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25 maggio 2014

Domenica di voti ti ti ti ti ti ti........


A te che che sogni una stella ed un veliero
che ti portino su isole dal cielo più vero
a te che non sopporti la pazienza
o abbandonarti alla più sfrenata continenza
a te hai progettato un antifurto sicuro
a te che lotti sempre contro il muro
e quando la tua mente prende il volo
ti accorgi che sei rimasto solo
a te che ascolti il mio disco forse sorridendo
giuro che la stessa rabbia sto vivendo
stiamo sulla stessa barca io e te
ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti . . .
a te che odi i politici imbrillantinati
che minimizzano i loro reati
disposti a mandare tutto a puttana
pur di salvarsi la dignità mondana
a te che non ami i servi di partito
che ti chiedono il voto un voto pulito
partono tutti incendiari e fieri
ma quando arrivano sono tutti pompieri
a te che ascolti il mio disco forse sorridendo
giuro che la stessa rabbia sto vivendo
stiamo sulla stessa barca io e te
ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti . . .





15 febbraio 2014

Hanno votato....e poi?

C'è ancora chi crede in queste marionette, c'è ancora chi crede che l'opposizione si faccia nei "parlamenti". Que se vayan todos! Fra un mese, un anno, due, tre, cinque saremo di nuovo chiamati a esprimerci su un sistema che ormai non contempla più nessun tipo di espressione. Ci diranno di nuovo che l'esercizio del "voto" è l'unico mezzo di "cambiamento", che il "voto" appartiene alla "democrazia". In realtà, è ormai evidente che non esprime nulla, non viene tenuto in nessun conto, ci si inserisce soltanto in un sistema che non contempla nessuna opposizione reale, solo un avallo per permettere qualsiasi nefandezza. Lo voglio dire proprio adesso, in un momento in cui cambia "governo", quasi a nostra insaputa, senza chiederci se ci va bene o no, nel momento in cui "a palazzo" si succedono, senza nessuna perplessità, senza chiedersi se legittimati o meno, personaggi nuovi di antiche radici, sempre uguali fra loro, sempre pronti a promettere e a nascondersi, a riciclarsi e a rimpinzarsi, a mettersi una maschera dopo l'altra per camuffare il marciume.   
Ci fate r-i-d-e-r-e!
Vi sfuggirà di mano tutto quanto. 
Non avete idea di cosa voglia dire OPPORSI!
Vi scoppierà tutto in mano. 
Arriveranno degli occhi bellissimi a chiedervi il conto, e sarà un conto amaro, un conto accompagnato dalle risate.
E come sempre, quando si tratta di dire le cose in un certo modo, la musica viene in aiuto. Ecco allora un'altra canzone di Léo Ferré: 
Ils ont voté... et puis, après?
Una canzone che non sarà mai datata, come tutte le altre del resto, anche se ci sono dei riferimenti alla Francia del 1969, alle sue elezioni, alle sue "trasmissioni elettorali". 
La traduzione italiana di Riccardo Venturi, del 14 aprile 2008, ha solo leggermente adattato il testo alla situazione attuale di questo paese. Per il resto, tutto assolutamente identico.

HANNO VOTATO

A portarmi la vita sul groppone
ci ho già messo sessant'anni
senza essere né un santo né una merda.
Non valgo il benché minimo cero.
Mamma Maria, ecco tuo figlio
Crocifisso su dei manifesti
Un dito di whisky e un gin-fizz
E di tutto il resto me ne sbatto

Hanno votato…e poi, dopo?

Ho la memoria emiplegica
E i ricordi accecati
Quando mi ricordo del manganello
non me ne vengono che la metà
E voi vorreste che cercassi
la metà di un culo da prendere a calci?
In questi tempi non si vede un cazzo…
Non hanno più neanche il culo, gli italiani!

Hanno votato…e poi, dopo?

È un paese che mi fa ribrezzo,
non c'è modo di diventare inglesi,
o svizzeri o stronzi o anche insetti
dappertutto sono bipolari...
Bisogna vederli a Porta-a-Porta
questi cessi da cabina elettorale
con la scheda fra le ditazze
e il disprezzo in un manifesto

Hanno votato…e poi, dopo?

In un'Italia anarchica
farei rizzare in piedi 'sti stronzi
e gli farei fumare le schede scrutinate
fino alla cicca del mio disgusto
E poi, seduto su una sedia,
con un computer ficcato nel gozzo
canterebbero "Fratelli d'Italia"
con dei microprocessori

Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta

23 febbraio 2013

Come un gioco...

L’astensione dal voto non raccoglie troppi consensi, soprattutto tra i giovani le cui scelte sono alimentate dalla speranza del cambiamento. L’ho dichiarata troppe volte la mia posizione nel merito, tuttavia credo di comprendere chi vuole andare ai seggi ed esprimere la propria preferenza, o forse sarebbe meglio dire la propria "insofferenza" per lo stato di cose presenti. Il calciatore della nazionale Buffon dichiara che voterà per Monti perché glielo dice l'istinto. 
 
Chissà perché l'istinto dei ricchi è sempre rivolto contro gli interessi degli altri.

Lo vedo in prima persona, tutti i giorni, c’è una grande incertezza. Votare Pd per paura di Berlusconi non può essere una scelta, si chiama ricatto. Votare Pd avrebbe un senso, per chi crede ancora in questo sistema, se il Pd esprimesse un’alternativa riformista di vago sapore di sinistra o quantomeno progressista. Significa invece favorire un governo con dentro il rappresentante per antonomasia delle banche e dei grandi poteri borghesi, quel grigio e cinico Mario Monti. E poi il programma del Pd è troppo indeterminato su tutto: non può bastare dire un po’ di questo e un po’ di quello, senza dire che questo partito è impregnato di quel clericalismo che non possiamo non detestare convintamente e che non può portare a nulla di buono su parecchie faccende. Però bisogna prendere atto che il Pd è l’unica forza politica che ha i numeri per un governo esposto a destra ma non fascista. È questo un modo pragmatico per dire che ci si accontenta.

Si andrà comunque a una situazione, come ho scritto alla noia, che non esprimerà un vincitore netto e ciò favorirà il solito gioco dei grandi poteri. Resta Grillo come chance di riserva, con tutte le incognite, tantissime, del suo movimento. Una signora poco fa, dandomi spunto per questo spot elettorale, mi ha detto: “Almeno faranno un po’ di casino, con il voto a Grillo esprimo il mio disgusto, la mia rabbia, la protesta”. Proprio così ha detto, e sul momento francamente non ho voluto fare discorsi troppo lunghi e inutili e quindi, pur non assentendo, non le ho opposto nulla. Conoscendo un po’ le mie posizioni sul voto, la signora si è un po’ stupita del mio silenzio, e mi ha salutato quasi rinfrancata. Anche nel caso descritto, però, più che la speranza è la rassegnazione che vota Grillo. E allora prendiamola come un gioco, perché in definitiva di questo si tratta.

08 dicembre 2012

Il voto.

Una voce originale e poco nota quella di Bernard Charbonneau, un pensatore francese vicino alla corrente del «personalismo». 
Questo è un passo del suo libro "Une seconde nature" del 1981 che ho trovato in rete.

"Il voto è sempre stato un rito di partecipazione. Soprattutto, lo diventerà sempre di più, specialmente nei grandi paesi senza referendum in cui si vota per politici e partiti piuttosto che per una data politica. L'universo mi supera, ed oggi la società è oggettivizzata nello Stato: la pace, la guerra, l'economia, le finanze — che mi domina ogni giorno da un po' più in alto. Ogni giorno il mondo si appesantisce e si complica, sia che la tecnica lo renda tale, sia che me lo dica la scienza. Ogni giorno l'avvenimento cade dal cielo, la mia vita sfugge un po' di più al mio pensiero e al mio potere. Politicamente sono libero, ma altri hanno stabilito il luogo e la natura del mio lavoro, e si occupano anche dei miei svaghi. Sceglierò il capo dello Stato, ma sempre meno il pane che mangio o la casa che abito, perché è la scienza economica che lo deciderà. Non controllo più il mio destino che è torrente — produzione, polluzione, informazione, popolazione — perennemente in piena. Resta la guerra o la pace. Ma non si è mai convocato il popolo sovrano per votarla. 

Che angoscia! Dopo tutto, non ne so nulla e non posso farci nulla. Per fortuna ogni quattro anni divento di colpo onniscente e onnipotente: voto. In generale ho soltanto la scelta fra due beni, o due mali. Ma posso scegliere quello minore; decido fra il rosso e il bianco, se Tizio o Caio farà la bomba atomica, se è lui o l'altro che verrà ad insegnarmi la grammatica strutturale... Alla fine, io conto — almeno per uno; non sono più un individuo, sono il Popolo... Voto perché ci credo; è un atto essenziale, decisivo. Ed io voto pure — sono un intellettuale critico — perché non ci credo e tutto ciò non ha alcuna importanza. Adesso è fatta. Chi vincerà? Quelli a favore o quelli contro, i Blu o i Verdi? La suspence è al culmine. È finita; ho votato, ho fatto l'amore con la Francia, ho fatto pipì nell'urna e mi sento meglio. Ho compiuto il mio dovere e posso pensare ad altro; a guadagnare denaro o alle vacanze. Ho votato, uff, per un po' sono a posto, ho delegato i miei poteri. 

Più la società evolve, più l'individuo vota; e più si vota, più questo gesto perde valore. Allora perché il voto? — Per il voto. È un rito esorcista che rifà d'un mondo — d'una società, d'uno Stato — l'opera della libertà degli individui. Ma di colpo questa diventa la cosa della società, dello Stato. Mi integro; non mi sono accontentato di subirla, l'ho scelta. La festa elettorale è un rito di partecipazione come la messa: per questo chi rifiuta questa società corazzata in Stato ha il dovere civico di astenersi. Altrimenti da suo schiavo, divento suo complice...

Il voto è un rito fondatore. Il giorno in cui la società non ci crederà più, sarà cambiata. Già la nostra, con i suoi sondaggi d'opinione, contabilizza più le correnti collettive che le libertà. Domani non si voterà più. Ma non sarà più a seguito di un voto."

P.S.
Negli anni '30 del Novecento Bernard Charbonneau elaborò un'originale filosofia della natura. Originale e importante perché vi si collega il tema dello sfruttamento della natura con quello della libertà. Più cresce il potere di artificializzare il mondo, più stretto deve essere l'ordine che lo regola, maggiori i controlli, minore la libertà, più debole la democrazia. E poiché interesse dell'artificio, cioè della scienza, non è quello di mettere confini allo sviluppo tecnologico e industriale bensì piuttosto quello di espandersi, così la ricerca di questi limiti deve essere la preoccupazione e la responsabilità di ognuno...........

da approfondire....