e Plutone.

In tempi non sospetti.....
Da Schegge taglienti di Alessandra Daniele (24 settembre 2012)

Sergio Marchionne ha un nuovo grande progetto imprenditoriale da proporre a governo e sindacati: si chiama ”Astronave Italia”, prevede l’investimento di ventimila miliardi di euro, e richiede la disponibilità dei lavoratori a superare obsoleti massimalismi, rigidità ideologiche, e diffidenze ingiustificate, per mettersi in gioco in un’impresa che farà ripartire l’intera economia europea.
La FIAT ha ottenuto dalla NASA la concessione per costruire i moduli della prima base terrestre che sarà assemblata e insediata su Plutone. Le strutture modulari della”PlutUno” dovranno essere realizzate in base alle condizioni climatiche e gravitazionali del pianeta, alle quali dovranno adeguarsi anche gli operai impegnati nella sua costruzione qui in Italia.

– La gravità di Plutone è meno d’un decimo di quella terrestre. Gli operai saranno perciò tenuti a sostenere un carico di lavoro più di dieci volte superiore al consueto.
– Il giorno solare di Plutone dura più di sei giorni terrestri. L’orario di lavoro sarà quindi proporzionato, con turni di 48 ore consecutive, più 720 ore di straordinario all’anno.
– La temperatura su Plutone è sempre inferiore a duecento gradi sotto zero, e l’atmosfera è composta prevalentemente da metano. Gli stabilimenti italiani FIAT dove saranno costruiti i moduli della ”PlutUno” saranno quindi privi di qualunque sistema di climatizzazione e depurazione, agli operai sarà necessario adattarsi.
– L’anno solare di Plutone dura 248 anni terrestri. L’età minima pensionabile verrà perciò raggiunta solo dopo almeno 7440 anni d’anzianità.
– La concessione NASA richiede inoltre una serie di norme di sicurezza dirette a prevenire sabotaggi, e spionaggio industriale/internazionale. Ogni operaio addetto alla fabbricazione dei moduli sarà schedato, e costantemente monitorato attraverso un microchip sottocutaneo che ne consentirà anche la rapida identificazione in caso di smarrimento. Non saranno ammesse attività che possano costituire un intralcio o una minaccia alla realizzazione del progetto, come l’appartenenza a organizzazioni sindacali e politiche non allineate.
”Astronave Italia” è assolutamente affidabile, metterne in discussione credibiltà e sostenibilità è inammissibile complottismo veterocomunista economicamente suicida.
Iniziative imprenditoriali come questa sono ciò di cui ha bisogno il paese per tornare efficiente e competitivo. Le norme contrattuali concepite per ”Astronave Italia” dovranno essere estese a tutte le altre fabbriche d’Italia, e successivamente anche a tutti gli altri contratti di lavoro.
Ancora una volta Sergio Marchionne potrà contare sul convinto appoggio del governo in merito.

21 luglio 2015

Perché ci sono sere...

Perchè ci sono sere in cui la nostalgia ti prende la gola e non ammette raziocinio.
Perché ci sono momenti in cui vorresti essere da un'altra parte, in quel mondo che credevi possibile solo perché ci credevi.
Perché vorresti sognare ancora e immaginare che...chissà se sarà ancora possibile...
Perché piangere non serve, sprechi solo lacrime per qualcosa che non esiste, come l'isola in fondo al cammino.
E allora, se sognare non è più concesso, allora non resta che fare buio, alzare il volume e...sognare ancora.


19 luglio 2015

...sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce, anche gli uccelli faranno ritorno...

Renzi: tassa sulla prima casa abolita dal 2016!
Matteo Renzi come Silvio Berlusconi dei tempi d'oro: dal 2016, promette il premier, via la tassa sulla prima casa che oggi si chiama Tasi e che ha sostituito l'Imu sull'abitazione principale, l'imposta introdotta dal governo Monti per ragioni di cassa dopo che l'ex Cavaliere con una manovra elettoralistica, elezioni 2008, l'aveva abolita (allora si chiamava Ici).
Ora Renzi ricalca quei passi con un annuncio che sembra guardare all'elettorato, secondo gli ultimi sondaggi un po' freddino con il Pd e con il gradimento nei confronti del premier in leggero calo.

http://www.soldiblog.it/post/106756/tassa-prima-casa-abolita-dal-2016-renzi

Che dire? Ci stanno solo bene le parole della canzone di Lucio Dalla:

" ...sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.


Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi...
E i cretini di ogni età ..." 



"Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. 
Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. 
È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima".

Fernando Pessoa | Il Libro dell'Inquietudine


18 luglio 2015

Sono sopravvissuti alla miseria e al mare attraversato, ma moriranno di fronte al nostro odio.

Volevo commentare quello che è successo a Treviso, ma anche a Roma, e forse in tanti altri posti e tante altre volte. 
Mi sono chiesta se coloro che si sono così violentemente opposti all'arrivo di uno sparuto gruppo di immigrati nei loro bei quartieri abbiano pensato a come si sentivano quelle persone scappate dall' inferno a sentirsi rifiutate come appestati. 
No, non l'hanno pensato, altrimenti li avrebbero guardati negli occhi e abbassato lo sguardo, arrendendosi alla disperazione di chi, pur di cercare di sopravvivere, affronta consapevole rischi mortali senza sapere da che parte e quando possono arrivare.
Volevo commentare, ma le parole sono sempre le stesse e si ripetono da troppo tempo uguali. 
Ed è anche inutile sperare che il tempo cambi le cose, il tempo trascorre soltanto, il resto dobbiamo farlo noi. 
E se non cambiano noi tutto rimarrà uguale.

Ecco invece le parole di Savina Dolores Massa:

Treviso, 17 luglio 2015

Avreste potuto domandargli almeno il nome
avreste potuto ascoltare la loro parlata
sapere chi avevano lasciato a casa:
una madre? un nonno? un albero.
Avete urlato
sulla loro assenza umana
un odio neppure illibato o originale
già visto mille volte nella Storia
naufragato sempre tra ossa bianche
rotule, mandibole, costole
così come possediamo tutti.
Bianche
come gigli da Prima Comunione.
Ricordate?
Voi che temete piaghe da contagio
sulla vostra perfezione di razza
oggi godetevi la vittoria
e proseguite pure
a vivere nel malaffare di Stato
al quale date il culo vile in riverenza:
più facile urlare sopra una paura
di un disorientato
muto
solo
nero
come la notte tanto bella che ammirate.
Contatevi pure le stelle in armonia
esprimete desideri
dopo aver schiacciato il sogno altrui
e ne ridete.


12 luglio 2015

La quadratura del cerchio.

Avevo fatto il tifo per il NO al referendum greco e ha vinto il NO. Mi aspettavo qualcosa, che so, un'impennata d'orgoglio, un rifiuto categorico delle imposizioni forte dell'appoggio della maggioranza della popolazione che con quel NO, consapevole dei rischi, aveva scelto di liberarsi dai diktat della UE, del FMI e della Bce.
E invece che è successo? Il governo greco ha accettato un pacchetto di misure economiche ancora più dure di quelle proposte precedentemente. Più del 61 per cento degli elettori ha respinto le misure che il governo ha adottato dopo il referendum. Quindi la domanda sorge spontanea: perché indici un referendum se poi lo vinci e sembra che lo hai perso?

Cambiano le maschere ma le bugie sono sempre le stesse. Dicono cose, sembra che sappiano di cosa parlano, sembrano convinti, si ergono a paladini, chiedono sostegno fino a che non sono al potere....e poi? Poi è tutta una manfrina, cose recitate e imparate a memoria.
In altre parole, a Tsipras è riuscito, anche grazie alle pressioni americane sull'UE, un capolavoro politico che era sfuggito ai suoi meno abili o più sfortunati predecessori: 
fare "approvare dal popolo"... il memorandum della Troika!! 
La quadratura del cerchio capitalista. 
E la quadratura del cerchio è possibile a lui grazie all'equivoco sul colore politico del governo in carica, come in Italia e altrove. E' così che si prende in giro il popolo: ad un partito e un governo che si autodefiniscono "di sinistra" è consentito fare le stesse porcherie di quelle che combina la destra senza pagare pressoché alcun pegno. 
E non mi venite a dire che non sono tutti in vendita!! 

 

07 luglio 2015

Ode a Samo


Andreas Kalvos (Zakynthos 1792- Londra 1869)

Coloro che si sentono addosso
la pesante bronzea mano della paura
si tengano pure il giogo della schiavitù;
vuole virtù e coraggio
la libertà.
Fu lei a dare le ali ad Icaro
(ché il mito nasconde un seme di verità);
e se è vero che cadde,
l’alato, e che fu soffocato
dal mare,
cadde però dall’alto del cielo,
e morì libero.
Se mai dovessi diventare
preda senza onore di un tiranno, pensa bene
a quanto sarà atroce la tua tomba.

(traduzione di sveva tedeschi)

http://ilmanifesto.info/ode-a-samo-1826/

06 luglio 2015

OXI!!! La dignità ha sconfitto la paura.

No a chi voleva mandare a fondo una intera nazione, in nome dei vincoli di bilancio. 
No a chi voleva continuare a tenere in scacco sei milioni di cittadini e cittadine di questo piccolo grande paese. 
No a chi sbagliando pretende di continuare a sbagliare, e a dettare legge a tutti.
Grande affermazione e grandi prospettive! La Grecia è arrivata a questo in completa solitudine, e ce la sta facendo. Però ora Tsipras ha il dovere di fare "qualcosa di sinistra" come aveva promesso, perché solo una politica di grande redistribuzione delle ricchezze può salvare l'Europa, e la Grecia per prima. 
Per ora diciamo un grande GRAZIE al popolo greco per la speranza che ci ha regalato.

Ah, dimenticavo: Renzino, mò la cravatta stringitela intorno al collo .... forte forte mi raccomando!

Un'altra cosa: visto che abbiamo tanto amato questa lotta per la dignità, che ne direste di mettere in pratica ciò che abbiamo imparato? 

04 luglio 2015

Il fatto è che....

Di Andrea Papi
Il fatto è che non abbiamo più a che fare con un sistema di potere unico, ben strutturato e impostato. C’è un insieme di sistemi in sinergia che tendono a conservarsi l’un l’altro, ma che sono anche in competizione fra loro. Mirano a conquistare egemonie, in tendenza permanenti e legate a situazioni specifiche. Ciò che oggi è sovrastante, in grado di esercitare il dominio su tutto, non è una classe che decide la politica economica e impone le sue scelte. È egemone invece una specie di oligarchia finanziaria, non assimilabile a nessuna struttura di classe come si supponeva per la borghesia, ma a un magma fluido, anonimo e non strutturato, che si muove in continuazione tra le fluttuazioni finanziarie al di là della concretezza cartacea del denaro. Senza comandare direttamente s’impone influenzando, ricattando, costringendo.
Come si può uscire da tutto ciò? (...uscire dall’insieme dominante dei sistemi...) Si dovrebbe creare a poco a poco un modo alternativo e rivoluzionario di essere società, con l’intento in tendenza di sostituirlo al presente. Tendere a creare "una società nella società". Un cuneo sovversivo, non autarchico né autocratico, che in seno alla vigente società fondi un altro modo di essere, di vivere e di relazionarsi, mutualisticamente e cooperativamente, con lo scopo e la prospettiva politica di espandersi fino a sommergere e sostituire l’esistente.

Oxi o Nai? Sinistra o destra? Peste o colera?

Sono d'accordo con quanto scritto nell'articolo che segue, l'unica differenza è che trovo che fare sacrifici liberi da una catena sia preferibile che farli sotto il giogo dell'imposizione.
Da Finimondo
"Nulla esplode come un pozzo di petrolio, e gli insorti tendono a dare fuoco".
Sono le parole rilasciate alcuni anni fa da un economista ad Al-Jazeera. Sono anche le parole che ci vengono in mente in questi giorni, quando l'attenzione generale è rivolta verso il paese noto per aver dato i natali alla democrazia, alla civiltà, alla filosofia. La tragedia greca del terzo millennio sta arrivando di nuovo al suo atto cruciale. Dopo anni di prestiti, tiraemolla e dilazioni che hanno permesso allo Stato ellenico di tirare una boccata d'aria, di procrastinare il momento del dramma — il naufragio definitivo — ora pare che ci siamo sul serio. La bancarotta, l'uscita dall'euro e dall'Unione Europea?, sono alle porte. E le Borse europee crollano in preda al panico.
Il governo di Syriza, sfidando le direttive dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, ha infatti respinto la proposta «straordinariamente generosa» (a detta di Merkel) dei suoi creditori internazionali, pronti a sborsare altri miliardi di euro in cambio dell'ennesimo massacro sociale. Anziché accettare e ringraziare, Tsipras ha preferito indire un referendum per il prossimo 5 luglio e lasciare che sia la «libera volontà» (?!) dei greci a decidere in merito, invitando i suoi connazionali a votare no. Diplomatici e banchieri non l'hanno presa bene, non capendo perché mai un governo dovrebbe chiedere ai suoi rappresentati di schierarsi contro una loro decisione.
E così, siamo in pieno decervellamento mediatico. Con il cuore che batte giusto sotto il portafoglio, tante persone dabbene sostengono che quel referendum è incostituzionale e ricordano ai greci che i patti sono patti, i debiti vanno saldati e chi sperpera allegramente può prendersela solo con se stesso. Con il cuore che batte giusto sotto la carta d'identità, tante persone dabbene affermano che quel debito è illegittimo e ricordano ai greci che i valori sono valori, la dignità va salvata e chi specula vergognosamente può prendersela solo con se stesso.

Per gli uni come per gli altri, per la Grecia ci sono solo due scelte a disposizione. Accettare le condizioni pretese dall'Unione Europea e dal FMI, andando incontro ad anni terribili pieni di sofferenze (che i greci potranno attribuire all'avidità di diplomatici e banchieri). Oppure dichiarare la bancarotta, andando incontro ad anni terribili pieni di sofferenze (che diplomatici e banchieri potranno attribuire alla testardaggine dei greci).
Oxi o Nai? Sinistra o destra? Peste o colera? È il dilemma a cui siamo condannati in questo eterno ritorno del presente. Finché non sarà la domanda stessa a cambiare, qualsiasi sia la risposta il risultato sarà sempre il medesimo: anni terribili pieni di sofferenze. Ecco perché ci vengono in mente le parole dette da quell'economista al media arabo. Qui in Europa non ci sono grandi giacimenti di petrolio, i pozzi non esplodono granché. Ma nulla brucia come il fuoco greco...

28 giugno 2015

La solitudine più devastante 
non si avverte quando siamo da soli. 
Ma quando ci troviamo con altre persone. 
Persone che ci guardano, ma senza vederci. 
Che ci sentono, ma senza ascoltarci. 
O peggio, che ci giudicano, 
ma senza conoscerci.

27 giugno 2015

A proposito di scuola...

Calamandrei aveva già previsto tutto. Scuola, ok alla fiducia in Senato: 159 i sì, 112 i no. Uno "schiaffo" ai Padri Costituenti...
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."
Piero Calamandrei

21 giugno 2015

Le parole di José Saramago mi coccolano l'anima.

"Rimango sempre di stucco davanti alla libertà delle donne. Noi le vediamo come esseri subalterni, ci divertiamo alle loro futilità, le cambiamo quando ormai sono sciupate, e ognuna di loro è capace di coglierci alla sprovvista, stendendoci davanti vastissimi campi di libertà, come se sotto alla loro obbedienza, un'obbedienza che sembra cercare se stessa, costruissero le mura di un'indipendenza rude e illimitata. Dinanzi a queste mura noi, che credevamo di sapere tutto dell'essere inferiore che a poco a poco abbiamo addomesticato o abbiamo trovato addomesticato, ci ritroviamo disarmati, inesperti e spaventati: quel cagnolino che tanto volenterosamente si rotolava per terra, sulla schiena, mostrando il ventre, d'un balzo si mette in piedi, fremente d'ira, e all'improvviso i suoi occhi ci sono estranei, occhi profondi, sfuggenti e ironicamente indifferenti. Quando i poeti romantici dicevano (o dicono ancora) che la donna è una sfinge, avevano ragione, che Dio li benedica. La donna è la sfinge, e dev'esserlo, perché l'uomo si è impadronito di ogni conoscenza, di ogni sapere, di ogni potere. Ma tale è la fatuità dell'uomo che alla donna è bastato erigere in silenzio i muri dell'ultimo rifiuto perché lui, sdraiato all'ombra, quasi fosse sdraiato sotto una penombra di palpebre obbedienti, potesse dire, convinto: "Non c'è niente al di là di questa parete".
José Saramago

Chi è stato?

"Ad avermi buttato in mezzo a una strada, a 50 anni, non è stato uno zingaro e nemmeno un africano. E' stato De Benedetti.
A far di me un peso morto è stata la Fornero.
A fingere di proteggermi intanto che si facevano i cazzi loro, non sono stati gli extracomunitari, ma i sindacati.
A prendermi per il culo dicendo una cosa e facendo l'opposto, è Renzi, non i rumeni.
A stravolgere la nostra Costituzione anziché imporne il rispetto, è il parlamento italiano, non quello tunisino.
A distruggere sanità e istruzione, sono stati i governi italiani eletti da italiani, non i rom.
A vessare con metodi medioevali chiunque provi a campare con il poco che racimola, sono funzionari italiani, non libici.
A vendere o spostare verso altre nazioni tutte le principali aziende italiane, non sono stati i marocchini, ma Marchionne, Tronchetti Provera e quelli come loro.
A spingere al suicidio qualche centinaio di poveri cristi, sono stati i governanti italiani, non i profughi.
A sfruttare ogni disgrazia per guadagnarci milionate e distribuendo briciole, sono le grandi cooperative italiane, non quelle serbe.
Quando mi avanzerà abbastanza odio per persone provenienti da altre parti del mondo, forse sposterò il tiro. Per ora mi accontento di riversarlo interamente ai personaggi di cui sopra, miei connazionali e, piuttosto che altri, preferirei fossero loro a trovarsi finalmente nella condizione di dover salire su dei barconi per scappare. Scappare da qui."
(Emanuela Rossini)

20 giugno 2015

20 Giugno, giornata mondiale del rifugiato.

La cosa migliore che possiamo fare in questo giorno è quella di assumerci le nostre responsabilità. 
Abbiamo una memoria e allora ricordiamoci che la maggior parte dei rifugiati che cercano la salvezza in Europa sono stati resi tali da 25 anni di guerre dell’Occidente nel mondo arabo.
Sappiamo contare e i numeri ci dicono che non c'è nessuna emergenza immigrazione clandestina in Italia in questo momento: http://www.west-info.eu/it/richiedenti-asilo-non-e-litalia-ad-accoglierne-di-piu/4457b050-26f9-4cf1-bf27-9ffb73ff8c7b-2/. Se bastano a mettere in ginocchio l’organizzazione dello stato, i problemi devono essere altrove.
Non siamo stupidi e possiamo capire benissimo che da qualche parte si nasconde un patto scellerato con i trafficanti e affermare, attingendo a quel po' di lucidità mentale che ci resta, che l’immigrazione è una risorsa fondamentale per paesi nei quali la popolazione diminuisce per la dinamica demografica interna e che è oggi la linfa vitale che tiene in vita l’Europa.
Siamo cittadini europei, dell’Europa dei popoli, dei diritti e delle libertà, non di questa Europa egoista e benestante che sembra votata al declino e al suicidio, richiudendosi istericamente in se stessa e sperperando la memoria della sua storia.
E' stata l’emigrazione europea che ha popolato, spesso con scontri sanguinosi, interi continenti; oggi è ridicola un’Europa che si svuota e che però rifiuta di essere arricchita di nuovi abitanti; è una forma di suicidio neppure consapevole.

17 giugno 2015

Li lasciamo annegare per negare.

"Le porte per i migranti in Italia sono chiuse solo a livello dei palazzi del potere, nei piani alti", ha commentato Erri De Luca "al piano terra le persone capiscono benissimo chi sono queste persone: nuovi cittadini, nuove energie che vengono a dare una scossa a una società vecchia e stanca. Io penso che i nipoti di coloro che sono sbarcati a Lampedusa diventeranno i nostri presidenti, e saranno orgogliosi dei loro nonni".


Siamo gli innumerevoli
raddoppia ogni casella di scacchiera
lastrichiamo di corpi il vostro mare
per camminarci sopra

Non potete contarci:
se contati aumentiamo,
figli dell'orizzonte
che ci rovescia a sacco

Nessuna polizia può farci prepotenza
più di quanto già siamo stati offesi
faremo i servi, i figli che non fate
le nostre vite i vostri libri di avventura

Portiamo Omero e Dante,
il cieco e il pellegrino
l'odore che perdeste
l'uguaglianza che avete sottomesso

Da qualunque distanza
arriveremo a milioni di passi
noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso
spaliamo neve, pettiniamo prati

Battiamo tappeti
raccogliamo il pomodoro e l'insulto
noi siamo i piedi
e conosciamo il suolo passo a passo

Noi siamo il rosso e il nero della terra
un oltremare di sandali sfondati
il polline e la polvere
nel vento di stasera

Uno di noi, a nome di tutti,
ha detto "non vi sbarazzerete di me
va bene, muoio, ma in tre giorni
risuscito e ritorno"

In braccio al Mediterraneo
migratori di Africa e di oriente
affondano nel cavo delle onde.
il pacco dei semi portati da casa
si sparge tra le alghe e i capelli
La terraferma Italia è terrachiusa.
Li lasciamo annegare per negare.

15 giugno 2015

E' così che tutti dovremmo pensare e agire.

Quando leggo in questi giorni alcuni commenti sulla “emergenza migranti” mi vengono i brividi: non mi interessano (se esistono) posizioni di destra o di sinistra, il “bisognerebbe fare…” questo o quello. Ci troviamo, io come tutti i cittadini della “civilissima Europa”, di fronte a una situazione chiara: c’è una massa enorme di persone povere, disperate (oh certo tra loro ci sarà anche qualche delinquente! Ma tra noi non ce ne sono?) che scappa dalla guerra e dalla povertà, dai regimi che riducono i popoli alla fame. E’ così difficile capire che sono queste le spinte principali alla migrazione di parti di popolazioni di Paesi diversi? Possiamo darci spiegazioni, ciascuno la sua, del perché questo succeda. Ma alla fine un solo fatto è certo, una sola verità è inconfutabile: ci troviamo di fronte a centinaia di migliaia di persone disperate che chiedono aiuto.
E bisogna fare una scelta, da esseri umani di fronte ad altri esseri umani. Qual è la risposta più “umana”? Ce lo ha insegnato qualcuno dal nome sconosciuto, forse un migrante, che ha esposto un cartello di protesta alla frontiera (a proposito, non erano state abolite in Europa?) di Ventimiglia “Noi vogliamo solo passare per raggiungere un posto dove ci sia umanità". Al posto loro credo e spero che noi avremmo fatto la stessa richiesta, e avremmo sperato di incontrare tanti disposti ad aiutarci nella ricerca di una vita più ricca di umanità, magari preparandoci “il mangiare per il viaggio”, come si è sempre usato da noi, tra le persone per bene. (Gino Strada)

31 maggio 2015

Io so che vivo e che voglio vivere.


Io so che vivo e che voglio vivere.
È molto difficile mettere in azione questo voglio.
Siamo circondati da un’umanità che vuole quello che vogliono gli altri.
Legge e morale, a gara, m’intimoriscono e persuadono.
Il “biondo rabbi” ha trionfato.
Si prega, s’implora, si bestemmia, ma non si osa.
La vigliaccheria crea la morale, e questa giustifica la viltà e genera la rinuncia.
Ma questo desiderio di vivere, questa volontà, vuole pure svolgersi.
Io invidio i selvaggi.
E potessi gridare loro a gran voce: «Salvatevi, arriva la civiltà!»
Abbiamo abbandonato la libera e felice vita delle selve per questa orrenda schiavitù morale e materiale.
E siamo maniaci, nevrastenici e suicidi.
Ma io vi lascio la vostra sapienza e i vostri 420, vi lascio Sottomarini e Caproni.
Ridatemi la bella libertà, la mia ignoranza, la mia vigoria.
Ieri il cielo era bello da guardare, lo mirava lo sguardo dell’inconscio.
Oggi la volta stellata è un velo plumbeo che ci sforziamo invano di passare, oggi non si ignora più, si dubita.
Tutti questi filosofi, questi scienziati, che fanno?
Che delitti meditano ancora verso l’umanità?
Io me ne frego del loro progresso, io voglio vivere e godere!
«Scimmia delle foreste bornesi, Darwin ti ha calunniato!»
Intanto tutto il mio essere mi urla: «Voglio vivere!»
Mi strappo dalla fronte le spine della rinuncia cristiana e bevo il profumo delle rose.
Sto bene ora.
Fischiano le sirene e la folla beata va allo scannatoio.
Come invidio il grande Bonnot!
«Il me faut vivre ma vie!»
È inutile, sono bacato.
Odio forsennatamente questa umanità.
Vorrei potermi mutare in lupo, per affondare denti e artigli, in un'orgia di distruzione, nel ventre putrido della società.

B. Filippi

17 maggio 2015

"La solitaria" di Sara Teasdale

“Col passare degli anni s'è arricchito il mio cuore,
ed ho meno bisogno oggi di ieri
di vendere me stessa al primo compratore
o di dare parola ai miei pensieri.
Che ci sia un uomo o no, non cambia niente
se ho me stessa e da me so dove andare:
posso scalare il colle in una notte ardente
lo sciame delle stelle contemplare.
Pensino pure d'avere il mio amore,
ch'io li rimpiango, sola e senza scorta
se giova al loro orgoglio, a me che importa?
Basto a me stessa, come pietra o fiore”

09 maggio 2015


Non conosco la storia che sta dietro al bambino chiuso in una valigia. Oggi è una giornata in cui mi viene da pensare: "Fa' che sia una storia privata, una storiaccia brutta familiare. Fa' che sia un sottrazione di minore. Fa' che ci sia un motivo personale per cui un padre delinquente ha messo suo figlio in valigia". Tutto, ma che non sia un'altra storia di migrazione disperata. Tutto, ma che non sia una storia di "non c'erano alternative". Perché oggi, dopo avere immaginato la faccia di mio figlio in una valigia, non potrei sopportarlo. (Cecilia Strada)

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In questo momento decisamente confuso di un mondo così ricco di contraddizioni e così povero di valori, avverto sempre di più la necessità di tranquillità interiore. Sento il bisogno di staccare la spina, di riappoppriarmi del mio tempo e della mia leggerezza. Saranno gli smacchi subiti dalla vita, saranno le troppe promesse disattese, sarà l'esperienza che ormai mi suggerisce risposte prima ancora di fare delle scelte, sarà quell'intuito affinato con gli anni, sarà che mi sono voluta caricare di fardelli troppo pesanti per le mie esili spalle. Sarà tutto o sarà niente. Forse è solo voglia di dire basta, ho già dato, ho fatto quel che ho potuto.
Fatto sta che mi estranio. Da quasi tutto. 
Perchè non sopporto più l'informazione generalizzata, urlata, contraddittoria, mirata. 
Non sopporto la rabbiosa impotenza che mi coglie, la paura che si insinua velenosa, l'insistenza della mia coscienza che si ostina a chiedere troppi perché. 
Non so rispondere e non so più nemmeno cosa fare per trovare risposte.

Perchè la mafia è una montagna di merda!



"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."


Peppino Impastato
 

01 maggio 2015

La Strage di Portella della Ginestra - Festa del 1. Maggio 1947 - Mafia-Stato





Nel piano della Portella chiusa in mezzo a due montagne
c'è una roccia sopra l'erba per memoria ai compagni
Alla destra nella roccia al tempo dei Fasci
un apostolo ci parlava donde proviene tutta la ricchezza.
E da allora fino a oggi a Portella delle Ginestre
quando viene il primo di maggio i compagni fanno festa...
E Giuliano lo sapeva che era la festa dei poveri,
una bella giornata di sole dopo tanto piovere,
chi ballava, chi cantava, chi accordava le canzoni
e le tavole apparecchiate con nocciole e torroni!

Ogni asta di bandiera era zappa, braccia e mani
era terra seminata, pane caldo, forno e grano

La speranza di un domani che fa del mondo ua famiglia
la vedevono ormai vicino già contavano le miglia,
l'oratore di quel giorno era Jacopo Schirò,
disse appena: « Viva il primo maggio », e rimase senza parola..

Dal monte della Pizzuta che l'altura più vicina
Giuliano con la sua banda scatenò la carneficina.

A tappeto e a ventaglio
mitragliavano la gente
come una falce che miete
con il fuoco tra i denti
C'è chi piange spaventato,
c'è chi scappa e grida aiuto,
c'è chi alza le braccia
invocando protezione.

E le madri col fiatone
con il fiato – ma senza più fiato
– Figlio mio, (hai) corpo e braccia
un groviglio di piombo!

Dopo un quarto d'ora di quell'inferno, vita, morte e passione
i briganti se ne andarono senza più munizioni
rimasero in mezzo al sangue e all'erba del piano
venti morti, poveretti, che volevano un mondo umano.
E nell'erba li piansero madri e padri inginocchiati
che baciandoli gli lavarono il viso con le loro lacrime.

Epifania Barbato accanto al figlio a terra morto dice:
«Ai poveri persino qua gli fanno la guerra... »
Invece Margherita La Glisceri che era lì coi suoi cinque figli
era stata colpita a morte, e nel ventre, aveva il sesto figlio...

Da quel giorno succede che a Portella, chi ci torna dopo tanti anni
vede i morti in carne e ossa, testa, volti e gambe,
vivere ancora, ancora vivi e può sentire una voce fra cielo e terra
che grida: O giustizia, quando arrivi?
O giustizia quando arrivi?!!


I colori dei mestieri di Gianni Rodari

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s'alzano prima degli uccelli
e han farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell'officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano un dito
ma il loro mestiere non è pulito

Il lavoro non viene più eseguito con la coscienza orgogliosa di essere utile, 
ma con il sentimento umiliante e angosciante di possedere un privilegio concesso da un favore 
passeggero della sorte, 
un privilegio dal quale si escludono parecchi esseri umani per il fatto stesso di goderne, in breve un posto.
Simone Weil